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Doppia Imposizione

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289 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Voluntary disclosure: credito per tasse estere garantito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16699/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di voluntary disclosure. Un contribuente che aderisce a tale procedura per regolarizzare capitali esteri non perde il diritto al credito per le imposte già pagate all'estero, anche se ha omesso di indicare tali redditi nella dichiarazione italiana. La Corte ha affermato la prevalenza dei trattati internazionali contro la doppia imposizione sulla normativa nazionale, specificando che la voluntary disclosure non è un accertamento definitivo che preclude il diritto al rimborso di somme versate in eccesso.
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IMU area edificabile: quando è una pertinenza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18371/2025, ha rigettato il ricorso di una società che sosteneva la natura pertinenziale di un'area per non pagare l'IMU. Per essere considerata pertinenza, un'area edificabile deve perdere in modo definitivo e oggettivo la sua capacità edificatoria. Aver richiesto permessi a costruire su quel terreno ha smentito la tesi dell'azienda, escludendo il vincolo pertinenziale e confermando l'obbligo di versare l'IMU.
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Doppia imposizione registro: guida alla tassazione
La Corte di Cassazione chiarisce che la condanna al risarcimento del danno e la successiva condanna alla manleva, anche se contenute nella stessa sentenza, costituiscono due atti giuridici distinti e autonomi. Di conseguenza, non si configura una doppia imposizione se l'imposta di registro viene applicata separatamente su entrambe le disposizioni, in quanto ciascuna rappresenta una differente capacità contributiva.
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Accertamento induttivo per rimanenze: è legittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17087/2025, ha confermato la legittimità di un accertamento induttivo a carico di una società in contabilità semplificata che non aveva fornito il dettaglio analitico delle rimanenze di magazzino. La Corte ha ribadito che la sola indicazione del valore globale rende la contabilità inattendibile, giustificando la ricostruzione dei ricavi da parte dell'Agenzia delle Entrate. I motivi di ricorso, ritenuti generici e mal formulati, sono stati dichiarati inammissibili.
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Credito d’imposta estero: prevale la convenzione
La Corte di Cassazione stabilisce che, per il riconoscimento del credito d'imposta estero, le convenzioni contro la doppia imposizione prevalgono sulla legge nazionale. Annullata la pretesa del Fisco che richiedeva la prova del pagamento definitivo dell'imposta versata in Brasile, in applicazione della Convenzione Italia-Brasile. La contribuente aveva diritto al credito anche in assenza di tale prova formale.
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Doppia imposizione: no a ritenute su interessi già tassati
La Cassazione ha negato la doppia imposizione, confermando il rimborso delle ritenute su interessi versati da una società italiana alla controllante estera. Poiché la controllata aveva già rinunciato alla deducibilità degli interessi, tassandoli pienamente in Italia, un'ulteriore ritenuta violerebbe la direttiva UE.
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Onere della prova costi: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società edile contro un avviso di accertamento per costi indeducibili. La Corte ha ribadito che, a fronte di un quadro presuntivo fornito dall'Agenzia delle Entrate sull'inesistenza delle operazioni, spetta al contribuente l'onere della prova circa l'effettiva esistenza e inerenza dei costi. È stata inoltre respinta la doglianza sulla mancata allegazione del verbale di constatazione all'avviso, ritenuto sufficientemente motivato in quanto l'atto era già noto al contribuente. Infine, è stata dichiarata inammissibile la questione della doppia imposizione perché sollevata per la prima volta in appello.
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Doppia imposizione: residenza fiscale e lavoro estero
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in un caso di doppia imposizione, confermando il diritto al rimborso per una lavoratrice che, pur iscritta all'anagrafe italiana per parte dell'anno, aveva il centro dei propri interessi vitali e professionali in Francia. La Corte ha stabilito che la residenza di fatto e il luogo di svolgimento dell'attività lavorativa prevalgono sulla registrazione anagrafica formale ai fini della convenzione contro la doppia imposizione.
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Motivazione insufficiente: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per motivazione insufficiente. Il caso riguardava un avviso di accertamento per maggiori imposte (IRES, IRAP, IVA) basato su tre rilievi: plusvalenze non dichiarate su beni aziendali, esistenza di attività non dichiarate (rimanenze di materie prime) e omessa contabilizzazione di ricavi. La Suprema Corte ha ritenuto che il giudice di secondo grado non avesse adeguatamente spiegato le ragioni della sua decisione, limitandosi a sposare le tesi dell'Agenzia delle Entrate senza analizzare le specifiche contestazioni e la documentazione prodotta dalla società contribuente. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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