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Concordato In Appello — Anno 2025

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624 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'ordinanza ribadisce che, una volta accettato l'accordo sulla pena, l'impugnazione è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione della volontà o all'illegalità della sanzione, escludendo una rivalutazione del merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il cosiddetto "concordato in appello" (ex art. 599 bis c.p.p.), aveva tentato di sollevare ulteriori motivi di doglianza. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutti gli altri motivi di appello, rendendo il successivo ricorso possibile solo in casi eccezionali, come vizi della volontà o illegalità della pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro una sentenza per traffico di stupefacenti, emessa a seguito di un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare in Cassazione questioni di merito, come la valutazione del ruolo dell'imputato o la congruità della sanzione, a meno che non si configuri un'ipotesi di pena illegale.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di possibili cause di assoluzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare questioni di merito, poiché l'adesione al concordato in appello implica una rinuncia a tali doglianze.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Suprema Corte chiarisce che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile impugnare la sentenza per motivi rinunciati o per vizi nella determinazione della sanzione, salvo che questa non sia illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver stipulato un concordato in appello, ha sollevato questioni sull'utilizzabilità delle prove. La Suprema Corte ribadisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutti i motivi di impugnazione diversi dall'applicazione di una pena illegale, cristallizzando la decisione sui punti non oggetto dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti di ammissibilità del ricorso dopo un concordato in appello. La sentenza analizza diversi casi: un ricorso viene accolto per un errore di calcolo della pena concordata, mentre altri vengono dichiarati inammissibili poiché, con l'accordo, gli imputati avevano rinunciato ai relativi motivi. La Corte conferma anche la sussistenza dell'aggravante del metodo mafioso, basandosi sulle modalità eclatanti del delitto piuttosto che sul movente.
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Ricorso per cassazione generico e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza di concordato in appello. L'imputato lamentava la mancata declaratoria di prescrizione del reato, ma il motivo è stato ritenuto un ricorso per cassazione generico. La Corte ha chiarito che, sebbene la prescrizione maturata prima della sentenza sia rilevabile, il motivo deve essere specifico. Nel caso di specie, la prescrizione non era ancora maturata al momento della decisione d'appello.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver beneficiato di una riduzione di pena tramite un concordato in appello, aveva impugnato la sentenza per carenza di motivazione. La Corte ribadisce che l'accordo implica la rinuncia ai motivi relativi alla responsabilità, cristallizzando la motivazione della sentenza di primo grado e limitando fortemente i motivi di un successivo ricorso.
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Concordato in appello: no ricorso su responsabilità
Due imputati, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un "concordato in appello", hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione per contestare la loro colpevolezza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, spiegando che l'adesione al concordato in appello costituisce una rinuncia a sollevare altre questioni, inclusa la responsabilità, con un effetto preclusivo che si estende fino al giudizio di legittimità.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza che ha ratificato un concordato in appello. L'accordo tra le parti sui motivi di appello preclude la possibilità di sollevare in Cassazione doglianze relative a vizi di motivazione, in quanto si considerano rinunciate.
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Concordato in appello: rinuncia e confisca, la guida
Un imprenditore, condannato per reati fiscali, ottiene una riduzione della pena tramite concordato in appello, ma la confisca viene confermata. La Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, stabilendo che la rinuncia ai motivi di appello, insita nel concordato in appello, si estende anche alle statuizioni sulla confisca, in quanto capo autonomo della decisione non rientrante nel mero trattamento sanzionatorio.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), ha contestato la quantificazione della stessa. La decisione sottolinea che l'accordo preclude la possibilità di impugnare gli aspetti sanzionatori che ne sono stati oggetto, confermando la natura vincolante di tale patteggiamento processuale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'imputato, condannato per tentata rapina, lamentava la mancata applicazione del lavoro di pubblica utilità. La Corte ha stabilito che i vizi di motivazione sulla pena non sono un motivo valido di ricorso in questi casi, a meno che la pena non sia palesemente illegale. La decisione è stata confermata anche nel merito, data la recidiva dell'imputato.
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Rinuncia alla prescrizione: quando è valida in appello?
Un soggetto, condannato in primo grado, concorda in appello una riduzione della pena, rinunciando a quasi tutti i motivi di gravame. Successivamente, ricorre in Cassazione lamentando la mancata declaratoria di prescrizione per alcuni reati. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, specificando che la rinuncia formale al motivo d'appello sulla prescrizione, effettuata tramite procuratore speciale, costituisce una valida e irrevocabile rinuncia alla prescrizione stessa. Inoltre, ha ribadito che per il reato abituale di esercizio abusivo di attività finanziaria, la prescrizione decorre dalla cessazione della condotta.
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Estorsione prolungata: no alla prescrizione del reato
Un imputato, condannato per estorsione pluriaggravata, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, qualificando l'estorsione prolungata come un reato a consumazione progressiva. In questi casi, il termine di prescrizione non inizia a decorrere dalla prima richiesta, ma dall'ultimo atto di riscossione del profitto illecito, rendendo l'intera condotta un unico reato continuato nel tempo.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la doppia conforme
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14472/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati condannati in appello per reati come rapina, furto e spaccio. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'inammissibilità del ricorso in Cassazione quando questo si limita a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nei primi due gradi di giudizio (c.d. 'doppia conforme') o a contestare la valutazione dei fatti, compito che non spetta alla Suprema Corte. La decisione sottolinea come il ricorso debba evidenziare vizi di legge specifici e non trasformarsi in un terzo grado di merito.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite il concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione di un possibile proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni a cui si è implicitamente rinunciato, come la verifica delle condizioni per l'assoluzione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. La Corte ha ribadito che l'impugnazione per omessa motivazione è inammissibile se generica e non specifica, confermando i limiti stringenti per contestare tali accordi processuali e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. La decisione chiarisce che, una volta accettato l'accordo, non è più possibile contestare in Cassazione i motivi a cui si è rinunciato, come la valutazione della responsabilità o la concessione di attenuanti. Il ricorso è ammesso solo per vizi legati alla formazione dell'accordo stesso.
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