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Gestione Separata — Anno 2025

68 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Gestione Separata

Provvedimenti

Contributi gestione separata: stop alle sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28626/2025, ha stabilito un importante principio sui contributi gestione separata. Pur confermando l'obbligo di versamento dei contributi relativi al 2009 e rigettando l'eccezione di prescrizione, la Corte ha annullato le sanzioni civili. La decisione si fonda su recenti sentenze della Corte Costituzionale che hanno dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per omessa iscrizione a carico di alcune categorie professionali per periodi antecedenti a specifiche normative. La Cassazione ha quindi deciso la causa nel merito, escludendo qualsiasi sanzione a carico del professionista ricorrente.
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Prescrizione contributi: quando inizia a decorrere?
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi non versati. La Corte di Cassazione, intervenendo sul caso, ha stabilito che il termine di prescrizione contributi inizia a decorrere dalla data di scadenza del pagamento, anche se questa è stata prorogata da un decreto. Inoltre, ha distinto tra omissione ed evasione contributiva, specificando che la mancata compilazione di un quadro della dichiarazione dei redditi non configura automaticamente evasione. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Decorrenza pensione gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della pensione in gestione separata, in caso di opzione per il computo di contributi versati in altre gestioni, coincide con la data della domanda amministrativa e non con quella di maturazione dei requisiti. La scelta di avvalersi di tale facoltà è un atto volontario che produce effetti solo dal momento in cui viene esercitato, rendendo la domanda un elemento imprescindibile per la liquidazione del trattamento.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e dies a quo
In un caso riguardante la prescrizione contributi Gestione Separata di un professionista, la Cassazione ha annullato la decisione di merito. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione (dies a quo) non decorre dalla scadenza originaria, ma da quella prorogata da un D.P.C.M., rendendo tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale.
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Occultamento doloso contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10894/2025, chiarisce che la mancata compilazione del quadro RR non configura automaticamente un occultamento doloso dei contributi idoneo a sospendere la prescrizione. È necessario che l'ente previdenziale provi un comportamento intenzionale del contribuente volto a nascondere il debito. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva presunto il dolo dalla semplice omissione, rinviando per una nuova valutazione del caso.
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Prescrizione contributi: il termine per avvocati
La Corte di Cassazione interviene sul tema della prescrizione dei contributi dovuti da un'avvocata alla Gestione Separata INPS. Pur correggendo la motivazione della Corte d'Appello sul 'dies a quo' (la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi), la Suprema Corte ha rigettato l'eccezione di prescrizione, ritenendo applicabili le proroghe dei termini di versamento. Tuttavia, ha annullato le sanzioni civili per il periodo in esame (2009-2010), applicando un principio stabilito dalla Corte Costituzionale.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione
Un professionista ha impugnato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo che il diritto fosse estinto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo due principi fondamentali. Primo: il motivo di ricorso è inammissibile se non rispetta il principio di autosufficienza, ovvero se non riporta i passaggi essenziali degli atti precedenti. Secondo: la prescrizione dei contributi della gestione separata decorre dalla scadenza del termine per il pagamento, non dall'anno di produzione del reddito, tenendo conto di eventuali proroghe legali.
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Automaticità prestazioni: no per i co.co.co
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali non si applica ai collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione Separata. Se il committente non versa i contributi, il lavoratore non può ottenere automaticamente la prestazione dall'ente previdenziale, poiché l'obbligazione contributiva è considerata personale. La Corte ha quindi ribaltato le precedenti decisioni di merito che avevano dato ragione al lavoratore, rigettando la sua domanda originaria.
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Gestione Separata professionisti: no sanzioni retroattive
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9583/2025, si è pronunciata sul caso di due professionisti che contestavano l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. La Corte ha confermato la necessità di iscrizione per i redditi non coperti dalla cassa professionale di appartenenza, ma ha annullato le sanzioni per le omissioni passate. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha riconosciuto l'incertezza normativa pregressa, tutelando così il legittimo affidamento dei professionisti. Viene quindi distinto l'obbligo contributivo, che sussiste, dalle sanzioni, che non sono dovute per il periodo controverso.
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Prescrizione contributi INPS: il DPCM sposta i termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto ministeriale (DPCM) che differisce il termine per il pagamento dei contributi previdenziali sposta in avanti anche la data di decorrenza della prescrizione. In un caso riguardante un professionista iscritto alla Gestione Separata, la Corte ha annullato le decisioni dei giudici di merito che avevano dichiarato estinto il debito per prescrizione, senza considerare la proroga dei termini di pagamento. Questa ordinanza chiarisce che il dies a quo per la prescrizione contributi INPS coincide con la scadenza effettiva del pagamento, inclusi eventuali differimenti normativi.
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Gestione separata INPS: obblighi per avvocati
Una professionista legale ha contestato la richiesta di pagamento di contributi alla Gestione separata INPS. La Corte di Cassazione, pur confermando l'obbligo contributivo per gli avvocati che non raggiungono i requisiti reddituali per l'iscrizione alla cassa di categoria, ha annullato le sanzioni civili relative all'anno 2010. La Corte ha inoltre precisato che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine per il pagamento, non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.
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Iscrizione Gestione Separata: l’abitualità è chiave
Una professionista ha contestato l'obbligo di iscrizione Gestione Separata a causa di un reddito inferiore a 5.000 euro. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'obbligo contributivo non dipende dal reddito ma dalla natura 'abituale' dell'attività, presunta da elementi come l'iscrizione all'albo e la partita IVA.
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Gestione separata avvocati: obblighi e sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13174/2025, ha esaminato il caso di una professionista legale che contestava l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata avvocati. La Corte ha confermato la sussistenza dell'obbligo contributivo, rigettando l'eccezione di prescrizione, ma ha annullato le sanzioni civili applicate per il periodo in questione, in virtù di una precedente sentenza della Corte Costituzionale che aveva dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per i periodi antecedenti a una specifica legge chiarificatrice del 2011.
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Definizione agevolata: stop al ricorso per cassazione
Un professionista si oppone a un avviso di addebito per contributi previdenziali e, dopo aver perso in appello, ricorre in Cassazione. Nel frattempo, aderisce alla definizione agevolata (rottamazione-quater), impegnandosi a pagare a rate e a rinunciare al giudizio. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, stabilendo che la scelta della via amministrativa per risolvere il debito rende inutile la prosecuzione del processo, anche se il pagamento non è ancora completato.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione
Un professionista, architetto, veniva iscritto d'ufficio alla Gestione Separata. Inizialmente, i contributi per alcuni anni venivano dichiarati prescritti dalla Corte d'Appello. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per calcolare la prescrizione dei contributi alla Gestione Separata si deve tener conto delle proroghe dei termini di versamento disposte per legge. La Corte ha inoltre censurato la sentenza d'appello per non essersi pronunciata sulla richiesta di restituzione di somme avanzata dall'Ente Previdenziale.
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Gestione Separata avvocati: sanzioni annullate
Un'avvocata si oppone a un avviso di accertamento INPS per contributi dovuti alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione, pur confermando l'obbligo contributivo per i professionisti non iscritti alla propria cassa di previdenza, ha annullato le sanzioni civili per omessa iscrizione. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per il periodo anteriore all'entrata in vigore della normativa specifica, chiarendo un punto cruciale per la Gestione Separata avvocati.
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Decorrenza pensione Gestione Separata: la domanda conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11583/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione Gestione Separata in caso di cumulo di contributi. Il diritto alla pensione non scatta dal momento in cui si maturano i requisiti di età e contribuzione, ma dal primo giorno del mese successivo alla data di presentazione della domanda di opzione per il cumulo. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, cassando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva riconosciuto una decorrenza retroattiva.
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Prescrizione contributi: omissione quadro RR non basta
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando l'estinzione di un debito per prescrizione contributi. Il caso verteva su contributi omessi per la Gestione Separata. La Corte ha stabilito che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce, di per sé, un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere la prescrizione. È necessario dimostrare un comportamento intenzionale del debitore volto a impedire al creditore di agire.
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Decorrenza pensione cumulo: decide la domanda
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale sulla decorrenza pensione cumulo. L'inizio del trattamento pensionistico, quando si sommano contributi di diverse gestioni, coincide con la data di presentazione della domanda di opzione e non con il momento in cui si maturano i requisiti anagrafici e contributivi. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, riformando le decisioni dei giudici di merito che avevano concesso la retrodatazione della pensione a un assicurato.
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Contributi Gestione separata: il dolo non è automatico
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non comporta automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo, ai fini della sospensione della prescrizione. La sentenza chiarisce che per i contributi Gestione separata è necessario un accertamento specifico del dolo da parte del giudice. Tuttavia, viene confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata per i professionisti che, pur coperti da altra previdenza obbligatoria, esercitano attività autonoma.
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