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Azione Di Manleva

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Azione legale con cui un soggetto, chiamato a rispondere di un danno, chiede di essere tenuto indenne (cioè protetto dalle conseguenze economiche) da un altro soggetto, ritenuto il vero o principale responsabile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità contrattuale del dipendente: il lavoratore paga
Un dipendente di un istituto di credito ha effettuato operazioni finanziarie speculative non autorizzate sui conti di alcuni clienti, utilizzando moduli in bianco o con firme false. I clienti hanno chiesto il risarcimento alla banca, che ha poi transatto la lite per 700.000 euro. La banca ha quindi esercitato un'azione di regresso chiedendo la condanna del lavoratore a titolo di responsabilità contrattuale del dipendente per 100.000 euro. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del dipendente, respingendo il suo ricorso. La Corte ha chiarito che l'illecito del lavoratore verso il datore di lavoro costituisce un inadempimento contrattuale soggetto alla prescrizione ordinaria di dieci anni e non a quella quinquennale.
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Buoni fruttiferi postali: condanna per l’incasso senza delega
Il Tutore di un soggetto interdetto ha citato in giudizio l'Ente Postale e il Fratello dell'interdetto per ottenere la restituzione della quota di dieci buoni fruttiferi postali cointestati all'interdetto e alla madre deceduta. Il Fratello aveva riscosso illegittimamente i titoli senza averne diritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fratello e dichiarato inammissibile quello dell'Ente Postale. I giudici hanno confermato che i buoni fruttiferi postali non possono essere riscossi da terzi senza delega legittima e che l'Ente Postale risponde in solido per aver consentito il pagamento a un soggetto non autorizzato. Il Fratello non ha provato di aver usato le somme per la cura della madre.
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Azione revocatoria ordinaria: tutela immediata per l’acquirente
Una società di cartolarizzazione, creditrice di un'azienda, promuove un'azione revocatoria ordinaria contro la vendita di un immobile industriale effettuata da quest'ultima a favore di alcune società di leasing. La Corte d'Appello dichiara inefficace la vendita e ritiene inammissibile la richiesta di risarcimento (manleva) avanzata dalle società di leasing contro la venditrice, reputandola prematura prima dell'effettiva perdita del bene. La Corte di Cassazione, pur confermando l'inefficacia della vendita per la sussistenza del pregiudizio al creditore, accoglie il ricorso delle società di leasing. I giudici sanciscono che il terzo acquirente, in pendenza di azione revocatoria ordinaria, ha il diritto di proporre immediatamente una domanda di garanzia e manleva contro il debitore alienante nello stesso processo, per ragioni di economia processuale, senza dover attendere l'esito dell'azione esecutiva del creditore.
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Responsabilità extracontrattuale: materiali difettosi e danni
Il Committente ha appaltato la costruzione di un capannone all'Appaltatore, il quale ha subappaltato la copertura al Subappaltatore. Quest'ultimo ha acquistato lastre in fibrocemento dal Fornitore. A causa di gravi infiltrazioni dovute a lastre difettose, il Committente ha chiesto il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello ha escluso la responsabilità del Fornitore, ritenendo inapplicabile l'articolo 1669 del codice civile ed escludendo anche la generica responsabilità extracontrattuale. La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi del Subappaltatore, dell'Appaltatore e del Committente. I giudici hanno chiarito che l'inapplicabilità della disciplina speciale sulla rovina di edifici non esclude affatto la responsabilità extracontrattuale generale del fornitore di materiali difettosi, purché il danneggiato ne provi tutti gli elementi costitutivi, inclusa la colpa. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Ripartizione responsabilità: 50% al costruttore senza colpa?
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza che condannava un Costruttore-Venditore a pagare il 50% dei danni per infiltrazioni, pur avendo accertato che la causa era un difetto di progettazione imputabile esclusivamente al Progettista. Il principio sancito è che la ripartizione della responsabilità tra più soggetti non può essere automatica o presunta. Il giudice ha l'obbligo di motivare in modo specifico il contributo causale di ciascun responsabile al danno. Una divisione a metà senza spiegare perché anche il Costruttore avesse una colpa è illegittima. La Corte ha quindi rinviato il caso a un nuovo giudice per una valutazione corretta.
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Fornitura Acqua Non Potabile: Azienda Condannata, Regione Salva
Un utente ha ricevuto un risarcimento di 500 euro da una società idrica a causa della fornitura acqua non potabile, contaminata da arsenico. La società ha tentato di scaricare la responsabilità sulla Regione e ha sostenuto che la causa dovesse essere decisa dal giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna. Ha stabilito che il rapporto tra utente e gestore è un contratto privato. Pertanto, il gestore è l'unico responsabile per l'inadempimento e deve risarcire il danno, senza poter coinvolgere la Regione. La competenza spetta al giudice civile ordinario.
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