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Dies A Quo — Anno 2025

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465 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Dies A Quo

Provvedimenti

Dies a quo pubblicazione elenchi: la Cassazione decide
Un lavoratore agricolo si è visto negare il diritto a rimanere iscritto negli elenchi previdenziali a causa di una presunta tardività del suo ricorso. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei giudici di merito, ha chiarito un principio fondamentale sul dies a quo per la pubblicazione degli elenchi. La Corte ha stabilito che il termine per l'impugnazione non decorre dal primo, ma dall'ultimo giorno di pubblicazione telematica degli elenchi sul sito dell'ente previdenziale, garantendo così il pieno diritto di difesa del cittadino. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Contestazione tardiva: licenziamento inefficace
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia di un licenziamento a causa di una contestazione tardiva. Nonostante la gravità della condotta del lavoratore, il datore di lavoro ha atteso oltre il termine ragionevole per avviare il procedimento disciplinare. La sentenza ribadisce la centralità del principio di immediatezza a tutela del diritto di difesa del lavoratore.
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Onere di contestazione: quando è troppo tardi?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi di un lavoratore relativo al risarcimento per un contratto a termine illegittimo. Il punto cruciale della decisione è la tardività con cui gli eredi hanno messo in discussione un pagamento che l'azienda sosteneva di aver già effettuato. La Corte ha chiarito che l'onere di contestazione va esercitato nel primo atto difensivo utile, in questo caso l'atto di appello, e non successivamente. Anche la richiesta di TFR è stata respinta perché non inclusa nella causa originaria.
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Prescrizione risarcimento danni: quando decorre?
Un cittadino chiedeva il risarcimento dei danni al Ministero e a due militari per una multa ritenuta ingiusta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito sulla base della prescrizione del diritto. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sulla prescrizione risarcimento danni: il termine per agire inizia a decorrere dal momento in cui si verifica il fatto illecito (la contestazione della violazione), e non da quando si concludono eventuali procedimenti amministrativi o penali correlati. Il ricorso è stato respinto anche per l'inammissibilità degli altri motivi.
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Prescrizione post-notifica: quando si interrompe?
Una contribuente ha contestato un debito sostenendo la prescrizione post-notifica. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il giudice può valutare tutti gli aspetti della prescrizione, inclusi gli atti interruttivi, anche senza un appello specifico del creditore. Il ricorso è stato inoltre ritenuto inammissibile per non aver fornito le prove necessarie a sostegno delle proprie tesi.
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Prescrizione pensione: il dies a quo lo fissa il giudice
In un caso riguardante la richiesta tardiva di una pensione di reversibilità, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione pensione. Anche se l'eccezione di prescrizione è sollevata in modo generico dall'ente previdenziale, spetta al giudice il potere e il dovere di determinare l'esatta data di decorrenza ('dies a quo'). La Corte ha annullato la decisione precedente che aveva concesso tutti gli arretrati, rinviando il caso alla Corte d'Appello per ricalcolare quali ratei fossero effettivamente prescritti.
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Prescrizione contributi agricoli: decorrenza e onere
Un datore di lavoro ha contestato un debito contributivo verso l'INPS, sostenendo che fosse estinto. L'imprenditore riteneva che il termine di cinque anni per la prescrizione dei contributi agricoli iniziasse dalla data di presentazione della denuncia retributiva. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che il termine di prescrizione decorre solo dalla scadenza legale per il pagamento, poiché l'ente non può esigere il credito prima di tale data. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato.
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Prescrizione crediti lavoro: quando decorre il termine
Una lavoratrice ha citato in giudizio la società cooperativa datrice di lavoro per ottenere il pagamento di differenze retributive. La Corte di Cassazione, confermando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione crediti lavoro. Per i rapporti di lavoro privi di una solida stabilità reale, come quelli successivi alle riforme del 2012 e 2015, il termine di prescrizione quinquennale per i crediti retributivi non decorre in corso di rapporto, ma solo dalla sua cessazione. Questa regola è stata ritenuta applicabile anche ai soci lavoratori di cooperative, garantendo una maggiore tutela al lavoratore che potrebbe temere ritorsioni in caso di azione legale durante il rapporto.
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Indennità di esproprio: interessi e prescrizione
La Corte di Cassazione si pronuncia sul tema dell'indennità di esproprio, specificando il momento di decorrenza della prescrizione per gli interessi compensativi. Il caso riguardava un'indennità aggiuntiva il cui pagamento era subordinato a un'autorizzazione regionale. La Corte ha stabilito che la prescrizione inizia a decorrere non dalla data dell'accordo, ma dal momento in cui l'autorizzazione viene rilasciata, poiché solo allora il diritto può essere legalmente fatto valere. Viene rigettato il ricorso del consorzio espropriante, confermando la sua responsabilità al pagamento.
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Occultamento scritture contabili: quando è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occultamento scritture contabili a carico di un imprenditore. La sentenza chiarisce che il reato è di natura permanente e che la prescrizione decorre non dall'atto di occultamento, ma dalla data dell'accertamento fiscale. I giudici hanno respinto la tesi difensiva secondo cui le scritture non fossero mai esistite, desumendone la pregressa istituzione e la successiva dolosa sottrazione da elementi indiziari, come la parziale documentazione rinvenuta e i dati emersi da controlli incrociati.
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Rescissione del giudicato: il dies a quo decorre da qui
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la rescissione del giudicato per una condanna in assenza. L'istanza è stata presentata oltre il termine di 30 giorni. La Corte ha stabilito che, per la rescissione del giudicato, il termine decorre dal momento della conoscenza effettiva della sentenza, che coincide con l'esecuzione della pena (in questo caso, l'ingresso in carcere), e non da una successiva consulenza legale.
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Prescrizione risarcimento reato: quando decorre?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16132/2025, affronta il tema della prescrizione del risarcimento del danno derivante da reato. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento da parte dei familiari di una vittima di un'alluvione. La Corte ha stabilito che, se il danneggiato non si costituisce parte civile nel processo penale, il termine di prescrizione per l'azione civile decorre dalla data del fatto illecito e non dalla data in cui la sentenza penale diventa irrevocabile. Di conseguenza, l'azione dei danneggiati è stata dichiarata prescritta.
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Prescrizione Buoni Fruttiferi: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione dei buoni fruttiferi postali, anche per le serie emesse prima del 2000, è di dieci anni e decorre dalla data di scadenza del titolo. La Corte ha chiarito che le normative successive, come il D.M. 19.12.2000, si applicano retroattivamente se il termine di prescrizione precedente non era ancora maturato, modificando così la durata e il dies a quo della prescrizione stessa. Questa decisione ha cassato la sentenza di merito che aveva applicato la vecchia normativa, più favorevole al risparmiatore.
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Prescrizione contributi: la proroga sposta il dies a quo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per la prescrizione dei contributi previdenziali decorre dalla data di scadenza del pagamento, anche se questa è stata prorogata da un decreto ministeriale. In un caso riguardante un professionista e l'ente previdenziale per i contributi del 2009, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva erroneamente calcolato l'inizio della prescrizione dalla scadenza originaria. La proroga del termine di versamento sposta in avanti anche il 'dies a quo' per il calcolo dei cinque anni, rendendo tempestiva la richiesta dell'ente.
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Buoni Postali Fruttiferi: Appello sempre possibile
La Corte di Cassazione ha stabilito che le controversie sui Buoni Postali Fruttiferi, anche se di valore inferiore a 1.100 euro, devono essere decise secondo diritto e non secondo equità. Questo perché si tratta di contratti standardizzati. Di conseguenza, la sentenza del Giudice di Pace è sempre pienamente appellabile, a differenza delle decisioni basate sull'equità. La Corte ha quindi annullato la decisione del Tribunale che aveva dichiarato inammissibile l'appello.
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Termine decadenza cessione: la legge non è retroattiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18532/2025, ha stabilito un principio fondamentale sul termine decadenza cessione contratto di lavoro. La Corte ha chiarito che il termine per impugnare una cessione di ramo d'azienda, introdotto dalla Legge n. 183/2010, non si applica retroattivamente. Pertanto, per le cessioni avvenute prima dell'entrata in vigore della legge, i lavoratori non perdono il diritto di agire in giudizio per il solo decorso del tempo. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso dei lavoratori, è stata annullata con rinvio.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
Un gruppo di medici ha richiesto un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive UE da parte dell'Italia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione decennale per tali azioni decorre dal 27 ottobre 1999. L'ordinanza ha inoltre condannato i ricorrenti per lite temeraria, qualificando l'azione come un abuso del processo data la consolidata giurisprudenza contraria sulla prescrizione medici specializzandi.
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Azione revocatoria: prescrizione e prova del credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17477/2025, si è pronunciata su un caso di azione revocatoria promossa da un'agenzia di riscossione. La Corte ha confermato principi chiave: la prescrizione quinquennale decorre dalla trascrizione dell'atto e non dalla sua stipula. Ha inoltre ribadito che l'interruzione della prescrizione si perfeziona con la consegna dell'atto di citazione all'ufficiale giudiziario. Infine, ha specificato che il credito tributario si considera sorto al momento del verificarsi del presupposto d'imposta, non con l'accertamento successivo, respingendo le difese dei debitori.
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Credito in contenzioso: la valutazione nel fallimento
Una società in liquidazione, dichiarata fallita dal Tribunale, ha impugnato la decisione sostenendo la propria solvenza sulla base di un ingente credito in contenzioso derivante da un lodo arbitrale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, ai fini della valutazione dello stato di insolvenza, il giudice di merito deve effettuare un'analisi prudenziale e concreta degli attivi, inclusi i crediti contestati. La valutazione sulla verosimile infondatezza del credito in contenzioso costituisce un apprezzamento di fatto, non sindacabile in sede di legittimità, confermando così la dichiarazione di fallimento basata sull'incertezza del principale asset patrimoniale della società.
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Prescrizione medici: 5 anni per tardiva attuazione UE
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16122/2025, ha stabilito che il diritto al risarcimento del danno per i medici specializzandi, a causa della tardiva attuazione di direttive europee, è soggetto alla prescrizione di cinque anni a partire dal 1° gennaio 2012, data di entrata in vigore della L. 183/2011. Questa legge ha ridotto il precedente termine decennale. La Corte ha applicato il principio secondo cui la nuova legge si applica ai termini in corso, calcolando il nuovo termine dalla sua entrata in vigore. Di conseguenza, il ricorso di un medico, sebbene basato su un diritto sorto in precedenza, è stato respinto perché l'azione legale è stata intrapresa dopo la scadenza del nuovo termine quinquennale.
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