Un contribuente aveva regolarizzato capitali detenuti in Svizzera tramite la procedura di collaborazione volontaria. L'Agenzia delle Entrate, però, gli aveva negato il rimborso dell'Euroritenuta, una tassa già pagata in Svizzera su quegli stessi redditi. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale negazione crea una doppia imposizione vietata. Aderire alla sanatoria, infatti, fa concorrere i redditi esteri alla base imponibile italiana, attivando il diritto al credito d'imposta. La Corte ha quindi riconosciuto il diritto al **rimborso Euroritenuta voluntary disclosure**, dando piena ragione al contribuente contro il Fisco.
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