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Concordato In Appello — Anno 2025

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624 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Concordato In Appello

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello emessa a seguito di un concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile impugnare la decisione né per motivi ai quali si è rinunciato esplicitamente, né per contestare l'entità della pena concordata, che rappresenta il cuore dell'accordo stesso. Il ricorso inammissibile è una conseguenza diretta della natura pattizia di tale istituto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un "concordato in appello" per il reato di rapina, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata assoluzione e la mancata riqualificazione del reato in fatto di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la natura stessa del concordato in appello implica una rinuncia ai motivi di ricorso relativi alla determinazione della pena, inclusa la qualificazione giuridica del fatto.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di cinque imputati condannati per rissa aggravata e altri reati. La sentenza chiarisce che l'adesione al concordato in appello implica la rinuncia a contestare i motivi dell'accordo. Per gli altri imputati, i ricorsi sono stati respinti per genericità e per la pretesa di una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro le pene accessorie confermate in un concordato in appello. La Corte ha stabilito che, salvo i casi di illegalità della pena, l'accordo tra le parti preclude la possibilità di contestare la commisurazione della sanzione in sede di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena tramite il concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.), contestava l'illegalità della pena stessa. La Corte ha stabilito che l'adesione al concordato in appello comporta una rinuncia a proporre ulteriori impugnazioni, avendo un effetto preclusivo sull'intero processo, compreso il giudizio di legittimità.
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Affectio societatis nello spaccio: la nuova sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di tre individui condannati per traffico di droga. Mentre i ricorsi di due imputati sono stati respinti, quello di un terzo è stato accolto, annullando la condanna per partecipazione ad associazione a delinquere. La Corte ha ritenuto che mancasse una prova adeguata dell'affectio societatis, poiché il solo pagamento di una somma fissa a un gruppo criminale per poter operare sul suo territorio non è sufficiente a dimostrare un'effettiva partecipazione al sodalizio.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e concordato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile proposto contro una sentenza di Appello basata su un accordo tra le parti (ex art. 599-bis c.p.p.). Il ricorso viene rigettato perché il giudice d'appello aveva correttamente verificato la congruità della pena e la legalità dell'accordo, rendendo superflua ogni ulteriore impugnazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: la rinuncia alla confisca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello), contestava la confisca di una somma di denaro. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a tutti gli altri motivi di appello, comprese le questioni relative a misure di sicurezza come la confisca, che costituisce un capo autonomo della decisione.
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Ricorso patteggiamento appello: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento in appello. La decisione chiarisce che il ricorso patteggiamento appello è consentito solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo e non per contestare il merito della colpevolezza. L'accordo, una volta ratificato dal giudice, diventa un negozio processuale non modificabile unilateralmente, salvo l'ipotesi di pena illegale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: validità e limiti dell’accordo
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla validità di un concordato in appello concluso da un avvocato sostituto, ritenendolo valido data la presenza dell'imputato. La sentenza chiarisce che la rinuncia ai motivi di gravame si estende a tutte le questioni non pattuite, inclusa la qualificazione del reato. Inoltre, distingue la responsabilità penale tra chi offre droga in vendita e il potenziale acquirente, annullando la condanna di quest'ultimo in assenza di prove di un accordo.
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Pena accessoria: calcolo nel reato continuato
La Corte di Cassazione si pronuncia su diversi ricorsi, chiarendo i limiti dell'impugnazione in caso di 'concordato in appello' e stabilendo principi cruciali sul calcolo della pena accessoria. In particolare, la Corte annulla l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, ribadendo che la pena accessoria deve essere commisurata alla sanzione base per il reato più grave e non alla pena complessiva derivante dalla continuazione.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza basata su un concordato in appello. L'imputato sosteneva la nullità dell'accordo a causa di una successiva modifica legislativa delle pene. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso contro un concordato in appello sono limitati ai vizi del consenso e non possono basarsi su mutamenti normativi, a meno che non derivino da una declaratoria di incostituzionalità.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la propria responsabilità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che con il concordato in appello si rinuncia a contestare il merito della condanna, e l'impugnazione è consentita solo per vizi specifici, come l'illegalità della pena concordata, e non per rimettere in discussione la colpevolezza.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati che avevano precedentemente accettato un concordato in appello. La Corte ribadisce che, aderendo a tale procedura, si rinuncia ai motivi di impugnazione originari, limitando la possibilità di ricorrere in Cassazione ai soli vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso e non più a questioni di merito sulla responsabilità o sulla pena.
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Concordato in Appello: Limiti al Ricorso per Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso dopo un concordato in appello. Se l'imputato rinuncia a specifici motivi, non può riproporli in Cassazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché, a seguito dell'accordo, non è possibile contestare la valutazione di merito del giudice o il mancato proscioglimento per motivi a cui si è rinunciato.
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Concordato in appello: ricorso inammissibile
Un imputato ha impugnato in Cassazione la pena derivante da un concordato in appello, lamentando un difetto di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché l'accordo tra le parti implica la rinuncia ai motivi di impugnazione e il giudice d'appello aveva comunque valutato la congruità della pena.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
Una persona, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (concordato in appello) per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che le sentenze frutto di accordo possono essere impugnate solo per vizi procedurali o per illegalità della pena, non per contestare la misura della sanzione liberamente pattuita tra le parti.
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Amministratore di diritto: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un amministratore di diritto, ritenendolo consapevole e partecipe alla distrazione di fondi operata dall'amministratore di fatto. La sentenza chiarisce che la semplice qualifica formale non esclude la responsabilità penale quando indizi precisi, come l'esecuzione di ingenti bonifici ingiustificati, dimostrano il suo coinvolgimento. Viene invece annullata con rinvio la decisione relativa all'amministratore di fatto per un vizio procedurale legato alla mancata valutazione della richiesta di conversione della pena.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello) per furto aggravato, aveva impugnato la sentenza per carenza di motivazione sulla sua responsabilità. La Corte ha ribadito che il concordato in appello implica la rinuncia a contestare la colpevolezza, e il ricorso è ammissibile solo per vizi della volontà, illegalità della pena o prescrizione maturata prima della sentenza d'appello.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso
La Cassazione chiarisce i limiti del ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. L'impugnazione è inammissibile se non contesta l'illegalità della pena, ma solo la sua quantificazione, anche se basata su un presunto errore nel bilanciamento delle circostanze. Il caso riguardava una rapina aggravata in cui la pena concordata, pur discussa, rientrava nei limiti di legge.
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