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Euroritenuta

22 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una ritenuta alla fonte applicata sugli interessi da risparmio pagati in uno Stato membro dell'UE (o paese associato, come la Svizzera) a un beneficiario residente in un altro Stato membro, per garantire la tassazione di tali redditi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rimborso dell’euroritenuta: il Fisco perde in Cassazione
Un contribuente ha aderito alla procedura di collaborazione volontaria per regolarizzare i capitali detenuti in Svizzera tra il 2010 e il 2013. Su tali somme era già stata applicata la trattenuta fiscale estera. L'Agenzia delle Entrate ha preteso le imposte piene senza scomputare questa somma. Il contribuente ha quindi richiesto il rimborso dell'euroritenuta, ma l'amministrazione ha opposto un silenzio rifiuto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, stabilendo che il contribuente ha pieno diritto al rimborso. Il principio europeo del divieto di doppia imposizione prevale sulle rigide regole nazionali, garantendo la restituzione delle imposte già pagate all'estero anche in caso di regolarizzazione tardiva.
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Voluntary disclosure: il Fisco deve rimborsare le tasse estere
Un contribuente ha aderito alla procedura di Voluntary disclosure per regolarizzare i capitali detenuti in Svizzera tra il 2010 e il 2013. Durante tali anni, la banca svizzera aveva applicato l'euroritenuta sui rendimenti. L'Agenzia delle Entrate ha preteso il pagamento delle imposte in Italia senza scomputare la tassa estera. Il contribuente ha pagato per ottenere i benefici della sanatoria, ma ha poi richiesto il rimborso dell'euroritenuta. Di fronte al silenzio rifiuto del Fisco, ha promosso ricorso. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, stabilendo che l'adesione alla collaborazione volontaria non fa perdere il diritto al rimborso delle imposte già pagate all'estero, poiché il divieto di doppia imposizione prevale sui limiti formali interni.
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Rimborso euroritenuta: il Fisco perde contro la voluntary
Il Contribuente ha aderito alla procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure) per regolarizzare i capitali detenuti in Svizzera nel 2013. L'Amministrazione Finanziaria ha preteso il pagamento delle imposte senza scomputare l'imposta già trattenuta all'estero. Il Contribuente ha quindi richiesto il rimborso euroritenuta, ma il Fisco ha opposto il silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, stabilendo che il divieto europeo di doppia imposizione prevale sulle norme interne. Di conseguenza, chi regolarizza i capitali esteri ha pieno diritto al rimborso euroritenuta per evitare di pagare due volte lo stesso tributo, annullando la decisione contraria dei giudici di appello.
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Voluntary Disclosure: Fisco nega rimborso, la Cassazione lo impone
Un contribuente aveva regolarizzato capitali detenuti in Svizzera tramite la procedura di collaborazione volontaria. L'Agenzia delle Entrate, però, gli aveva negato il rimborso dell'Euroritenuta, una tassa già pagata in Svizzera su quegli stessi redditi. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale negazione crea una doppia imposizione vietata. Aderire alla sanatoria, infatti, fa concorrere i redditi esteri alla base imponibile italiana, attivando il diritto al credito d'imposta. La Corte ha quindi riconosciuto il diritto al **rimborso Euroritenuta voluntary disclosure**, dando piena ragione al contribuente contro il Fisco.
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Voluntary e rimborso Euroritenuta: il Fisco perde in Cassazione
Un contribuente aderisce alla voluntary disclosure per sanare capitali esteri. Paga le imposte calcolate dall'Agenzia delle Entrate ma poi chiede il rimborso dell'Euroritenuta già versata all'estero, per evitare una doppia tassazione. L'Agenzia nega il rimborso. La Corte di Cassazione stabilisce che la partecipazione alla voluntary disclosure non cancella il diritto al rimborso Euroritenuta. Il principio contro la doppia imposizione prevale e il contribuente ha diritto a riavere le somme, a patto di dimostrare il pagamento. La Corte accoglie quindi il ricorso del contribuente.
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Voluntary disclosure: rimborso Euroritenuta ammesso
Un contribuente, dopo aver aderito alla procedura di voluntary disclosure per capitali detenuti in Svizzera, ha richiesto il rimborso dell'Euroritenuta subita all'estero. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso invocando i limiti dell'Art. 165 TUIR, che esclude il credito d'imposta in caso di omessa dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che le norme europee e internazionali contro la doppia imposizione prevalgono sulle restrizioni nazionali. La voluntary disclosure, pur perfezionandosi con forme simili all'accertamento con adesione, mantiene una natura autonoma che non preclude il diritto al rimborso delle imposte pagate all'estero.
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Euroritenuta: termini e regole per il rimborso
Un contribuente, dopo aver aderito alla procedura di voluntary disclosure per regolarizzare capitali detenuti in Svizzera, ha richiesto il rimborso dell'euroritenuta subita, sostenendo che tale prelievo costituisse una doppia imposizione rispetto a quanto già versato allo Stato italiano. L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la decisione favorevole al contribuente, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine breve di sessanta giorni per la notifica del ricorso, iniziato a decorrere dalla regolare notifica della sentenza d'appello effettuata dal contribuente tramite PEC all'ufficio legale dell'ente.
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Euroritenuta: rimborso e voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto di una contribuente al rimborso della Euroritenuta operata da un istituto di credito svizzero, nonostante l'adesione alla procedura di voluntary disclosure. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso sostenendo che la regolarizzazione spontanea precludesse il credito d'imposta ai sensi dell'art. 165 TUIR. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che le norme internazionali e le direttive europee contro la doppia imposizione prevalgono sulle limitazioni interne, garantendo il recupero delle somme già prelevate all'estero per evitare un carico fiscale sproporzionato.
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Euroritenuta: rimborso garantito con voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un contribuente al rimborso della Euroritenuta applicata su conti svizzeri, anche a seguito di una procedura di voluntary disclosure. L'Agenzia delle Entrate contestava la tardività della domanda e l'inapplicabilità del credito d'imposta per omessa dichiarazione originaria. La Suprema Corte ha stabilito che il termine biennale per il rimborso decorre dal pagamento delle somme dovute per la regolarizzazione. Inoltre, ha sancito la prevalenza del diritto unionale e degli accordi internazionali sulle norme interne restrittive, garantendo la tutela contro la doppia imposizione.
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Euroritenuta: rimborso dopo voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contribuente che aderisce alla procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure) conserva il diritto al rimborso dell'Euroritenuta. Nonostante l'opposizione dell'Amministrazione finanziaria, che considerava la procedura definitiva e non contestabile, i giudici hanno chiarito che le norme europee e gli accordi internazionali contro la doppia imposizione prevalgono sulla normativa interna. La decisione sottolinea che la voluntary disclosure non è equiparabile all'accertamento con adesione per quanto riguarda l'intangibilità del credito d'imposta, garantendo così la tutela contro prelievi fiscali eccessivi e non dovuti.
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Euroritenuta: rimborso dopo voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dei contribuenti al rimborso dell'Euroritenuta anche dopo aver aderito alla procedura di voluntary disclosure. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che la definizione agevolata rendesse intangibile il debito d'imposta, impedendo rimborsi successivi. I giudici hanno invece stabilito che il divieto di doppia imposizione, sancito da direttive europee e accordi internazionali tra Italia e Svizzera, prevale sulle norme interne. La domanda di rimborso è stata ritenuta tempestiva poiché presentata entro due anni dal pagamento delle somme legate alla regolarizzazione.
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Euroritenuta: diritto al rimborso e voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contribuente che aderisce alla procedura di collaborazione volontaria ha diritto al rimborso dell'**Euroritenuta** versata all'estero. Nel caso di specie, una cittadina italiana aveva regolarizzato capitali detenuti in Svizzera tramite voluntary disclosure, ma l'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso della ritenuta subita presso l'istituto elvetico. La Suprema Corte ha chiarito che la normativa comunitaria e gli accordi internazionali contro la doppia imposizione prevalgono sulle limitazioni interne dell'Art. 165 TUIR. La collaborazione volontaria, pur essendo una procedura speciale, non può tradursi in una sanzione indiretta che neghi il recupero delle imposte già assolte alla fonte.
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Euroritenuta: rimborso e voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso dell'Euroritenuta per un contribuente che ha regolarizzato i propri capitali in Svizzera tramite voluntary disclosure. Nonostante l'opposizione dell'Agenzia delle Entrate, basata sulla mancanza della dichiarazione originale, i giudici hanno stabilito che la normativa europea sulla prevenzione della doppia imposizione prevale sulle norme interne, rendendo legittima la restituzione delle somme già versate all'estero.
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Euroritenuta: rimborso ammesso con voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un contribuente che, dopo aver aderito alla procedura di voluntary disclosure per capitali detenuti in Svizzera, ha richiesto il rimborso dell'**Euroritenuta** versata all'estero. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso sostenendo che l'omessa dichiarazione originaria facesse decadere il diritto al credito d'imposta ai sensi dell'Art. 165 TUIR. Gli Ermellini hanno invece stabilito che la normativa comunitaria e gli accordi internazionali prevalgono sulle norme interne. Poiché la voluntary disclosure costituisce una forma di emersione spontanea, il contribuente ha diritto al rimborso per evitare una doppia imposizione illegittima, garantendo la neutralità fiscale dei flussi transfrontalieri.
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Euroritenuta: rimborso ammesso con voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contribuente che aderisce alla procedura di voluntary disclosure ha diritto al rimborso dell'Euroritenuta versata all'estero. Nonostante l'iniziale omissione della dichiarazione dei redditi, la normativa comunitaria volta a eliminare la doppia imposizione prevale sulle limitazioni del diritto interno. La collaborazione volontaria, pur essendo una procedura speciale, non può precludere il recupero delle imposte già assolte in altri Stati, garantendo così il principio di neutralità fiscale e proporzionalità.
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Euroritenuta: rimborso e voluntary disclosure
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contribuente ha diritto al rimborso dell'**Euroritenuta** versata all'estero anche qualora i redditi siano emersi tramite la procedura di voluntary disclosure. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso sostenendo che l'omessa dichiarazione originaria precludesse il credito d'imposta. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che il divieto di doppia imposizione previsto dalla normativa europea e dagli accordi con la Svizzera prevale sulle norme interne, garantendo la neutralità fiscale e il diritto alla restituzione delle somme trattenute dall'agente pagatore estero.
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Voluntary disclosure: diritto al rimborso euroritenuta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contribuente che aderisce alla voluntary disclosure ha diritto al rimborso dell'euroritenuta versata all'estero. Il caso riguardava un erede che chiedeva la restituzione delle somme trattenute in Svizzera su redditi emersi tramite la procedura di collaborazione volontaria. L'Amministrazione finanziaria aveva negato il rimborso equiparando la procedura all'accertamento con adesione, ma la Suprema Corte ha chiarito che il divieto di doppia imposizione, sancito dalla normativa europea, prevale sulle limitazioni interne.
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Rimborso euroritenuta: sì con voluntary disclosure
Una contribuente ha richiesto il rimborso dell'euroritenuta versata su capitali detenuti in Svizzera, dopo aver regolarizzato la propria posizione fiscale tramite la procedura di voluntary disclosure. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso, sostenendo che la mancata indicazione originaria dei redditi esteri in dichiarazione fosse ostativa. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33282/2023, ha respinto il ricorso dell'ente impositore. I giudici hanno stabilito che il diritto al rimborso dell'euroritenuta sussiste per evitare la doppia imposizione, conformemente alla normativa europea (Direttiva 2003/48/CE), che prevale sulle norme interne. La voluntary disclosure, sanando la posizione del contribuente, permette di accedere al rimborso.
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Rimborso Euroritenuta: sì anche con Voluntary Disclosure
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 732/2024, ha stabilito che i contribuenti che hanno aderito alla procedura di "Voluntary Disclosure" hanno comunque diritto al rimborso dell'Euroritenuta. La Corte ha chiarito che il principio europeo del divieto di doppia imposizione prevale sulla normativa nazionale, garantendo il recupero delle imposte pagate all'estero anche se i redditi sono stati regolarizzati tramite sanatoria. La richiesta dell'Agenzia delle Entrate di negare il rimborso è stata quindi respinta.
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Rimborso Euroritenuta: Sì con Voluntary Disclosure
L'ordinanza stabilisce che i contribuenti che aderiscono alla procedura di "voluntary disclosure" per regolarizzare capitali detenuti all'estero hanno diritto al rimborso dell'Euroritenuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il principio europeo del divieto di doppia imposizione prevale sulle norme procedurali interne, garantendo così il rimborso anche se i redditi non erano stati inizialmente dichiarati.
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