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Concordato In Appello — Anno 2025

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624 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado attraverso il concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a sollevare in Cassazione questioni diverse da quella sull'illegalità della pena. Questa decisione chiarisce l'effetto preclusivo del concordato in appello.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36667/2025, chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi di diversi imputati per reati associativi di stampo mafioso, i quali avevano rinunciato ai motivi di appello in cambio di una rideterminazione della pena. La decisione sottolinea che tale accordo preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni coperte dalla rinuncia, anche se relative a nullità o all'accertamento di responsabilità. È stato invece esaminato nel merito e rigettato il ricorso di un imputato che non aveva aderito all'accordo.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 36664/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena, previsto dall'art. 599-bis c.p.p., implica la rinuncia ai motivi di appello oggetto dell'accordo stesso. Di conseguenza, non è possibile presentare ricorso in Cassazione per contestare aspetti della pena che sono stati precedentemente concordati tra le parti, rendendo il ricorso inammissibile.
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Ricorso in Cassazione: i limiti e l’inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato da tre persone. Per uno, l'inammissibilità deriva dall'aver accettato un concordato in appello, rinunciando così a contestare la pena. Per gli altri due, il ricorso è inammissibile perché presentato personalmente e non tramite un avvocato specializzato, come richiesto dalla legge.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (cd. concordato in appello), ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione e la mancata valutazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la rinuncia ai motivi di appello, implicita nel concordato, preclude la possibilità di sollevare le stesse questioni in sede di legittimità. La decisione conferma che l'accordo sulla pena ha un effetto preclusivo quasi totale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da due imputati dopo aver stipulato un concordato in appello. La Corte ribadisce che l'accordo preclude la possibilità di sollevare in Cassazione motivi oggetto di rinuncia, comprese le questioni sulle misure di sicurezza, e vieta di presentare richieste unilaterali successive, come quella di applicazione di pene sostitutive, che modificherebbero l'accordo stesso.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un 'concordato in appello'. L'imputato lamentava un difetto di motivazione sulla sua volontà di aderire all'accordo, ma la Corte ha ritenuto le sue argomentazioni generiche e 'frasi di stile', prive di elementi concreti, confermando che l'accordo tra le parti limita fortemente i motivi di impugnazione successivi.
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Responsabilità solidale per reati diversi: la Cassazione
Un pubblico ufficiale, condannato per corruzione, ricorre in Cassazione contestando la condanna alla responsabilità solidale per il risarcimento del danno insieme ad altri imputati per reati diversi. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile a causa di un precedente concordato in appello, ma coglie l'occasione per chiarire un importante principio: la responsabilità solidale non sorge solo in caso di concorso nello stesso reato, ma anche quando più condotte illecite, seppur distinte, contribuiscono a cagionare un unico evento dannoso, come un danno all'immagine della Pubblica Amministrazione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena tramite un concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che i motivi di ricorso contro tali sentenze sono limitati per legge e non includono censure generiche sulla motivazione o sul trattamento sanzionatorio, che è stato oggetto di accordo tra le parti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva rideterminato la pena in base a un 'concordato in appello' ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi di ricorso sono limitati in questi casi e che la scelta di accordarsi sulla pena preclude la possibilità di sollevare determinate censure in sede di legittimità.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di secondo grado che aveva rideterminato la pena sulla base di un concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione a tale accordo procedurale, previsto dall'art. 599-bis c.p.p., preclude la possibilità di sollevare successive contestazioni sulla responsabilità o sull'entità della pena, rendendo il ricorso per tali motivi non esperibile.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che aveva rideterminato la sua pena in base a un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che i motivi di impugnazione contro tali sentenze sono tassativamente limitati dalla legge e non consentono di rimettere in discussione l'accordo raggiunto tra le parti, se ritenuto congruo dal giudice.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello per reati di droga, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un'errata motivazione sulla quantificazione della sanzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che le sentenze basate su questo tipo di accordo possono essere impugnate solo per vizi procedurali specifici e non per contestare la congruità della pena concordata, che è oggetto di rinuncia da parte dell'imputato.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi di impugnazione, impedendo di sollevare in Cassazione questioni come la mancata assoluzione ex art. 129 c.p.p. o la misura della pena concordata, salvo i casi di illegalità.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte stabilisce che l'accordo formalizzato in udienza prevale su qualsiasi proposta precedente e che il ricorso è possibile solo per vizi specifici, come l'illegalità della pena o un difetto nella formazione della volontà, non per un semplice ripensamento sulla pena concordata.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti contro una sentenza emessa a seguito di "concordato in appello". La Corte chiarisce che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare in Cassazione sia il mancato proscioglimento sia la misura della pena stessa, cristallizzando i limiti di questo istituto processuale.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza di un concordato in appello. L'analisi si concentra sulla coerenza della pena applicata rispetto a quella pattuita, sulla rinuncia implicita a motivi di proscioglimento e sull'impossibilità di contestare la misura della pena liberamente concordata. La decisione ribadisce la natura negoziale dell'istituto e i limiti dell'impugnazione.
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Ricorso in cassazione: i limiti dopo il concordato
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato), ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contestando la qualificazione giuridica del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso in cassazione inammissibile, ribadendo che, dopo un concordato, i motivi di impugnazione sono estremamente limitati e non possono riguardare aspetti ai quali si è implicitamente rinunciato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello per furto aggravato. La Corte ha ribadito che l'accordo sui motivi di appello preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni relative alla responsabilità penale, considerate rinunciate. La manifesta infondatezza del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado tramite un concordato in appello, contestava il bilanciamento delle circostanze. La Corte ha ribadito che la sentenza emessa ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p. non è impugnabile per motivi relativi alla determinazione della pena concordata, salvo i casi di illegalità della sanzione stessa.
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