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Controricorrente — Anno 2022

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309 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: lite chiusa tra cliente e banca
Un cliente ha promosso un giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione nei confronti di un istituto di credito. Successivamente, prima della decisione dei giudici, il cliente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. L'istituto di credito ha formalmente accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione del processo. Poiché la banca ha accettato la rinuncia, la Suprema Corte ha stabilito che non occorre provvedere sulle spese di giudizio, lasciandole a carico delle parti che le hanno sostenute.
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Fondo Patrimoniale vs Banca: Inammissibilità Ricorso per Cassazione
Due cittadini avevano costituito un fondo patrimoniale, ma una Banca ha ottenuto che questo fosse dichiarato inefficace per ragioni di credito. Dopo aver perso in appello, i cittadini hanno presentato un ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per cassazione. Questo è avvenuto perché il ricorso è stato notificato in ritardo rispetto ai termini di legge e presentava difetti di forma, non potendo quindi essere esaminato nel merito.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla causa retributiva
Un lavoratore ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro L'Azienda per il pagamento di retribuzioni arretrate. L'Azienda ha proposto opposizione, ma la Corte d'Appello ha confermato il diritto del dipendente al recupero degli stipendi. A seguito del decesso del lavoratore, L'Azienda ha presentato ricorso per la cassazione della sentenza contro Gli Eredi del Lavoratore. Successivamente, L'Azienda ha optato per la rinuncia al ricorso in Cassazione, sottoscritta e accettata reciprocamente anche dai controricorrenti. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo. Senza dover liquidare le spese legali a causa dell'accordo tra le parti, la sentenza d'appello favorevole ai familiari è diventata definitiva.
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Licenziamento Collettivo: Aziende Rinunciano, Pagano le Spese
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di licenziamento collettivo dove le Aziende, già condannate a reintegrare una Lavoratrice e a risarcirla, hanno rinunciato al ricorso in Cassazione. La Lavoratrice non ha accettato esplicitamente la rinuncia ma ha chiesto la condanna alle spese. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, ponendo le spese a carico delle Aziende rinuncianti. Questo evidenzia come la rinuncia al ricorso, anche se unilaterale, porti all'estinzione del processo e all'applicazione del principio di causalità per le spese legali.
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Ricorso contro Banca: Estinzione del processo per rinuncia concordata
I Ricorrenti, un gruppo di individui e società, avevano presentato un ricorso contro La Banca. Successivamente, sia I Ricorrenti che La Banca hanno depositato dichiarazioni di rinuncia al ricorso e di accettazione della rinuncia. La Corte di Cassazione ha preso atto di queste volontà concordi. Pertanto, ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, chiudendo la causa senza una decisione sul merito. La Corte ha anche stabilito la compensazione integrale delle spese di lite, il che significa che ogni parte sosterrà i propri costi legali.
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Rinuncia al ricorso: costi e conseguenze senza accettazione
Un Ricorrente ha deciso di rinunciare al ricorso presentato contro una sentenza di appello. Il Controricorrente non ha accettato formalmente questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche senza l'accettazione della controparte, la rinuncia al ricorso comporta l'obbligo per il Ricorrente di pagare le spese legali sostenute dal Controricorrente. La Corte ha liquidato le spese legali, includendo anche un rimborso forfettario. Questo caso chiarisce le conseguenze economiche della rinuncia al ricorso nel processo civile.
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Proroga trattenimento straniero: la Cassazione tutela la libertà personale
Un cittadino straniero era trattenuto in un Centro di Permanenza per i Rimpatri. Il Giudice di Pace aveva concesso una seconda proroga trattenimento straniero per trenta giorni, basandosi solo su una richiesta della Questura che aveva sollecitato l'identificazione. Lo straniero ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha stabilito che per una seconda proroga servono "elementi concreti" che rendano probabile l'identificazione o la necessità del mantenimento per il rimpatrio. Poiché tali elementi mancavano, la Corte ha accolto il ricorso, annullando il decreto di proroga e condannando il Ministero dell'Interno alle spese.
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Contratto di Ormeggio: Custodia Negata, Ricorso Inammissibile
Un proprietario di imbarcazione ha chiesto risarcimento per danni, sostenendo che il contratto di ormeggio con una società includeva l'obbligo di custodia. Il Tribunale ha negato il risarcimento, ritenendo l'obbligo non provato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del proprietario inammissibile. Ha ribadito che il contratto di ormeggio non include automaticamente la custodia. L'obbligo di custodia deve essere specificamente dimostrato. Il proprietario ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Correzione di errore materiale: nome errato nella sentenza
Un lavoratore ha ottenuto una decisione a proprio favore contro la società datrice di lavoro. La Suprema Corte ha tuttavia commesso una svista nell'intestazione del provvedimento, inserendo un nome di battesimo errato per il cittadino difeso. Il lavoratore ha quindi presentato un'istanza per richiedere la correzione di errore materiale. I giudici hanno accolto la domanda verificando gli atti difensivi depositati e la procura speciale originaria. L'inesatta indicazione non genera nullità quando l'identità del soggetto emerge con assoluta certezza dal contesto processuale. La Corte ha pertanto ordinato la rettifica del nome proprio nell'ordinanza senza addebitare spese di lite, data la natura strettamente amministrativa del procedimento.
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Rimborso IVA: il ritardo nella fideiussione sospende gli interessi
Una Società ha richiesto il rimborso di un credito IVA, ma ha fornito con ritardo la documentazione e la garanzia fideiussoria richieste dall'Agenzia delle Entrate. Sebbene il rimborso sia stato erogato, la Società ha contestato il calcolo degli interessi, sostenendo che il ritardo nella presentazione della fideiussione non dovesse comportare la sospensione interessi rimborso IVA. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della Società, stabilendo che la mancata o tardiva produzione della garanzia fideiussoria sospende legittimamente la maturazione degli interessi sul credito IVA.
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Mediazione immobiliare senza iscrizione: quando l’attività è solo preparatoria
L'Autorità Amministrativa ha sanzionato un Professionista per presunta attività di mediazione immobiliare senza iscrizione, basandosi sulla pubblicazione di annunci con i suoi contatti. Il Professionista ha contestato, sostenendo che la sua fosse mera attività preparatoria. Il Tribunale ha annullato la sanzione, qualificando l'attività come accessoria. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la semplice indicazione dei contatti negli annunci non prova lo svolgimento di vera mediazione, che richiede l'effettivo mettere in relazione le parti per un affare. L'Autorità Amministrativa non ha fornito prove sufficienti. Il Professionista ha vinto.
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Definizione agevolata tributi: l’Istituto cerca pace, il Comune deve chiarire
Un Istituto educativo ha contestato un avviso di accertamento ICI per l'anno 2003. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto il suo appello. L'Istituto ha poi presentato diverse istanze di definizione agevolata tributi per sanare la propria posizione fiscale. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di verificare il perfezionamento di tali definizioni, ha disposto l'acquisizione di informazioni scritte dal Comune e ha rinviato la causa per ulteriori decisioni.
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Vizio di notifica: un errore blocca il ricorso in Cassazione
Un Cittadino ha impugnato cartelle esattoriali per multe stradali. Il Tribunale aveva annullato la sentenza di primo grado per presunta nullità della citazione. Il Cittadino ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte, tuttavia, non ha esaminato il merito della questione sulla nullità della citazione o la tardività dell'appello. Ha invece rilevato un vizio di notifica del ricorso stesso a Roma Capitale, uno dei soggetti coinvolti. Il ricorso era stato notificato al Sindaco anziché al difensore già costituito in appello. La Cassazione ha quindi rinviato il caso, ordinando al Cittadino di provvedere a una nuova e corretta notifica entro trenta giorni.
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Estinzione del processo per rinuncia: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di licenziamento in cui le aziende ricorrenti, già in liquidazione, hanno rinunciato al ricorso. Nonostante la lavoratrice non abbia accettato formalmente la rinuncia, ha richiesto la liquidazione delle spese legali. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, stabilendo che tale atto produce effetti anche senza accettazione, poiché fa passare in giudicato la sentenza impugnata. Di conseguenza, le aziende sono state condannate a rimborsare le spese legali alla lavoratrice.
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Acqua non potabile: la Cassazione conferma giurisdizione ordinaria
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **acqua non potabile** fornita ai consumatori. I Consumatori avevano citato in giudizio l'Azienda Fornitrice per risarcimento danni e riduzione della tariffa. L'Azienda Fornitrice aveva chiesto all'Ente Regionale e all'Autorità d'Ambito di essere manlevata (risarcita) per quanto dovuto ai Consumatori. Il Tribunale aveva negato la giurisdizione del giudice ordinario per questa domanda di manleva, ritenendola di competenza amministrativa. La Cassazione ha invece stabilito che il giudice ordinario ha giurisdizione sulla domanda di manleva, poiché essa deriva dal rapporto contrattuale di fornitura dell'acqua e non da un contestato esercizio del potere amministrativo. La sentenza di appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Estinzione del Processo e Spese
Un socio lavoratore di una società aveva chiesto il pagamento della sua quota di utili e il riconoscimento di un diritto alla retribuzione. I tribunali inferiori avevano respinto la sua domanda. Il socio ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, però, il ricorrente ha deciso di rinunciare al ricorso, e la società ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, senza condannare alle spese e senza applicare l'obbligo del contributo unificato aggiuntivo.
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Inadempimento Contrattuale: Divise Difettose, Ricorso Inammissibile
Un Committente ha commissionato a un Fornitore la produzione di divise. Il Committente ha poi contestato l'inadempimento contrattuale del Fornitore, lamentando ritardi e difetti nella merce, e ha chiesto il risarcimento dei danni e l'ammissione al passivo della procedura di liquidazione del Fornitore. Il Tribunale ha respinto la domanda, rilevando che il Committente aveva già applicato le penali per il ritardo e aveva accettato e utilizzato le divise. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Committente, confermando la decisione del Tribunale. La Corte ha ritenuto che il Committente non avesse adeguatamente contestato le motivazioni della sentenza precedente, in particolare l'accettazione della fornitura.
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Espulsione e Mancanza Procura Speciale: Ricorso Improcedibile
Un Cittadino ha presentato ricorso contro un provvedimento di espulsione. Il ricorso si basava sul diritto alla libera circolazione e soggiorno, sostenendo anche la cittadinanza italiana del ricorrente. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso. Questo è avvenuto a causa della **mancanza della procura speciale** (l'autorizzazione a rappresentarlo) che l'avvocato del Cittadino non ha depositato entro i termini stabiliti. La mancanza di questo documento fondamentale ha impedito l'esame del merito della questione, portando alla condanna del difensore al pagamento delle spese legali e di un ulteriore contributo unificato.
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Anzianità di Servizio: Stabilizzazione non cancella il passato lavorativo
Una Lavoratrice, assunta inizialmente con contratti a tempo determinato e poi stabilizzata a tempo indeterminato, ha richiesto il riconoscimento anzianità servizio per i periodi pregressi. L'Azienda aveva negato tale riconoscimento, sostenendo differenze nei requisiti di assunzione. Il Tribunale aveva dato ragione alla Lavoratrice, ma la Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione. La Cassazione ha accolto il ricorso della Lavoratrice, affermando che il principio di non discriminazione impone il riconoscimento dell'anzianità maturata nei contratti a termine, se le mansioni erano identiche. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Cessazione materia del contendere tributaria: lite chiusa o solo sospesa?
L'Agenzia delle Entrate ha accertato maggiori utili a una società e poi alla sua socia unica. La socia ha impugnato l'atto e, dopo un primo successo, in appello il giudice ha dichiarato la cessazione della materia del contendere tributaria, basandosi su una richiesta di definizione agevolata presentata dalla contribuente. L'Agenzia ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la definizione agevolata non era ancora perfezionata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la cessazione della materia del contendere non poteva essere dichiarata se la pratica di condono non era conclusa.
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