Un contribuente straniero, residente in Italia per alcuni anni, ha impugnato una cartella di pagamento basata sul disconoscimento di un credito d'imposta estero maturato negli Stati Uniti. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il beneficio a seguito di un controllo formale, sostenendo inoltre la regolarità della notifica effettuata presso la casa comunale per irreperibilità del destinatario. Dopo la conferma della pretesa tributaria nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso. I giudici di legittimità hanno rilevato la complessità della questione, riguardante sia la validità della procedura di notifica sia l'interpretazione della Convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni. Non sussistendo i presupposti per una decisione rapida in camera di consiglio, la Suprema Corte ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un approfondimento necessario sulla spettanza del credito.
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