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Controricorrente — Anno 2023

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864 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Usura leasing: i costi accessori nel calcolo del TEG
In un caso di presunta usura leasing, un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i costi accessori come le spese di incasso, di insoluto e di recupero crediti non rientrano nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini dell'usura, poiché non sono direttamente collegati all'erogazione del credito. La Corte ha inoltre ribadito che la mancanza dell'Indicatore Sintetico di Costo (ISC) non causa la nullità del contratto.
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Contributo unificato: no al raddoppio se si rinuncia
Un'Agenzia Fiscale contesta la qualificazione di un contratto per un impianto fotovoltaico, appellandosi in Cassazione. Tuttavia, rinuncia al ricorso. La Corte dichiara estinto il processo e chiarisce che il contributo unificato raddoppiato non è dovuto in caso di rinuncia, essendo una misura applicabile solo in caso di rigetto o inammissibilità.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
L'Agenzia delle Entrate ha rinunciato al ricorso per cassazione contro una società operante nel settore delle energie rinnovabili. La controversia originaria riguardava la riqualificazione fiscale di un contratto di affitto in concessione di diritto di superficie. A seguito della rinuncia, accettata dalla controparte, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, assorbendo il ricorso incidentale e lasciando le spese a carico di ciascuna parte.
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Estinzione liti pendenti: la Cassazione chiarisce
Una società, nel corso di un giudizio in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022. La Suprema Corte, preso atto della domanda e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione liti pendenti, stabilendo che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, conformemente alla normativa speciale.
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Onere della prova usura: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cliente contro una banca in una causa per usura su un mutuo. La decisione si fonda sulla mancata produzione, nel ricorso, del contratto di mutuo, che ha impedito alla Corte di valutare la fondatezza della censura. Questo caso sottolinea l'importanza dell'onere della prova usura e della specificità degli atti di impugnazione.
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Giudizio di ottemperanza: quando è inammissibile?
Un contribuente avvia un giudizio di ottemperanza per forzare l'annullamento di una cartella di pagamento, come stabilito da una precedente sentenza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33407/2023, chiarisce un punto fondamentale: il giudizio di ottemperanza non è lo strumento corretto per le sentenze di annullamento. Tali decisioni, avendo effetti 'caducatori', sono considerate 'autoesecutive' e non richiedono un'ulteriore azione per essere attuate. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per ottemperanza, cassando la decisione precedente.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Cassazione per la riqualificazione fiscale di un contratto di affitto di terreni per un impianto fotovoltaico. Tuttavia, prima della decisione, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo un punto fondamentale: la sanzione del doppio contributo unificato non si applica in caso di ritiro volontario dell'appello, essendo prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale. Il caso riguardava la validità della notifica di atti impositivi. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per la genericità e la mancanza di specificità dei motivi di appello, che non si confrontavano adeguatamente con la sentenza impugnata. Di conseguenza, la società è stata condannata non solo al pagamento delle spese legali, ma anche a un risarcimento per responsabilità aggravata, sottolineando l'importanza di presentare ricorsi chiari e pertinenti.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale tra l'Amministrazione Finanziaria e una società. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte dell'ente impositore, accettata dalla controparte, senza che la Corte si pronunciasse sul merito della questione relativa alla riqualificazione di un contratto. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Difetto di interesse: ricorso inammissibile se c’è sgravio
Un contribuente impugna avvisi di accertamento ICI per vizi di notifica. Durante il giudizio in Cassazione, ottiene uno sgravio parziale e paga il residuo. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, poiché la pretesa tributaria è stata integralmente soddisfatta, rendendo irrilevante la questione procedurale iniziale.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. Nonostante l'Agenzia delle Entrate avesse presentato ricorso per motivi procedurali, l'avvenuta definizione della controversia ha prevalso, portando alla chiusura del caso e alla compensazione delle spese.
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Imposta di registro art 20: Cassazione stoppa l’abuso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33374/2023, ha stabilito che, ai fini dell'imposta di registro art 20, l'amministrazione finanziaria non può riqualificare un'operazione complessa (conferimento di ramo d'azienda seguito da cessione di quote) in una cessione d'azienda. La tassazione deve basarsi esclusivamente sull'atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi esterni o atti collegati. La decisione si fonda sull'interpretazione autentica e retroattiva della norma, come confermato dalla Corte Costituzionale, riaffermando la natura dell'imposta di registro come "imposta d'atto".
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza sfavorevole riguardante la riqualificazione fiscale di un contratto di affitto per un impianto fotovoltaico. Successivamente, ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito e lasciando le spese a carico di ciascuna parte.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un contenzioso tributario relativo a avvisi di accertamento IRPEF è giunto in Cassazione. Il caso si è concluso prima di una decisione nel merito, poiché il contribuente ha aderito con successo a una definizione agevolata della controversia. Di conseguenza, non essendo stata presentata istanza di prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione materia del contendere, lasciando le spese a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accettazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza un caso di estinzione del giudizio in materia tributaria. L'Agenzia Fiscale, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole sulla riqualificazione di un contratto di affitto per un impianto fotovoltaico, ha rinunciato al ricorso. A seguito dell'accettazione della controparte, una società energetica, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, lasciando le spese a carico delle parti che le hanno sostenute. La decisione non entra nel merito della questione fiscale, ma si limita a prendere atto della volontà delle parti di terminare la lite.
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Estinzione del processo: cosa accade se non si agisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a carico di un contribuente che, dopo aver impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale, non ha proseguito l'azione. In seguito alla proposta di definizione accelerata per improcedibilità, il ricorrente non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Questa inerzia è stata interpretata come una rinuncia tacita al ricorso, comportando l'estinzione del giudizio e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a favore dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata del contenzioso. Il caso vedeva contrapposti l'Agenzia delle Entrate e un contribuente in un ricorso contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. La presentazione della domanda di definizione e il pagamento della prima rata hanno interrotto il processo, portando alla sua conclusione anticipata.
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Procura speciale: quando il ricorso è inammissibile
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile a causa di un difetto nella procura speciale. Il caso, originato da una richiesta di usucapione, evidenzia l'importanza di conferire un mandato specifico per il giudizio di legittimità, pena l'improcedibilità dell'atto, non sanabile da un deposito successivo.
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Estinzione giudizio tributario per rinuncia al ricorso
Un contribuente, in lite con l'Agenzia delle Entrate per questioni relative all'IRPEF, ha fatto ricorso in Cassazione. Successivamente, ha aderito alla definizione agevolata del contenzioso e ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, chiudendo definitivamente la procedura. Le spese processuali sono state lasciate a carico della parte che le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: il caso di rinuncia
Una contribuente impugna una sentenza della Commissione Tributaria. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla procedura di definizione agevolata del contenzioso. A seguito della rinuncia al ricorso, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio tributario, con spese a carico della parte che le ha anticipate.
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