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Controricorrente — Anno 2022

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309 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Controricorrente

Provvedimenti

Licenziamento per assenza ingiustificata: confermato il recesso
Un lavoratore ha impugnato il proprio licenziamento per assenza ingiustificata, contestando anche il mancato pagamento degli straordinari e richiedendo un livello contrattuale superiore. La Corte d'Appello ha riconosciuto solo le differenze retributive per il livello superiore. Il lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata convocazione di un confronto tra testimoni e la nullità del recesso per violazione delle tutele disciplinari. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la valutazione dei testimoni spetta esclusivamente al giudice di merito e che non si possono introdurre motivi di nullità del licenziamento per la prima volta in appello, trattandosi di una domanda nuova vietata dalla legge. Il lavoratore ha perso la causa ed è stato condannato a pagare le spese processuali.
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Rinvio a nuovo ruolo: se il fascicolo sparisce la causa si ferma
L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione contro Il Lavoratore per contestare una sentenza della Corte d'Appello. Durante l'udienza in camera di consiglio, la Corte di Cassazione ha rilevato l'assenza del fascicolo d'ufficio, documento indispensabile per poter esaminare e decidere il caso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, ordinando alla cancelleria di effettuare le ricerche e gli adempimenti necessari per il recupero del fascicolo. Nessuna decisione sul merito della controversia è stata quindi assunta in questa fase.
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Gratuito patrocinio: le spese vanno allo Stato e non al privato
Due cittadini ammessi al gratuito patrocinio vincono una causa in Cassazione. La Suprema Corte condanna la parte sconfitta a pagare le spese legali direttamente ai cittadini vittoriosi anziché allo Stato, commettendo un errore materiale. I cittadini chiedono quindi la correzione del provvedimento. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che, in caso di ammissione al gratuito patrocinio, le spese processuali poste a carico della parte soccombente devono essere versate obbligatoriamente e direttamente allo Stato. La Corte corregge quindi il dispositivo dell'ordinanza precedente disponendo il pagamento a favore dello Stato.
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Liquidazione dei compensi degli avvocati: scontro sul rito
Un avvocato ha avviato un giudizio davanti al Giudice di Pace per ottenere il pagamento delle proprie spettanze professionali. La controversia riguarda la corretta applicazione del rito sommario speciale, previsto dal Decreto Legislativo 150/2011, per la liquidazione dei compensi degli avvocati quando la causa è di competenza del Giudice di Pace. Data l'assenza di precedenti specifici e l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, la Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione ha pronunciato un'ordinanza interlocutoria. Con questa decisione, la Corte non ha risolto direttamente il merito, ma ha rimesso la causa alla pubblica udienza affinché si possa fare chiarezza su questo delicato aspetto procedurale.
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Acquisizione del fascicolo di merito: stop della Cassazione
Una Società in liquidazione ha proposto ricorso in Cassazione contro l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per impugnare una sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell'Abruzzo. La Suprema Corte, esaminando il caso, ha ritenuto di non poter decidere immediatamente la controversia. Per questo motivo, i giudici hanno emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo l'acquisizione del fascicolo di merito. Questo passaggio è indispensabile per verificare i documenti e le prove raccolte nei precedenti gradi di giudizio. La decisione finale è stata quindi rinviata in attesa che la cancelleria esegua l'attività ordinata, garantendo così una valutazione completa e corretta della vicenda fiscale.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: ko del fisco senza prove
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società cooperativa l'indebita detrazione dell'IVA per l'acquisto di bestiame, ipotizzando operazioni soggettivamente inesistenti. Secondo il fisco, il fornitore era fittizio perché privo di sede idonea e di contabilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria. I giudici hanno stabilito che spetta al fisco dimostrare non solo l'inesistenza del fornitore, ma anche la consapevolezza del compratore di partecipare a una frode. La semplice mancanza di sede o contabilità del venditore non basta a provare che l'acquirente fosse d'accordo o potesse accorgersi dell'inganno. Vince la cooperativa, che mantiene il diritto alla detrazione delle imposte.
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Raddoppio dei termini di accertamento: Fisco batte cooperativa
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento IRPEF nei confronti di una Società Cooperativa. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto, ritenendo illegittimo il raddoppio dei termini di accertamento poiché alla società era contestata solo una violazione amministrativa, non penale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che il raddoppio dei termini di accertamento scatta in presenza di seri indizi di reato che impongono l'obbligo di denuncia penale, indipendentemente dall'effettivo esito del processo penale. Nel caso specifico, l'indagine coinvolgeva un'operazione unitaria complessa che riguardava anche il legale rappresentante della società, giustificando così il maggior tempo a disposizione dell'amministrazione finanziaria per effettuare i controlli.
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Correzione errore materiale: quando il giudice scambia l’avvocato
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione errore materiale presentata dal difensore di una delle parti del processo. Nel testo di una precedente ordinanza, l'intestazione indicava erroneamente un avvocato come difensore della parte controricorrente, mentre l'effettivo patrocinatore era un altro professionista. La Suprema Corte, riscontrando l'effettiva presenza dell'errore di battitura nell'epigrafe del provvedimento, ha disposto la correzione del nome del difensore nell'ordinanza originale, ristabilendo la corretta rappresentanza legale senza modificare in alcun modo il contenuto della decisione finale.
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Rimborso imposte terremoto: scontro tra fisco e contribuenti
Un contribuente siciliano ha richiesto il rimborso imposte terremoto pari al 90% delle tasse versate nel triennio 1990-1992, a seguito del sisma del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha opposto il silenzio rifiuto. Dopo le decisioni favorevoli al contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. L'Agenzia ha contestato la spettanza del rimborso, sostenendo che il contribuente, in quanto socio amministratore di una società di persone, svolgeva un'attività economica esclusa dalle agevolazioni secondo le norme europee sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione complessa e non di immediata soluzione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo il rinvio della causa alla Quinta Sezione civile per la trattazione in pubblica udienza.
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