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Doppia Imposizione

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289 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Residenza fiscale estero: quando paghi le tasse in Italia
La Corte di Cassazione conferma che per stabilire la residenza fiscale, la registrazione formale all'estero è irrilevante se il 'centro degli interessi vitali' si trova in Italia. Il caso riguarda un cittadino con residenza fiscale estero (in Svizzera) condannato per reati fiscali in Italia. La Corte ha ritenuto inammissibile il suo ricorso basandosi su prove oggettive come la dimora abituale, le attività economiche e la prolungata presenza fisica sul territorio italiano, che dimostravano come l'Italia fosse il vero fulcro della sua vita personale e professionale.
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Omessa dichiarazione redditi: calcolo dell’imposta
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul reato di omessa dichiarazione redditi da parte di un socio di S.r.l. La sentenza conferma che, per calcolare l'imposta evasa sui dividendi, non si devono detrarre IRES e IRAP dal reddito della società, poiché il meccanismo di tassazione parziale del dividendo serve già a evitare la doppia imposizione. L'appello dell'imputato, che sosteneva un calcolo errato e la mancanza di dolo, è stato respinto.
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Utili extracontabili: quando si applica la presunzione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32317/2024, ha esaminato il caso di un socio di una società a ristretta base, accertato per maggiori redditi da partecipazione. La controversia verteva sulla corretta determinazione degli utili extracontabili da attribuire al socio. La Corte ha stabilito che, in caso di utili non contabilizzati ('in nero'), la presunzione di distribuzione al socio si applica sull'intero importo dei maggiori ricavi accertati in capo alla società, senza poter dedurre le imposte Ires e Irap. Tale meccanismo non viola il divieto di doppia imposizione. La Corte ha però accolto il motivo relativo all'applicazione di sanzioni più favorevoli sopravvenute.
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Doppia imposizione: Cassazione sul rimborso pensioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro un pensionato residente in Svizzera, confermando il suo diritto al rimborso delle ritenute sulla pensione INPS. La sentenza chiarisce che per evitare la doppia imposizione internazionale è sufficiente il 'potenziale assoggettamento' a tassazione nello Stato di residenza e che la certificazione fiscale può provenire da un'autorità cantonale svizzera, senza formule sacramentali.
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Voluntary disclosure: diritto al rimborso Euroritenuta
Una contribuente, dopo aver aderito alla procedura di voluntary disclosure per regolarizzare capitali detenuti in Svizzera, ha richiesto il rimborso dell'Euroritenuta pagata all'estero. L'Agenzia delle Entrate si opponeva, sostenendo che l'omessa dichiarazione iniziale dei redditi precludesse il rimborso. La Corte di Cassazione ha stabilito che la contribuente ha diritto al rimborso, affermando che i principi UE contro la doppia imposizione prevalgono e che la voluntary disclosure è una procedura speciale la cui irrevocabilità non impedisce di far valere tale diritto.
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Credito d’imposta estero: quando si può recuperare?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può recuperare un credito d'imposta estero anche se non lo ha indicato nella dichiarazione dei redditi dell'anno di competenza. In assenza di un termine di decadenza specifico nella normativa attuale (art. 165 TUIR), si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni. Il caso riguardava un contribuente che aveva richiesto nel modello Unico 2015 un credito per imposte pagate all'estero su redditi prodotti nel 2009 e 2010. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la richiesta era legittima.
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Doppia imposizione: quando il motivo è nuovo in appello
Un contribuente si è visto rigettare la richiesta di rimborso IVA basata su una presunta doppia imposizione (IVA e imposta di registro sulla stessa operazione). La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il motivo della doppia imposizione, non essendo stato sollevato nel ricorso iniziale, costituiva un motivo nuovo e quindi inammissibile in appello. Inoltre, la Corte ha ribadito i rigidi limiti entro cui è possibile contestare la valutazione delle prove in sede di legittimità.
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Ricorso tributario generico: inammissibile per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un professionista contro una cartella esattoriale. La decisione si fonda sul principio che un ricorso tributario generico, che non contesta specificamente le motivazioni della sentenza impugnata, non può essere esaminato nel merito. Il ricorrente lamentava una presunta doppia imposizione e vizi di motivazione, ma secondo la Corte le sue censure erano astratte e non si confrontavano con il percorso logico-giuridico seguito dai giudici di secondo grado, violando così il principio di specificità dei motivi di ricorso.
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Doppia imposizione estero: detrazione o rimborso?
La Corte di Cassazione affronta il tema della doppia imposizione estero, chiarendo la distinzione tra il diritto alla detrazione d'imposta e quello al rimborso. In un caso riguardante un lavoratore che aveva ricevuto un anticipo dal datore di lavoro per coprire le imposte italiane, la Corte ha stabilito che il meccanismo applicabile è la detrazione, soggetta a prescrizione decennale e non a decadenza breve. Di conseguenza, il lavoratore è stato condannato a restituire le somme anticipate, poiché il diritto della società non era estinto. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le argomentazioni del lavoratore poiché considerate questioni nuove sollevate per la prima volta in Cassazione.
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Atto di rettifica: quando è tassabile? La Cassazione
Una contribuente correggeva un errore in un atto di compravendita del 1998 tramite un atto di rettifica nel 2014. L'Agenzia delle Entrate tassava quest'ultimo atto. La Corte di Cassazione ha confermato la tassazione, stabilendo che un atto di rettifica, pur correggendo un errore, costituisce un nuovo e autonomo atto che modifica gli effetti giuridici del precedente, rendendolo soggetto a imposta di registro.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale a causa di una motivazione apparente. Il caso riguardava un avviso di accertamento per redditi che un contribuente sosteneva di aver già dichiarato e tassato nell'anno precedente. La Corte ha stabilito che la decisione del giudice di merito era priva di una reale giustificazione logico-giuridica, limitandosi a un'affermazione generica senza analizzare le prove. Di conseguenza, il provvedimento è stato cassato con rinvio per un nuovo esame.
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Rimborso IVA: la decorrenza nella doppia imposizione
Una società ha pagato l'IVA sia in Italia che in Olanda per le stesse operazioni, subendo una doppia imposizione. Ha poi richiesto il rimborso IVA in Italia, ma l'istanza è stata respinta perché presentata oltre il termine di due anni. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6756/2025, ha confermato che il termine per la richiesta di rimborso decorre dal momento del pagamento dell'imposta nel paese estero, e non dalla data di ottenimento di un successivo certificato di regolarità fiscale. Questo perché il pagamento stesso rende il contribuente pienamente consapevole della doppia imposizione e del suo diritto al rimborso.
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Imposta di registro su lodo e decreto: la Cassazione
Una società ha contestato l'applicazione di una seconda imposta di registro proporzionale su un decreto ingiuntivo emesso per far eseguire un lodo arbitrale, a sua volta già tassato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che non si tratta di una duplicazione d'imposta. Il principio chiave è che l'imposta di registro è una "imposta d'atto", che tassa il singolo provvedimento per i suoi specifici effetti giuridici. Poiché il lodo arbitrale e il decreto ingiuntivo sono atti giuridici distinti e autonomi, ciascuno è soggetto a una propria tassazione proporzionale.
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Rimborso Euroritenuta: sì dopo voluntary disclosure
La Cassazione conferma il diritto al rimborso Euroritenuta per un contribuente che ha aderito alla voluntary disclosure. La Corte stabilisce che il principio UE contro la doppia imposizione prevale sulla procedura nazionale, riconoscendo che il termine per la richiesta di rimborso decorre dal pagamento in Italia e non dalla ritenuta estera.
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Dichiarazione ICI pertinenze: obbligatoria per l’ICI
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento per l'ICI 2007, sostenendo che alcune aree fossero pertinenziali a capannoni industriali. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di una specifica dichiarazione ICI pertinenze, il contribuente non può beneficiare dell'esenzione fiscale, anche se il vincolo di pertinenzialità viene provato in giudizio. Tuttavia, l'ordinanza ha accolto i motivi relativi alla possibile doppia imposizione sull'area di sedime dei fabbricati e all'omessa pronuncia sulle sanzioni, rinviando il caso per un nuovo esame su questi punti.
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Doppia imposizione: Cassazione su nuovi accertamenti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società che lamentava una doppia imposizione fiscale. L'azienda aveva ricevuto nuovi avvisi di accertamento per IVA, IRES e IRAP relativi ad annualità già oggetto di precedenti verifiche. La Corte ha stabilito che non sussiste doppia imposizione quando i nuovi accertamenti si fondano su presupposti di fatto e di diritto differenti, come la contestazione di operazioni oggettivamente inesistenti (mai avvenute) rispetto a quelle soggettivamente inesistenti (avvenute tra parti diverse) oggetto dei precedenti atti.
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Rimborso IVA: chi può chiederlo se pagata per errore?
Una società ha pagato l'IVA ai propri fornitori per servizi poi rivelatisi esenti. Dopo che l'Agenzia Fiscale ha recuperato l'IVA indebitamente detratta, la società ha richiesto il rimborso per evitare una doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha negato la richiesta di rimborso IVA, chiarendo che il cliente può agire direttamente contro lo Stato solo se dimostra, con un tentativo concreto, l'impossibilità di recuperare la somma dal fornitore, anche se quest'ultimo è fallito.
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Beneficiario effettivo interessi: esenzione fiscale
Una società italiana ha richiesto il rimborso delle ritenute versate su interessi pagati a una società lussemburghese, la quale a sua volta retrocedeva tali somme a un fondo di investimento, vero beneficiario effettivo. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso, sostenendo che l'esenzione si applicasse solo al percettore diretto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per l'esenzione fiscale, i requisiti soggettivi vanno verificati in capo al beneficiario effettivo degli interessi, anche se li percepisce indirettamente, accogliendo la tesi della società.
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Principio di competenza: Cassazione su doppia imposta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23573/2025, ha affrontato un caso di accertamento fiscale verso una società edile. La Corte ha rigettato il motivo di ricorso dell'Agenzia delle Entrate basato sulla presunta antieconomicità della gestione, ma ha accolto quello relativo alla violazione del principio di competenza. È stato stabilito che i ricavi dalla vendita di immobili vanno tassati nell'anno di stipula dell'atto, non quando si ricevono gli acconti. L'errata imputazione temporale da parte del contribuente non impedisce la corretta tassazione nell'anno di competenza, anche se ciò crea una temporanea doppia imposizione, risolvibile con un'istanza di rimborso.
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Area edificabile pertinenza: quando è soggetta a IMU?
Una società impugnava avvisi di accertamento IMU sostenendo che un terreno edificabile fosse pertinenza del proprio fabbricato e quindi non tassabile autonomamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per qualificare un'area edificabile pertinenza non basta una mera dichiarazione o una recinzione. È necessaria una modifica oggettiva e permanente dello stato dei luoghi che annulli di fatto il diritto di costruire, prova che in questo caso mancava, anche alla luce della richiesta di permessi a costruire avanzata dalla stessa società.
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