LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Detenzione Di Sostanze Stupefacenti

192 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Reato che consiste nel possedere sostanze stupefacenti. La legge distingue tra detenzione per uso personale (generalmente non punita penalmente) e detenzione finalizzata allo spaccio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione di sostanze stupefacenti: no a lieve entità per 2 kg
I giudici hanno confermato la condanna penale per un imputato trovato in possesso di quasi due chili e mezzo di hashish suddivisi in ventiquattro panetti pronti per la cessione. La difesa ha chiesto la riqualificazione del reato nella fattispecie di lieve entità, contestando anche la severità della sanzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa della genericità delle censure e dell'assenza di un reale confronto con le motivazioni dei gradi precedenti. L'ingente quantitativo e le modalità di confezionamento rendono il fatto incompatibile con l'uso personale o con l'ipotesi attenuata. La contestata detenzione di sostanze stupefacenti ha comportato la definitiva conferma della pena e la condanna al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: condanna e ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un individuo per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Gli operanti hanno rinvenuto contemporaneamente cocaina ad elevato grado di purezza e hashish idonei a ricavare numerose dosi, insieme a denaro contante, strumenti per il confezionamento e la presenza di un acquirente. L'imputato ha presentato ricorso contestando genericamente la motivazione della sentenza di secondo grado. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile a causa dell'assoluta genericità delle doglianze, condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: tra cura e scorta illecita
L'imputato custodiva nella propria abitazione 221 flaconi di farmaco stupefacente, per un totale di quasi tre litri, sostenendone l'uso terapeutico personale. I giudici di merito hanno respinto la tesi difensiva, escludendo anche la lieve entità del fatto e applicando l'aumento per recidiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'imputato e ha confermato la condanna. I giudici hanno chiarito che la detenzione di sostanze stupefacenti in quantitativi capaci di coprire il fabbisogno di un anno intero, unita all'occultamento della merce, esclude la finalità di esclusivo consumo personale e la configurabilità del reato minore.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti tra custodia e gran traffico
L'Imputato propone ricorso in Cassazione contro la condanna per detenzione di sostanze stupefacenti. La difesa sostiene che l'uomo custodisse l'hashish in modo inconsapevole e per uno stato di necessità economico, chiedendo la riqualificazione del fatto nell'ipotesi di lieve entità. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La quantità sequestrata, pari a oltre ventimila dosi medie giornaliere, e il compenso ricevuto per la custodia dimostrano la piena consapevolezza dell'Imputato. Questa enorme quantità esclude l'attenuante della lieve entità, rientrando nel commercio di droga su vasta scala. La Corte conferma la condanna e ordina il pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: il concorso e la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due individui responsabili di spaccio. Gli imputati conservavano droga in luoghi distinti: uno teneva cocaina e marijuana in un garage, l'altro conservava cocaina nella propria abitazione. La Corte ha ritenuto sussistente la cooperazione tra i due sulla base di utenze telefoniche intercambiabili e della coincidenza chimica dello stupefacente. La difesa contestava il concorso e chiedeva di unificare le sanzioni per la presenza di più droghe. I giudici hanno dichiarato inammissibili i ricorsi. La **detenzione di sostanze stupefacenti** eterogenee integra reati distinti quando non si tratta di un fatto di lieve entità. Restano quindi confermate le pene detentive, le sanzioni pecuniarie e il versamento alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: pena confermata
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che lo aveva condannato per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti, riducendo la pena a tre anni e otto mesi di reclusione e quattordicimila euro di multa. La difesa contestava la determinazione del trattamento sanzionatorio, sostenendo che la pena base fosse stata calcolata considerando anche sostanze legate a un altro capo d'imputazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la pena base era stata fissata vicino al minimo legale e che il quantitativo complessivo di droga era servito solo a differenziare la posizione di un coimputato. Di conseguenza, L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: uso personale o spaccio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un individuo accusato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. La difesa sosteneva che la droga fosse destinata a un consumo esclusivamente personale o, in subordine, che ricorressero gli estremi della lieve entità del fatto. I giudici hanno respinto l'impugnazione evidenziando plurimi elementi contrari: la polizia giudiziaria aveva infatti documentato scambi di denaro, mancava qualsiasi dimostrazione che l'imputato fosse un assuntore abituale, e sia le modalità dell'azione sia il quantitativo escludevano l'uso personale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile, condannando il ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: condannato dai rifiuti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti a carico di un uomo sorpreso dalle forze dell'ordine mentre cercava con agitazione nei cassonetti del condominio. Presso l'ascensore dello stabile i carabinieri hanno rinvenuto quasi cento grammi di cocaina suddivisi in dieci ovuli termosaldati. Inoltre, all'interno dell'appartamento dell'imputato erano presenti frammenti plastici identici a quelli usati per confezionare la droga. La Suprema Corte ha ritenuto coerente la ricostruzione indiziaria dei giudici di merito ed ha negato l'attenuante della lieve entità del fatto, poiché l'elevata quantità e la cura nel confezionamento prevalgono sul modesto grado di purezza della sostanza. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: tra uso personale e spaccio
Un uomo viaggiava in bicicletta nascondendo sei involucri di marijuana, pari a cinquantadue dosi singole, nella suola cava di una ciabatta. I giudici hanno qualificato la condotta come detenzione di sostanze stupefacenti destinata allo spaccio, respingendo l'ipotesi dell'uso personale. La difesa ha impugnato la decisione chiedendo l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto e la concessione delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il quantitativo frazionato, l'occultamento premeditato e i precedenti penali confermano la destinazione allo spaccio ed escludono ogni causa di non punibilità.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: no a nuova valutazione prove
L'Imputato è stato condannato per la detenzione di sostanze stupefacenti destinate allo spaccio. Durante un controllo, le forze dell'ordine hanno rinvenuto quindici grammi di marijuana suddivisi in dosi e quarantacinque euro in contanti. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando il calcolo del peso della droga, la provenienza del denaro e il mancato riconoscimento delle attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le censure richiedevano una nuova valutazione dei fatti, preclusa nel giudizio di legittimità. Inoltre, la differenza tra peso lordo e netto non costituisce errore logico. L'Imputato perde definitivamente il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: tra uso personale e condanna
Un uomo è stato condannato per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti destinate allo spaccio. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto diverse tipologie di sostanze frazionate in numerose dosi e una consistente somma di denaro contante, nonostante l'assenza di un'occupazione lavorativa regolare. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo l'uso personale della droga e invocando l'attenuante della lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando integralmente la condanna stabilita nei gradi precedenti. I giudici hanno ritenuto la ricostruzione probatoria solida, coerente e insindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: l’eroina nella casa comune
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto quasi un chilo e mezzo di eroina nell'armadio di una camera da letto all'interno di un appartamento occupato da più persone. La difesa sosteneva che la stanza non fosse riconducibile all'imputato, lamentando l'assenza di un contratto di locazione a suo nome, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e l'illegittimità della confisca di 300 euro. I giudici hanno respinto ogni contestazione: la presenza nella stanza di documenti personali, ricevute di trasferimento di denaro e telefoni cellulari dell'imputato ha dimostrato in modo inequivocabile la disponibilità esclusiva del locale e dello stupefacente. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, convalidando la condanna e la confisca del denaro.
Continua »
Cocaina in ufficio: detenzione di sostanze stupefacenti confermata
L'Imputato nascondeva nel proprio ufficio 4,55 grammi di cocaina, due bilancini di precisione, un fornellino a gas, 22 ritagli di cellophane e fogli con calcoli per la suddivisione delle dosi. I giudici di merito lo hanno condannato per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio, negando la particolare tenuità del fatto per la pericolosità della condotta. L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione chiedendo una rilettura delle prove, l'applicazione della causa di non punibilità e la riduzione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: il giudice di legittimità non può rivalutare i fatti già logicamente accertati e la strumentazione da confezionamento conferma la destinazione della droga alla vendita. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: uso personale e condanna
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la condanna per la detenzione di sostanze stupefacenti. La difesa ha sostenuto che la sostanza fosse destinata al solo uso personale. Inoltre, la difesa ha lamentato l'assenza del capo di imputazione nell'intestazione della sentenza di secondo grado e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. I giudici hanno chiarito che la mancata trascrizione dell'imputazione nell'epigrafe non crea alcuna nullità se i fatti sono descritti chiaramente nella motivazione. La quantità della droga e il possesso di un bilancino di precisione dimostrano l'attività di spaccio, smentendo l'uso personale. I precedenti penali dell'Imputato hanno inoltre precluso le attenuanti generiche. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: no a sconti per il custode
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per la detenzione di sostanze stupefacenti. Il primo imputato custodiva in casa circa sei chilogrammi di cocaina, pari a quasi quarantamila dosi. L'intenso odore della droga nell'abitazione dimostra la piena consapevolezza del reato, escludendo l'attenuante della minima partecipazione. La custodia costituisce infatti un ruolo essenziale e insostituibile nella rete di spaccio. Il secondo imputato contestava l'aumento di pena per la continuazione legata alla detenzione di hashish. La Cassazione ha ritenuto la sanzione ben motivata in base alla gravità del fatto e alla recidiva. Entrambi gli imputati devono pagare le spese processuali e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti tra uso e spaccio
Un individuo condannato per spaccio ha proposto ricorso per Cassazione. La persona accusata sosteneva la destinazione della droga a uso esclusivamente personale per ottenere l'assoluzione. I giudici di merito hanno invece confermato la colpevolezza per la detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata alla vendita, valorizzando il possesso di un bilancino di precisione e di sostanza da taglio idonea a confezionare singole dosi. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. Il ricorrente deve pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: tra scorta e reato
I Giudici di merito hanno condannato due imputati per concorso in detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, dopo il ritrovamento di cinque pacchetti di cocaina, un bilancino e un coltello per il taglio. La difesa ha proposto ricorso per Cassazione contestando l'uso investigativo di fonti confidenziali e sostenendo la tesi della scorta per consumo personale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Gli Ermellini hanno chiarito che la polizia può avviare indagini su segnalazioni confidenziali se poi raccoglie prove autonome. Inoltre, la grande quantità di dosi, gli strumenti da confezionamento e la deperibilità della sostanza escludono l'uso personale e confermano il reato di spaccio.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: scuse assurde e condanna
L'Imputato è stato condannato per il reato legato alla detenzione di sostanze stupefacenti. Durante un controllo, l'uomo è fuggito in moto con due passeggeri che hanno gettato della droga prima di scappare. La difesa ha sostenuto che l'uomo fosse fuggito solo perché privo di patente e che i due sconosciuti fossero saliti a sua insaputa. La Corte di Cassazione ha giudicato la versione del tutto inverosimile e irragionevole, confermando la sua piena consapevolezza del trasporto illecito. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna dell'Imputato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti tra uso personale e spaccio
Un uomo ha subito una condanna penale per detenzione di sostanze stupefacenti dopo il sequestro di un quantitativo idoneo a ricavare numerose dosi. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione sostenendo la destinazione della sostanza a un consumo personale o parzialmente personale. Il ricorrente ha contestato inoltre il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la mancata concessione della sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la valutazione sulle prove e sulla destinazione della droga appartiene esclusivamente al merito. L'elevato numero di dosi, la condotta tenuta durante la perquisizione e i precedenti penali giustificano pienamente la condanna e il rigetto dei benefici richiesti. L'imputato deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Detenzione di sostanze stupefacenti: condanna anche senza possesso
L'Imputato è stato condannato a dodici anni di reclusione e cinquantaduemila euro di multa per il reato di concorso nella detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. La vicenda scaturisce dal sequestro di oltre centoventi grammi di cocaina gettati da un complice durante un controllo e dal possesso congiunto di ulteriori dosi in un veicolo. La difesa ha sostenuto l'assenza di contatto materiale con la droga e l'ipotesi di uso personale per la modica quantità trovata addosso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la piena responsabilità concorsuale accertata tramite intercettazioni, pedinamenti e riscontri oggettivi, oltre alla correttezza del diniego delle attenuanti generiche per via dei gravi precedenti specifici.
Continua »