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Doppia Imposizione

289 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La situazione in cui lo stesso reddito viene tassato due volte da due Stati diversi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Beneficiario effettivo dividendi: Cassazione annulla per motivazione apparente
Una grande banca internazionale ha chiesto il rimborso di crediti d'imposta sui dividendi percepiti da società italiane, invocando la Convenzione Italia-Francia contro le doppie imposizioni. L'Agenzia delle Entrate ha negato gran parte del rimborso, sospettando che la banca non fosse il 'beneficiario effettivo dividendi' ma un intermediario per eludere le imposte (treaty shopping). Dopo che i giudici tributari di merito avevano dato ragione alla banca, la Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia. La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza di appello fosse 'apparente', non spiegando adeguatamente perché le difese della banca dovessero prevalere. Ha ribadito l'importanza del concetto di beneficiario effettivo e l'onere della prova a carico del contribuente. La causa tornerà ai giudici di secondo grado per un nuovo esame.
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Discriminazione fiscale fondi esteri: Cassazione ribalta la tassazione sui dividendi
Un fondo di investimento tedesco ha ricevuto dividendi da società italiane nel 2003, subendo una ritenuta fiscale del 15%. Ha chiesto il rimborso, sostenendo una **discriminazione fiscale** rispetto ai fondi italiani, che beneficiavano di un regime più favorevole. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che l'applicazione di una ritenuta più elevata ai fondi esteri costituisce una restrizione alla libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE). La Corte ha quindi riconosciuto il diritto al rimborso integrale, annullando la decisione precedente che negava la discriminazione.
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Discriminazione fiscale fondi esteri: Cassazione tutela investimenti UE
Un fondo di investimento tedesco ha chiesto il rimborso della ritenuta alla fonte sui dividendi italiani, sostenendo una discriminazione fiscale fondi esteri. Il fondo ha subito un'aliquota del 15%, mentre un fondo italiano equivalente, con investitori non residenti da paesi 'white list', avrebbe goduto di esenzione totale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la differenza di trattamento viola il principio di libera circolazione dei capitali. La sentenza ha riconosciuto il diritto al rimborso integrale, annullando la decisione precedente che negava la discriminazione.
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Doppia imposizione fiscale: la Cassazione tutela il contribuente
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni Contribuenti che contestavano una cartella di pagamento per imposte di successione, ritenendola una duplicazione di un precedente debito già annullato. I giudici di merito avevano rigettato il ricorso, senza verificare l'effettiva sussistenza della doppia imposizione fiscale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei Contribuenti, annullando la sentenza impugnata. Ha rinviato il caso a un'altra Commissione Tributaria Regionale, affinché accerti se la cartella fosse effettivamente una duplicazione e se il credito fosse già stato riscosso o annullato. Questo principio tutela i Contribuenti da richieste di pagamento ingiustificate.
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Conto occulto e accertamento induttivo: la vittoria del Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a una società e al suo socio per redditi non dichiarati. Il controllo ha svelato una contabilità inattendibile, caratterizzata da un conto corrente occulto e da pagamenti non registrati. Il socio si è difeso sostenendo che il conto servisse solo per anticipare pagamenti ai fornitori e che l'imposizione violasse il divieto di doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della parte contribuente, confermando la legittimità dell'accertamento induttivo. I giudici hanno chiarito che l'esistenza di un conto occulto giustifica la ricostruzione extracontabile del reddito. Inoltre, la doppia imposizione non sussiste se l'imposta riguarda soggetti e titoli differenti. La società e il socio hanno perso definitivamente la causa.
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Principio di competenza fiscale: acconti tassati e nuove imposte
L'Amministrazione Finanziaria contestava a un imprenditore edile l'omessa contabilizzazione, nell'anno d'imposta 2009, dei ricavi derivanti dalla vendita di immobili ultimati in tale anno, per i quali erano stati incassati acconti nel 2007 e 2008. Il contribuente sosteneva che tali somme erano già state fatturate e dichiarate negli anni precedenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio, stabilendo l'inderogabilità del principio di competenza fiscale. I ricavi derivanti dalla cessione di immobili vanno attribuiti all'esercizio in cui avviene la consegna o l'ultimazione del bene, indipendentemente dal momento dell'incasso degli acconti o dalla loro precedente fatturazione. L'eventuale rischio di doppia imposizione non giustifica la violazione della norma e può essere risolto dal contribuente richiedendo il rimborso delle maggiori imposte versate negli anni non di competenza.
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Tassazione Dividendi Esteri: Rimborso per Discriminazione Fiscale
Una società olandese ha richiesto il rimborso delle ritenute subite sui dividendi percepiti da una società italiana tra il 2005 e il 2007. L'Italia aveva applicato una ritenuta del 15%, mentre per le società residenti l'imposizione era dell'1,65%. La società olandese lamentava una discriminazione fiscale in contrasto con la libera circolazione dei capitali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la Tassazione Dividendi Esteri al 15% era discriminatoria rispetto al regime interno. La Corte ha disapplicato la norma nazionale, riconoscendo il diritto al rimborso parziale fino all'1,65%, anche se esisteva una convenzione bilaterale.
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Fondo Estero vs. Italia: vinta la battaglia sulla discriminazione fiscale
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di discriminazione fiscale fondi investimento. Un fondo tedesco, gestito da un'azienda e detenuto da un investitore, aveva chiesto il rimborso della ritenuta alla fonte del 15% sui dividendi italiani, sostenendo un trattamento fiscale peggiore rispetto ai fondi italiani, che beneficiavano di esenzione totale o imposta sostitutiva del 12,5%. La Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la normativa italiana creava una discriminazione fiscale ingiustificata, violando il principio di libera circolazione dei capitali. Ha quindi riconosciuto il diritto al rimborso integrale per il fondo tedesco.
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Tassazione Incentivo all’Esodo: Italia o Francia? La Cassazione Decide
Una Lavoratrice francese, residente in Francia, ha ricevuto un incentivo all'esodo da un'Azienda italiana. L'Agenzia delle Entrate ha applicato la tassazione separata in Italia. La Lavoratrice ha contestato, sostenendo che l'incentivo non aveva natura retributiva ma indennitaria, e che, secondo la Convenzione Italia-Francia, doveva essere tassato solo in Francia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che l'incentivo all'esodo è un corrispettivo per il consenso alla cessazione anticipata del rapporto di lavoro. Pertanto, ha natura di remunerazione da lavoro dipendente e rientra nell'Art. 15 della Convenzione, rendendolo imponibile in Italia.
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Fondi pensione esteri: la discriminazione fiscale è illegittima
Un fondo pensione statunitense ha contestato la tassazione sui dividendi ricevuti da società italiane. L'Italia applicava un'aliquota del 15% ai fondi extra-UE, mentre i fondi nazionali o comunitari pagavano l'11%. Il Fondo Estero ha chiesto il rimborso, sostenendo una discriminazione fiscale fondi pensione. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato. La Corte di Cassazione ha confermato che tale differenza di trattamento è illegittima. Essa viola il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 TFUE). Le giustificazioni dell'Agenzia non hanno retto. Il Fondo Estero ha ottenuto il rimborso delle imposte pagate in eccesso.
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Fondi Esteri vs Italiani: La Cassazione e la Discriminazione Fiscale
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un fondo d'investimento statunitense che ha ricevuto dividendi da società italiane, sui quali è stata applicata una ritenuta del 15%. Il fondo ha contestato questa tassazione, ritenendola una discriminazione fiscale fondi esteri rispetto ai fondi italiani, che avrebbero pagato un'imposta sostitutiva del 12,5%. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e USA deve essere interpretata in conformità al principio di libera circolazione dei capitali dell'UE. Ha stabilito che anche i dividendi pagati ai fondi statunitensi devono beneficiare dell'aliquota del 12,5%, annullando la sentenza precedente e rinviando il caso per una nuova decisione.
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Fondo Estero Tassato in Italia: Vittoria contro la Discriminazione Fiscale
Un Fondo di investimento tedesco ha percepito dividendi da società italiane nel 2003, subendo una ritenuta alla fonte del 15%. Ha chiesto il rimborso totale, sostenendo una discriminazione fiscale fondi esteri rispetto ai fondi italiani, che erano esenti. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fondo, stabilendo che la tassazione differenziata violava il principio di libera circolazione dei capitali. La sentenza ha riconosciuto il diritto all'esenzione totale per il Fondo tedesco, equiparandolo ai fondi residenti.
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Svincolo irregolare accise: l’imposta si paga in Italia
Una società petrolifera ha spedito carichi di carburante dall'Italia verso un acquirente estero in regime di sospensione d'imposta. Il destinatario estero non ha mai ricevuto i prodotti e i timbri sui documenti doganali sono risultati contraffatti. L'Agenzia delle Dogane ha contestato uno svincolo irregolare accise e ha richiesto il pagamento di oltre un milione di euro. La società si è opposta sostenendo di aver già versato la somma all'autorità fiscale estera per evitare la doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco italiano: quando la merce non raggiunge la destinazione a causa di un'infrazione iniziale avvenuta nello Stato di partenza, la riscossione spetta inderogabilmente a tale Stato, rendendo irrilevanti i versamenti cautelativi eseguiti altrove.
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Fondi Esteri e Dividendi: La Cassazione Ferma la Discriminazione Fiscale
Un fondo di investimento tedesco e il suo investitore hanno chiesto il rimborso della ritenuta alla fonte del 15% sui dividendi italiani. Hanno sostenuto una **discriminazione fiscale fondi esteri** rispetto ai fondi italiani, che godevano di un'imposta sostitutiva del 12,5% o esenzione totale. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la tassazione differenziata violava la libera circolazione dei capitali. L'articolo 10 della Convenzione Italia-Germania doveva essere interpretato per applicare l'esenzione totale anche ai dividendi dei fondi esteri, se le quote erano sottoscritte esclusivamente da non residenti in Italia. La sentenza è stata cassata e la domanda di rimborso integrale accolta.
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Credito d’Imposta Esteri: Obbligo Fiscale vs. Diritto alla Detrazione
Un Contribuente riceveva una cartella di pagamento per imposta sostitutiva su redditi di capitale esteri da una partnership statunitense. Egli aveva tentato di compensare tale imposta con un credito d'imposta per redditi esteri già tassati negli USA. La Corte di Cassazione ha stabilito che, se l'imposizione sostitutiva è obbligatoria e il contribuente non può scegliere la tassazione ordinaria, il credito d'imposta per le tasse pagate all'estero è detraibile. Tuttavia, il Contribuente deve fornire prova adeguata del pagamento definitivo delle imposte estere, non bastando una semplice certificazione del sostituto d'imposta senza ulteriori riscontri. La sentenza precedente è stata cassata con rinvio per nuova valutazione sulla prova del pagamento.
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Fondi Esteri vs. Italiani: La Cassazione Ferma la Discriminazione Fiscale
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un fondo d'investimento tedesco che ha ricevuto dividendi da società italiane, soggetti a una ritenuta del 15%. Il fondo ha chiesto il rimborso integrale, sostenendo una `discriminazione fiscale fondi esteri` rispetto agli organismi italiani, che in condizioni simili erano esenti. La Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che l'applicazione della ritenuta ai fondi non residenti, quando fondi residenti analoghi sono esenti, viola il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 T.F.U.E.). La sentenza ha annullato la decisione precedente e ha riconosciuto il diritto al rimborso integrale delle ritenute.
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Residenza fiscale: la Cassazione annulla per motivazione apparente
Un lavoratore pensionato, residente in Svizzera dal 1997, ha chiesto il rimborso delle tasse trattenute dall'INPS sulla sua pensione, invocando la Convenzione Italia-Svizzera per evitare la doppia imposizione fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso e i giudici di merito hanno respinto il suo ricorso. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, rilevando una "motivazione apparente". I giudici inferiori non hanno spiegato concretamente come hanno determinato la residenza fiscale del lavoratore, limitandosi a citare norme e principi senza applicarli al caso specifico. La Cassazione ha rinviato il caso per una nuova decisione.
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Fondo Estero vs. Fondo Italiano: La Tassazione Dividendi e la Vittoria UE
Nel 2003, un Fondo di investimento tedesco ha percepito dividendi da società italiane, subendo una ritenuta del 15%. Ha chiesto il rimborso, sostenendo un trattamento fiscale discriminatorio rispetto ai fondi italiani equivalenti, che erano esenti. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che la tassazione dividendi fondi esteri, se più gravosa di quella per i fondi residenti in condizioni analoghe, viola il principio di libera circolazione dei capitali (Art. 63 T.F.U.E.). La Corte ha riconosciuto il diritto al rimborso integrale delle ritenute.
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Rimborso credito d’imposta dividendi: compatibilità tra Direttiva e Convenzione
Una società francese (la Società Madre) ha richiesto il rimborso credito d'imposta dividendi relativi a utili distribuiti dalla sua controllata italiana (la Società Figlia). L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che la Società Madre aveva già beneficiato della Direttiva "Madre-Figlia" e non aveva provato l'effettiva tassazione in Francia. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la Direttiva "Madre-Figlia" e la Convenzione bilaterale sono compatibili. Per il rimborso credito d'imposta dividendi, è sufficiente che i dividendi siano inclusi nel reddito imponibile della Società Madre, senza necessità di dimostrare l'effettivo pagamento dell'imposta in Francia. La Corte ha così accolto il ricorso della Società Madre.
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Revocazione sentenza: quando l’errore non è un fatto
Una Società estera ha chiesto il rimborso di un credito d'imposta per dividendi ricevuti da una controllata italiana, invocando la Convenzione contro le doppie imposizioni. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Cassazione aveva già respinto il ricorso della Società, escludendo una doppia imposizione effettiva. La Società ha quindi presentato una `revocazione sentenza` contro tale ordinanza, sostenendo un errore di fatto sulla sussistenza della doppia tassazione. La Corte Suprema ha dichiarato inammissibile la richiesta, ribadendo che la `revocazione sentenza` per errore di fatto si applica solo a sviste percettive evidenti, non a questioni controverse o a errori di giudizio sulla valutazione delle prove.
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