LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Dies A Quo — Anno 2025

Pagina 18 di 24

465 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Termine accertamento illecito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che aveva cancellato una sanzione di un'autorità di vigilanza contro gli ex amministratori di una banca. La questione centrale era il termine di accertamento illecito. La Cassazione ha stabilito che il termine di 180 giorni per la contestazione non decorre dalla semplice ricezione di informazioni, ma dal momento in cui l'autorità ha completato la raccolta di tutti gli elementi necessari per una valutazione definitiva, un momento la cui determinazione spetta all'autorità stessa e non può essere sindacata dal giudice.
Continua »
Responsabilità amministratore non esecutivo: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore non esecutivo di un istituto di credito. La sanzione riguardava l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti di offerta al pubblico. La Corte ha stabilito che la responsabilità dell'amministratore non esecutivo sussiste anche a titolo di colpa, sottolineando il suo dovere attivo di informarsi e vigilare, non potendo fare mero affidamento sulle informazioni fornite dagli organi esecutivi, specialmente in presenza di segnali di allarme.
Continua »
Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un consigliere di amministrazione sanzionato da un'autorità di vigilanza per gravi omissioni informative in un prospetto destinato agli investitori. La sentenza sottolinea la piena responsabilità degli amministratori, anche non esecutivi, affermando il loro dovere di agire informati e di supervisionare attivamente, non potendosi limitare a fare affidamento sulle informazioni fornite dagli organi esecutivi. Viene confermata la presunzione di colpa a carico dell'amministratore, che ha l'onere di provare di aver agito con la massima diligenza.
Continua »
Agevolazione Tremonti ambiente: no se l’energia è venduta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5330/2025, ha stabilito che l'agevolazione Tremonti ambiente non spetta alle imprese che realizzano impianti a fonti rinnovabili per immettere l'intera energia prodotta nella rete di vendita. Il beneficio fiscale è subordinato all'autoconsumo, anche parziale, dell'energia, in quanto la finalità della norma è ridurre l'impatto ambientale generato dall'attività stessa dell'impresa investitrice. La Corte ha inoltre rigettato la tesi dell'errore scusabile per la tardiva presentazione della domanda di rimborso, chiarendo i termini di decadenza.
Continua »
Obbligo iscrizione cassa geometri: la Cassazione decide
Un geometra, iscritto all'albo professionale dal 1995, ha contestato la richiesta di contributi da parte della cassa di previdenza di categoria per gli anni 2008-2012. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che la semplice iscrizione all'albo è condizione sufficiente a far scattare l'obbligo iscrizione cassa geometri e il conseguente pagamento dei contributi minimi. Questa regola vale anche se l'attività professionale è svolta in modo occasionale o non produce reddito. La Corte ha inoltre precisato che, in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi alla Cassa, il termine di prescrizione per i contributi non inizia nemmeno a decorrere.
Continua »
Prescrizione contributi: quando decorre il termine?
Una professionista ha contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi risalenti al 2011, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la prescrizione contributi, della durata di cinque anni, decorre dalla data di scadenza del versamento e non dalla successiva data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Questa decisione ribadisce un principio fondamentale a tutela dei contribuenti.
Continua »
Prescrizione appalti pubblici: quando decorre?
Una società di costruzioni ha agito contro un Ministero per ritardi nel collaudo di opere pubbliche. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione dei crediti dell'appaltatore decorre dalla scadenza del termine previsto per il collaudo. L'inerzia della P.A. costituisce un inadempimento istantaneo e non un illecito permanente, fissando un chiaro 'dies a quo' per la decorrenza della prescrizione appalti pubblici.
Continua »
Termine lungo appello: decorrenza e deposito telematico
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio cruciale sulla decorrenza del termine lungo appello per le sentenze depositate telematicamente. Il caso riguardava un appello dichiarato inammissibile perché tardivo. La parte ricorrente sosteneva che il termine dovesse decorrere non dalla data di pubblicazione, ma dal giorno successivo, data di effettiva conoscibilità. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il dies a quo per il termine lungo di sei mesi coincide con la data di pubblicazione della sentenza (deposito in cancelleria con assegnazione del numero), un momento certo e pubblico che prevale sulla successiva comunicazione alle parti.
Continua »
Lavoro carcerario: quando scatta la prescrizione?
Un ex detenuto ha richiesto il pagamento di differenze retributive per il lavoro carcerario svolto tra il 2008 e il 2016. La Corte d'Appello aveva dichiarato il diritto prescritto, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che il rapporto di lavoro carcerario è unitario, anche se svolto in più istituti, e la prescrizione quinquennale decorre solo dalla cessazione definitiva del rapporto, non da singoli periodi. L'onere di provare tale cessazione spetta al Ministero.
Continua »
Sanzioni antiriciclaggio e termine di notifica
Un gruppo bancario e i suoi direttori sono stati sanzionati per la mancata segnalazione di operazioni sospette. Hanno impugnato il provvedimento sostenendo la tardività della notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che in caso di connessione con un'indagine penale, il termine di 90 giorni per le sanzioni antiriciclaggio decorre non dalla fine dell'ispezione, ma dal nulla-osta dell'autorità giudiziaria.
Continua »
Denuncia vizi costruzione: quando scatta il termine?
Un ente locale ha citato in giudizio l'impresa costruttrice e i progettisti per gravi vizi nella pavimentazione di una piazza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che rigettava la domanda perché la denuncia vizi costruzione era stata presentata tardivamente. Il termine annuale, precisa la Corte, decorre dal momento in cui il committente acquisisce una 'sicura conoscenza' dei difetti e delle cause, che non richiede necessariamente una perizia tecnica se i problemi sono evidenti.
Continua »
Vizio occulto: quando inizia a decorrere il termine?
Un'azienda produttrice di etichette ha citato in giudizio il proprio fornitore di tessuto per un difetto chimico non rilevabile a un primo esame. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del fornitore, stabilendo che in caso di vizio occulto, il termine di otto giorni per la denuncia decorre dal momento dell'effettiva scoperta e non dalla consegna della merce. La Corte ha inoltre precisato che l'acquirente non è tenuto a svolgere complesse analisi di laboratorio per verificare la conformità del prodotto.
Continua »
Imposta di registro concordato: ecco la base imponibile
Una società ha impugnato avvisi di liquidazione per l'imposta di registro su un concordato fallimentare. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5880/2025, ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: nel calcolo dell'imposta di registro concordato, il valore dei debiti accollati dal terzo assuntore non deve essere incluso nella base imponibile. Quest'ultima è costituita esclusivamente dal valore dei beni e dei diritti trasferiti.
Continua »
Deposito ricorso tributario: la PEC non fa decorrere
Una società immobiliare impugna una cartella di pagamento, presentando prima l'istanza di reclamo-mediazione. L'Agenzia Fiscale rigetta l'istanza con una comunicazione via PEC. La società procede al deposito del ricorso tributario dopo 30 giorni dalla PEC, ma entro il termine calcolato dalla scadenza dei 90 giorni per la mediazione. L'Agenzia ne eccepisce la tardività. La Corte di Cassazione dà ragione alla società, stabilendo che la notifica via PEC, avvenuta in un'epoca in cui il processo tributario telematico non era ancora in vigore (2013), è giuridicamente inesistente e non idonea a far decorrere il termine breve per il deposito. Il ricorso era quindi tempestivo.
Continua »
Ricorso tributario tardivo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una contribuente contro una sentenza che aveva già ritenuto tardiva la sua opposizione a un atto di pignoramento. La decisione si fonda sul principio della "doppia conforme", ovvero la conformità tra la sentenza di primo e secondo grado, e sulla errata qualificazione del motivo di ricorso. La Suprema Corte chiarisce che lamentare un'errata valutazione del termine per ricorrere costituisce un errore di giudizio, non un omesso esame di un fatto decisivo, rendendo così il ricorso tributario tardivo inappellabile in quella sede.
Continua »
Prescrizione truffa: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa contrattuale. Il ricorrente sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha confermato il principio secondo cui, in caso di truffa contrattuale, il termine di prescrizione decorre non dalla stipula del contratto, ma dal momento in cui si verifica il danno effettivo, che nel caso di specie coincideva con il protesto o il mancato pagamento dei titoli. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
Continua »
Impugnazione dispositivo: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato contro il solo dispositivo di quattro ordinanze cautelari. La Corte chiarisce che l'impugnazione del dispositivo è nulla, poiché la legge richiede che il ricorso sia fondato sul provvedimento completo di motivazione per poter formulare censure specifiche. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Prescrizione della pena: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla prescrizione della pena. Quando la sospensione condizionale viene revocata non per un nuovo reato, ma per l'inadempimento di obblighi specifici, il termine di prescrizione non parte dal momento dell'inadempimento, ma dalla data in cui il provvedimento di revoca diventa definitivo. Questo perché tale revoca ha natura "costitutiva" e non meramente "dichiarativa", richiedendo una valutazione discrezionale del giudice.
Continua »
Termine pene sostitutive: quando decorre? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione di pene sostitutive. La richiesta era stata presentata oltre il termine di 30 giorni. La Corte ha stabilito che il termine pene sostitutive decorre dall'irrevocabilità della sentenza e non dal momento in cui l'interessato ne ha effettiva conoscenza, sottolineando l'onere di diligenza a carico del ricorrente e del suo difensore.
Continua »
Restituzione nel termine: quando la richiesta è tardiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la restituzione nel termine per impugnare due sentenze definitive. La Corte ha stabilito che la richiesta era tardiva, poiché il termine per presentarla decorreva dal momento della conoscenza effettiva delle sentenze, avvenuta quasi due anni prima della presentazione dell'istanza a seguito di un provvedimento di cumulo pene, e non da una successiva notifica di un atto di rettifica.
Continua »