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D.Lgs. 241/1997

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Gestione Separata INPS: obbligo valido ma stop ai vecchi debiti
Alcuni ingegneri, assunti come lavoratori dipendenti e contemporaneamente attivi come liberi professionisti, hanno impugnato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS. I professionisti versavano già il contributo integrativo alla cassa di categoria privata, ma l'ente previdenziale ha preteso il pagamento dei contributi arretrati con relative sanzioni. La Suprema Corte ha confermato l'obbligo di iscrizione alla gestione pubblica perché il versamento integrativo non garantisce una pensione diretta. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso dei lavoratori sulla prescrizione dei crediti. Il termine di decorrenza della prescrizione inizia dalla scadenza di legge per il versamento dei tributi e non dalla successiva data di presentazione della dichiarazione fiscale. La sentenza è stata cassata con rinvio per il ricalcolo delle somme prescritte.
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Prescrizione Contributi INPS: La Cassazione sposta la decorrenza
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per una professionista. L'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto, facendo decorrere il termine dal 16 giugno 2010. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il termine di prescrizione quinquennale per i contributi alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, che in questo caso era stata differita al 6 luglio 2010 da un DPCM. La sentenza ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione Cambia Tutto
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della Prescrizione contributi Gestione Separata. Una lavoratrice aveva contestato l'obbligo di iscrizione e il versamento di contributi all'INPS. La Corte d'Appello aveva stabilito che il termine di prescrizione iniziava dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che il dies a quo (il momento iniziale) per la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza dei termini per il loro pagamento, non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La sentenza è stata cassata con rinvio, a favore della lavoratrice.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente di previdenza ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei versamenti previdenziali per l'anno 2010 tramite una diffida recapitata il 4 luglio 2016. I giudici di merito hanno accolto la tesi del lavoratore autonomo, dichiarando estinto il credito per prescrizione contributi Gestione separata sul presupposto che il termine quinquennale decorresse dalla scadenza ordinaria di giugno 2011. La Suprema Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto. La proroga fiscale disposta con decreto al 6 luglio 2011 sposta automaticamente anche il termine iniziale per il pagamento previdenziale. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'Ente è giunta tempestivamente entro i cinque anni di legge, salvando la pretesa contributiva.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: vince il debitore
Un professionista ha impugnato un avviso di addebito emesso dall'INPS per il mancato pagamento dei contributi dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2013. La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine ordinario di versamento (7 luglio 2014) e non dalla proroga concessa con la maggiorazione dello 0,40% di interessi (20 agosto 2014). Tale termine differito rappresenta solo una facilitazione di pagamento e non una nuova scadenza del debito principale. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'INPS, recapitata l'11 luglio 2019, è arrivata quando il termine quinquennale era già scaduto, determinando l'estinzione dell'obbligazione contributiva.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga salva l’INPS
L'ente previdenziale ha richiesto a un professionista legale il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. Il professionista non era iscritto alla cassa forense per mancanza dei requisiti reddituali minimi e ricadeva nella Gestione separata. La corte territoriale aveva annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata quinquennale, calcolata dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010 fino alla notifica del 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno stabilito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza originaria al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 30 giugno 2015 risultava tempestiva ed efficace nell'interrompere il decorso della prescrizione.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione chiarisce i termini
La Cassazione ha chiarito i termini di Prescrizione contributi Gestione Separata. Un professionista aveva contestato la richiesta INPS per contributi 2009, eccependo la prescrizione. La Corte d'Appello aveva accolto la sua tesi, calcolando la prescrizione dalla scadenza ordinaria. La Suprema Corte ha invece stabilito che il "dies a quo" (il giorno di inizio del calcolo) per la Prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data di scadenza effettiva del versamento, incluse le proroghe legali previste per i contribuenti soggetti a studi di settore. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame, che dovrà considerare il termine prorogato.
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Prescrizione contributi previdenziali: salva la richiesta INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di somme dovute alla Gestione Separata per l'anno 2008 a un Professionista. La Corte d'Appello ha annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi previdenziali quinquennale, calcolando il termine iniziale al 16 giugno 2009 rispetto alla diffida ricevuta il 30 giugno 2014. L'Ente Previdenziale ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di versamento per i soggetti interessati dagli studi di settore era stato prorogato per legge al 6 luglio 2009. Di conseguenza, il giudice di legittimità può correggere d'ufficio il giorno di decorrenza iniziale della prescrizione senza vincoli di giudicato interno. La richiesta dell'Ente Previdenziale risulta quindi tempestiva e la sentenza precedente è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione Ribalta i Termini
L'Ente Previdenziale ha contestato a un'Avvocata il mancato versamento di contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. I giudici di merito avevano dichiarato la Prescrizione contributi Gestione Separata, ritenendo scaduto il termine quinquennale. L'Ente Previdenziale ha impugnato la decisione, sostenendo che un DPCM aveva posticipato la scadenza del pagamento dei contributi al 6 luglio 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, che in questo caso era stata prorogata. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi previdenziali: quando il termine slitta?
La Corte d'Appello aveva dichiarato la **prescrizione contributi previdenziali** per una professionista, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza originaria. L'Ente Previdenziale ha contestato, sostenendo che un differimento legale del termine di versamento al 6 luglio 2009 avrebbe dovuto spostare anche il *dies a quo* (il punto di partenza) della prescrizione. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il differimento della scadenza di pagamento dei contributi sposta di conseguenza anche l'inizio del periodo di prescrizione. La sentenza d'Appello è stata annullata e il caso rinviato per una nuova valutazione.
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Compensazione crediti IVA: tra sanzioni e nuove soglie
L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato un'azienda per la compensazione crediti IVA oltre il limite massimo annuo consentito dalla legge all'epoca dei fatti (pari a circa 516.000 euro). L'azienda ha impugnato la sanzione sostenendo che si trattasse di una violazione meramente formale. La Corte di Cassazione ha chiarito che superare il tetto compensabile rappresenta una violazione sostanziale, equiparabile al mancato versamento dell'imposta. Tuttavia, i giudici hanno applicato il principio del favor rei a seguito dell'introduzione di nuove norme che hanno innalzato il limite massimo di compensazione a 700.000 euro (e poi a 2 milioni di euro). Poiché l'importo compensato dall'azienda (circa 658.000 euro) rientrava nei nuovi tetti di legge, la Cassazione ha annullato la sentenza sanzionatoria e rinviato la causa ai giudici di merito per riesaminare la posizione del contribuente.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: il termine non è sempre fisso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista a cui l'Ente Previdenziale aveva richiesto il pagamento di contributi per la Gestione Separata relativi al 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione contributi Gestione Separata, ritenendo che il termine quinquennale fosse scaduto prima della richiesta di pagamento. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la decorrenza della prescrizione deve tenere conto di eventuali differimenti dei termini di versamento stabiliti per legge. Nel caso specifico, un decreto aveva posticipato la scadenza dei contributi 2009. Pertanto, la richiesta dell'Ente Previdenziale era avvenuta prima che la prescrizione si compisse. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa per una nuova decisione.
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Prescrizione contributi INPS: proroga fiscale salva l’addebito
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009 a un Professionista. Quest'ultimo ha eccepito la prescrizione contributi INPS, sostenendo che il termine quinquennale decorresse dal 16 giugno 2010 e fosse quindi spirato prima della notifica dell'avviso, giunta il 30 giugno 2015. La Corte d'Appello ha dato ragione al Professionista. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito. I giudici di legittimità hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010 per i soggetti con attività soggette a studi di settore. Di conseguenza, il termine quinquennale di prescrizione decorreva da tale data differita e l'atto interruttivo del 30 giugno 2015 è pienamente tempestivo ed efficace. L'Ente vince il ricorso e il credito previdenziale rimane valido ed esigibile.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: La Cassazione ribalta le decisioni
L'INPS ha contestato una decisione che aveva dichiarato prescritta la sua richiesta di contributi previdenziali dalla Gestione Separata a un professionista per il 2009. I giudici di merito avevano escluso l'applicazione di un decreto che differiva i termini di pagamento, ritenendo che non valesse per chi non rientrava negli 'studi di settore'. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale interpretazione, stabilendo che il differimento si applica a tutte le attività per cui esistono studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale del singolo. Questo incide sulla **prescrizione contributi Gestione Separata**. La Cassazione ha accolto il ricorso INPS, cassato la sentenza e rinviato la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione Contributi Previdenziali: La Cassazione ribalta il “dies a quo”
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi previdenziali** dovuti da un professionista alla Gestione Separata INPS. L'Istituto previdenziale aveva richiesto contributi del 2010 nel 2016, ma la Corte d'Appello aveva dichiarato la pretesa prescritta, calcolando il termine dalla scadenza ordinaria. La Suprema Corte ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data di scadenza *effettivamente prorogata* per il versamento dei contributi, come previsto da un decreto ministeriale (D.P.C.M. 2011) che aveva differito i pagamenti per i soggetti con studi di settore. Pertanto, la richiesta dell'INPS non era tardiva. La causa tornerà in Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi non versati alla Gestione Separata per l'anno 2009. Il Professionista eccepiva l'avvenuta prescrizione del credito. Il debitore sosteneva che il termine quinquennale decorresse dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010, rendendo tardiva la richiesta notificata il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale. I giudici hanno chiarito che un apposito decreto governativo aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010. La prescrizione contributi Gestione Separata decorre unicamente dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprensiva delle proroghe generali di legge. Di conseguenza, l'avviso di pagamento recapitato prima del 6 luglio 2015 risulta pienamente tempestivo e interrompe la prescrizione.
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Contributi INPS su utili societari: esclusi i soci di capitale
L'INPS ha notificato un avviso di addebito a una socia di tre società a responsabilità limitata per recuperare i contributi previdenziali relativi alla Gestione Commercianti. L'Istituto pretendeva il calcolo dei versamenti anche sui redditi derivanti dalle quote societarie. La Socia ha impugnato l'atto dimostrando la sua posizione di mera investitrice senza svolgimento di compiti operativi. I giudici hanno annullato la richiesta dell'Istituto. La Suprema Corte ha confermato la decisione, affermando che i contributi INPS su utili societari non sono dovuti sui redditi di puro capitale. Chi partecipa a una società senza lavorare nell'impresa non deve versare contributi previdenziali sui dividendi percepiti.
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Prescrizione Contributi INPS: Proroga Scadenza Sposta il Termine
L'Istituto ha emesso un avviso di addebito per contributi INPS non versati dal Professionista per l'anno 2010. La Corte d'Appello ha annullato l'avviso, ritenendo il credito estinto per prescrizione quinquennale, calcolando il termine dalla scadenza originaria del 16 giugno 2011. L'Istituto ha contestato, sostenendo che un decreto (d.P.C.M. 12.05.2011) aveva prorogato la scadenza al 6 luglio 2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Istituto, stabilendo che la prescrizione contributi INPS decorre dalla scadenza effettiva, inclusi i differimenti. Ha quindi cassato la sentenza e rinviato la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: il termine slitta anche per i minimi
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di *prescrizione contributi Gestione Separata*. Un'Avvocata, non iscritta alla propria cassa previdenziale ma alla Gestione Separata, contestava la richiesta dell'INPS per contributi dovuti, sostenendo la loro prescrizione. La questione centrale riguardava l'applicazione del differimento dei termini di versamento, stabilito da un DPCM del 2010, anche ai professionisti che aderivano al regime dei minimi. La Corte ha stabilito che tale differimento si applica oggettivamente a tutti coloro che svolgono attività per cui sono previsti studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale adottato. Di conseguenza, il credito INPS non era prescritto e l'Avvocata ha perso il ricorso.
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Gestione separata INPS: contributi dovuti e prescrizione
L'ente previdenziale ha richiesto a un architetto il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2008. Il professionista riteneva illegittima l'iscrizione d'ufficio e invocava l'avvenuta prescrizione del debito contributivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS scatta per i professionisti che non versano alla propria cassa privata contributi capaci di generare una pensione diretta. Inoltre, la Corte ha stabilito che la prescrizione quinquennale decorre dal termine effettivo di pagamento dei tributi, differito per legge al 6 luglio 2009 per i soggetti sottoposti agli studi di settore. La richiesta di pagamento notificata il 30 giugno 2014 è quindi tempestiva e valida.
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