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Legge 335/1995

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Decorrenza pensione di vecchiaia: no ad arretrati senza domanda
Un lavoratore ha richiesto all'ente previdenziale la pensione nella gestione separata, chiedendo di computare i contributi versati in precedenza come dipendente. I giudici di merito avevano fissato la decorrenza pensione di vecchiaia alla data del compimento dell'età pensionabile, condannando l'ente a versare gli arretrati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'istituto previdenziale. La Suprema Corte ha chiarito la netta differenza tra la maturazione del diritto e la decorrenza pensione di vecchiaia. Se l'assegno dipende dalla facoltà di computo dei contributi esterni, la prestazione non retroagisce al raggiungimento dell'età ma spetta solo dal mese successivo alla domanda amministrativa.
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Prescrizione contributi INPS: quadro RR omesso e vittoria
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di debiti contributivi per la Gestione Separata a una libera professionista, sostenendo la sospensione dei termini a causa della mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi. La lavoratrice autonoma ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi INPS quinquennale, dimostrando di aver dichiarato regolarmente tutti i propri compensi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Istituto, escludendo qualsiasi occultamento doloso automatico del debito previdenziale. Il diritto alla riscossione è quindi definitivamente estinto per decorso del tempo e l'ente pubblico è stato condannato a rimborsare le spese di lite.
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Gestione Separata INPS: obbligo valido ma stop ai vecchi debiti
Alcuni ingegneri, assunti come lavoratori dipendenti e contemporaneamente attivi come liberi professionisti, hanno impugnato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS. I professionisti versavano già il contributo integrativo alla cassa di categoria privata, ma l'ente previdenziale ha preteso il pagamento dei contributi arretrati con relative sanzioni. La Suprema Corte ha confermato l'obbligo di iscrizione alla gestione pubblica perché il versamento integrativo non garantisce una pensione diretta. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso dei lavoratori sulla prescrizione dei crediti. Il termine di decorrenza della prescrizione inizia dalla scadenza di legge per il versamento dei tributi e non dalla successiva data di presentazione della dichiarazione fiscale. La sentenza è stata cassata con rinvio per il ricalcolo delle somme prescritte.
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Prescrizione Contributi INPS: La Cassazione sposta la decorrenza
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per una professionista. L'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto, facendo decorrere il termine dal 16 giugno 2010. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il termine di prescrizione quinquennale per i contributi alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, che in questo caso era stata differita al 6 luglio 2010 da un DPCM. La sentenza ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso Salva il Professionista?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata per un avvocato. L'INPS aveva chiesto l'iscrizione per un professionista che, negli anni in questione, aveva percepito redditi inferiori a 5.000 euro. La Corte ha stabilito che l'obbligo di iscrizione per i professionisti iscritti a un albo dipende dall'esercizio abituale dell'attività. Se l'attività è abituale, il limite di reddito di 5.000 euro non è rilevante. Tuttavia, se il reddito è inferiore a tale soglia e l'INPS non prova l'abitualità, l'iscrizione non è dovuta. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'INPS, confermando che l'avvocato non doveva essere iscritto alla Gestione Separata, poiché l'attività non era considerata abituale e l'INPS non aveva fornito prove contrarie.
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Rimborso Irpef pensione integrativa: Fisco sconfitto
Gli eredi di una ex dirigente pubblica hanno chiesto all'Amministrazione finanziaria il rimborso Irpef pensione integrativa per le maggiori somme trattenute sulle prestazioni previdenziali. La legge prevede infatti una base imponibile agevolata pari all'87,50% dell'importo erogato. I giudici tributari di merito hanno accolto la domanda dei contribuenti contro il silenzio-rifiuto del Fisco. L'Amministrazione finanziaria ha quindi impugnato la decisione in Cassazione lamentando vizi formali e la tardività dell'istanza. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso dell'ente impositore per violazione del principio di autosufficienza, poiché l'Agenzia ha omesso di trascrivere il testo dell'istanza e di documentare le precedenti eccezioni. La vittoria resta definitivamente ai contribuenti.
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Prescrizione Contributi INPS: La Cassazione tutela i Professionisti
Una professionista, avvocato iscritta all'albo ma senza cassa forense, si è trovata a dover versare contributi alla Gestione Separata INPS per l'anno 2011. La Corte d'Appello aveva stabilito la sua obbligazione, ritenendo l'attività abituale e facendo decorrere la prescrizione dalla dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che la Prescrizione contributi INPS decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione. Poiché i contributi 2011 scadevano il 07.07.2012 e l'INPS ha agito il 23.08.2017, il termine quinquennale era già decorso. La professionista non è quindi tenuta al versamento.
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Doppia Contribuzione Previdenziale: L’Obbligo per i Professionisti
Un ingegnere ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, chiedendo l'annullamento e la restituzione dei contributi versati. Il Tribunale aveva inizialmente accolto la sua domanda, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. La Corte di Cassazione ha confermato l'orientamento della Corte d'Appello, stabilendo che i professionisti già iscritti a un albo e che versano solo il "contributo integrativo" alla propria cassa (come INARCASSA) devono comunque iscriversi alla Gestione Separata INPS. Questo per garantire una effettiva copertura previdenziale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza, consolidando il principio della doppia contribuzione previdenziale.
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Pensione lavoratori dello spettacolo: confermato il tetto
Un lavoratore iscritto al Fondo spettacolo chiedeva la riliquidazione del supplemento della propria pensione, sostenendo che per la Quota B non si dovesse applicare il tetto giornaliero di retribuzione previsto dal regime speciale. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, escludendo il massimale. L'ente di previdenza proponeva ricorso per Cassazione a difesa dell'equilibrio finanziario del sistema. La Suprema Corte ha ribaltato il verdetto e dato ragione all'ente previdenziale. Per la pensione lavoratori dello spettacolo, il massimale giornaliero resta pienamente operante anche sui contributi successivi al 1992. Le riforme degli anni Novanta non hanno abrogato tacitamente il limite retributivo, che garantisce la proporzione tra versamenti e prestazioni.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop INPS oltre 5 anni
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2011 tramite un avviso notificato ad agosto 2017. L'ente sosteneva che il termine decorresse dalla presentazione del modello fiscale o che la mancata compilazione del quadro tributario integrasse un occultamento intenzionale. Il professionista ha eccepito la prescrizione contributi Gestione separata per decorso del termine quinquennale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza per il versamento del saldo contributivo e non dalla successiva dichiarazione dei redditi. Inoltre, la mancata compilazione del quadro dedicato non costituisce occultamento doloso. I contributi pretesi sono stati dichiarati definitivamente prescritti.
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Iscrizione alla Gestione separata INPS: i criteri per l’obbligo
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una professionista il versamento dei contributi per l'anno 2010. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione della lavoratrice, ritenendo irrilevante l'accertamento sull'abitualità dell'attività e applicando la soglia di reddito del lavoro occasionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso della contribuente. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS impone un accertamento rigoroso della natura abituale della professione. Il limite reddituale dei cinquemila euro riguarda esclusivamente l'attività occasionale e non può sostituire la prova concreta dell'esercizio continuativo della professione.
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Gestione separata INPS: contributi dovuti anche sotto 5000 euro
L'Ente Previdenziale ha richiesto i contributi previdenziali a una libera professionista iscritta all'albo per l'anno 2011. I giudici di merito hanno escluso l'obbligo contributivo ritenendo determinante il mancato superamento della soglia reddituale di 5.000 euro. L'Ente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Istituto, stabilendo che la Gestione separata INPS si applica a chiunque svolga la professione in modo abituale, a prescindere dall'importo dei guadagni percepiti. Il limite dei 5.000 euro vale soltanto per il lavoro autonomo puramente occasionale. I giudici di legittimità hanno quindi cassato la sentenza e rinviato la causa per un accertamento concreto sull'abitualità dell'attività professionale svolta.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga salva l’INPS
L'ente previdenziale ha richiesto a un professionista legale il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. Il professionista non era iscritto alla cassa forense per mancanza dei requisiti reddituali minimi e ricadeva nella Gestione separata. La corte territoriale aveva annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata quinquennale, calcolata dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010 fino alla notifica del 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno stabilito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza originaria al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 30 giugno 2015 risultava tempestiva ed efficace nell'interrompere il decorso della prescrizione.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione chiarisce i termini
La Cassazione ha chiarito i termini di Prescrizione contributi Gestione Separata. Un professionista aveva contestato la richiesta INPS per contributi 2009, eccependo la prescrizione. La Corte d'Appello aveva accolto la sua tesi, calcolando la prescrizione dalla scadenza ordinaria. La Suprema Corte ha invece stabilito che il "dies a quo" (il giorno di inizio del calcolo) per la Prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data di scadenza effettiva del versamento, incluse le proroghe legali previste per i contribuenti soggetti a studi di settore. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame, che dovrà considerare il termine prorogato.
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Insinuazione allo stato passivo: basta l’estratto di ruolo
L'Agente della Riscossione ha chiesto l'ammissione al fallimento di una società per crediti tributari e previdenziali. Il Tribunale ha respinto la richiesta per mancata prova della notifica preventiva delle cartelle e per prescrizione quinquennale dei contributi. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'insinuazione allo stato passivo non richiede la previa notifica della cartella o dell'avviso di addebito, essendo sufficiente l'estratto di ruolo. Tuttavia, la Suprema Corte ha confermato che la mancata opposizione alla cartella non trasforma la prescrizione breve quinquennale dei crediti previdenziali nel termine ordinario decennale.
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Contributi Cassa Geometri dovuti anche senza reddito professionale
Un professionista ha impugnato una cartella esattoriale relativa ai contributi Cassa Geometri non versati per l'anno 2005. Il ricorrente ha sostenuto che i suoi guadagni derivassero unicamente da quote societarie estranee all'attività tecnica. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione perché l'interessato non ha presentato tempestivamente l'autocertificazione attestante l'origine extraprofessionale del reddito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: l'iscrizione all'albo e alla cassa comporta l'obbligo di versare i contributi minimi dovuti per presunzione di legge.
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Reddito Basso vs. Attività Abituale: Obbligo Iscrizione Gestione Separata
L'INPS ha contestato la decisione di un tribunale che aveva esonerato un avvocato dall'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata, poiché il suo reddito annuo era inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per chi svolge attività professionale abituale non dipende dal superamento di tale soglia di reddito. Quest'ultima rileva solo per le attività autonome occasionali. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente, ribadendo che la natura abituale dell'attività, e non l'ammontare del reddito, è il fattore determinante per l'obbligo iscrizione Gestione Separata.
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Prescrizione contributi INPS: non basta un errore per il dolo
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** per un professionista. L'INPS aveva emesso un avviso di addebito per contributi non versati alla Gestione Separata. Il professionista non aveva compilato il quadro RR della dichiarazione dei redditi. La Corte d'Appello aveva ritenuto il credito prescritto, escludendo l'occultamento doloso del debito a causa dell'incertezza normativa dell'epoca e della buona fede del professionista. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la mancata compilazione del quadro RR non implica automaticamente l'occultamento doloso, lasciando al giudice di merito la valutazione dell'intenzione. L'INPS ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione Ribalta i Termini
L'Ente Previdenziale ha contestato a un'Avvocata il mancato versamento di contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. I giudici di merito avevano dichiarato la Prescrizione contributi Gestione Separata, ritenendo scaduto il termine quinquennale. L'Ente Previdenziale ha impugnato la decisione, sostenendo che un DPCM aveva posticipato la scadenza del pagamento dei contributi al 6 luglio 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, che in questo caso era stata prorogata. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi previdenziali: quando il termine slitta?
La Corte d'Appello aveva dichiarato la **prescrizione contributi previdenziali** per una professionista, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza originaria. L'Ente Previdenziale ha contestato, sostenendo che un differimento legale del termine di versamento al 6 luglio 2009 avrebbe dovuto spostare anche il *dies a quo* (il punto di partenza) della prescrizione. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il differimento della scadenza di pagamento dei contributi sposta di conseguenza anche l'inizio del periodo di prescrizione. La sentenza d'Appello è stata annullata e il caso rinviato per una nuova valutazione.
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