\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Diritto Fallimentare

Pagina 41 di 50

Ricorso per cassazione inammissibile: gli errori
Una società in liquidazione, dichiarata fallita dopo il rigetto di un piano di concordato preventivo che prevedeva il pagamento parziale dell'IVA, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile non solo nel merito, ma soprattutto per un grave vizio formale: l'atto era un mero assemblaggio di documenti precedenti, violando il principio di autosufficienza che impone una narrazione chiara e autonoma dei fatti e dei motivi di impugnazione.
Continua »
Soccombenza: quando si può impugnare da vincitore?
Una società, pur risultando vittoriosa in appello, impugna la decisione in Cassazione a causa di una motivazione a lei sfavorevole. La Corte dichiara il ricorso inammissibile per mancanza di soccombenza, chiarendo che non si può impugnare solo per correggere le motivazioni se l'esito finale è favorevole e non vi è rischio di giudicato.
Continua »
Credito privilegiato del garante: la Cassazione decide
Una società in concordato preventivo si opponeva alla natura di credito privilegiato reclamata da un fondo di garanzia, subentrato per surroga dopo aver pagato parte di un finanziamento. La società sosteneva che il credito dovesse essere chirografario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il privilegio non nasce con la surroga, ma è una caratteristica originaria della garanzia pubblica, esistente sin dalla sua concessione e quindi opponibile nella procedura concorsuale.
Continua »
Giudice del rinvio: i limiti dopo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 33346/2023, ha stabilito i precisi limiti dei poteri del giudice del rinvio. Nel caso di specie, una Corte d'Appello, a cui era stata rimessa una causa solo per decidere sull'obbligo di un accantonamento finanziario, aveva erroneamente riesaminato la fattibilità dell'intero piano di concordato, rigettandolo. La Cassazione ha annullato questa decisione, affermando che il giudice del rinvio è vincolato dal principio di diritto e non può rimettere in discussione aspetti della causa già coperti da una decisione definitiva della stessa Corte Suprema.
Continua »
Cooperative sociali: solo liquidazione coatta, no fallimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33280/2023, ha stabilito un principio fondamentale per le cooperative sociali. A seguito dell'entrata in vigore del D.Lgs. 112/2017, queste entità acquisiscono di diritto la qualifica di 'impresa sociale'. Di conseguenza, in caso di insolvenza, non possono essere dichiarate fallite, ma devono essere sottoposte esclusivamente alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha chiarito che la normativa speciale per le imprese sociali prevale su quella generale prevista per le cooperative, escludendo così la possibilità del fallimento.
Continua »
Notificazione all’estero: la legge locale prevale
Una ex amministratrice di società, condannata per mala gestio, ha impugnato la sentenza sostenendo la nullità della notificazione all'estero dell'atto di citazione, avvenuta a Londra. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: in ambito UE, la validità della notificazione all'estero è determinata dalla legge del paese di destinazione, in virtù del Regolamento CE n. 1393/2007. Di conseguenza, la notifica è stata ritenuta valida anche se eseguita con modalità diverse da quelle previste dalla legge italiana, come l'inserimento in cassetta postale.
Continua »
Opponibilità al Fallimento: Contratto non Trascritto
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce un punto cruciale in materia di opponibilità al fallimento. Il caso riguarda un complesso accordo immobiliare, formalizzato come una vendita ma in realtà una permuta. La Corte ha stabilito che la domanda di risoluzione del contratto di permuta e di restituzione dell'immobile è improcedibile se l'atto, documentato solo da scritture private, non è stato trascritto nei registri immobiliari prima della dichiarazione di fallimento. La trascrizione si conferma un requisito fondamentale per rendere un diritto reale immobiliare opponibile alla massa dei creditori.
Continua »
Ricognizione di debito: CUD e TFR nel fallimento
Un lavoratore chiede l'ammissione al passivo del fallimento della sua nuova società datrice di lavoro per il TFR maturato presso il precedente datore. Sebbene l'accordo di accollo del debito non avesse data certa, il Tribunale ha ammesso il credito basandosi sui modelli CUD, considerati una valida ricognizione di debito. La Corte di Cassazione conferma che la ricognizione di debito con data certa è opponibile al fallimento, ma cassa la decisione perché il Tribunale ha omesso di pronunciarsi sull'eccezione del curatore circa l'inefficacia dell'atto di accollo ai sensi della legge fallimentare.
Continua »
Ricognizione di debito: CUD opponibile al fallimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33073/2023, ha stabilito che la Certificazione Unica (CUD) costituisce una valida ricognizione di debito opponibile alla massa dei creditori in caso di fallimento. Anche se l'accordo sottostante di accollo del debito TFR non ha data certa, il CUD, se emesso prima del fallimento, fa piena prova del credito del lavoratore, invertendo l'onere della prova a carico del curatore. La Corte ha però cassato la decisione per omessa pronuncia su un'eccezione di inefficacia dell'atto di accollo.
Continua »
Impresa sociale: solo liquidazione, no fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che una impresa sociale, in particolare un consorzio di cooperative sociali, non può essere dichiarata fallita. Anche se occasionalmente svolge attività a scopo di lucro, il suo status legale impone, in caso di insolvenza, l'applicazione esclusiva della liquidazione coatta amministrativa. La decisione della Corte d'Appello, che aveva confermato il fallimento basandosi su un singolo contratto con finalità lucrative, è stata annullata.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una complessa controversia in materia di appalti, iniziata con un decreto ingiuntivo e proseguita fino alla Corte di Cassazione, si è conclusa con una ordinanza di estinzione del giudizio. La società ricorrente ha rinunciato al proprio ricorso e la controparte ha accettato tale rinuncia, portando la Suprema Corte a dichiarare la fine del processo senza entrare nel merito della questione. Di conseguenza, la sentenza della Corte d'Appello è divenuta definitiva.
Continua »
Fallimento cooperative sociali: la svolta della Cassazione
Una società cooperativa sociale era stata dichiarata fallita in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: le cooperative sociali, in quanto qualificate "imprese sociali" di diritto ai sensi del D.Lgs. 112/2017, in caso di insolvenza non possono essere soggette a fallimento, ma esclusivamente alla procedura di liquidazione coatta amministrativa. Questa sentenza chiarisce il regime di insolvenza per tali enti, sottolineando la prevalenza della normativa speciale a tutela delle loro finalità di interesse pubblico.
Continua »
Fallibilità società agricola: i limiti secondo la Cassazione
Una società agricola era stata dichiarata fallita poiché i suoi ricavi derivanti dalla locazione di immobili superavano quelli dell'attività agricola principale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo un'importante distinzione: la normativa fiscale che limita i benefici (come il superamento della soglia del 10% di ricavi extra-agricoli) non può essere usata per determinare la natura commerciale di un'impresa ai fini della fallibilità. Inoltre, la mera riscossione di canoni di locazione non costituisce di per sé un'attività commerciale, a meno che non sia provata un'organizzazione d'impresa per l'intermediazione immobiliare.
Continua »
Azione Revocatoria: dolo specifico o generico?
Un creditore ha agito con un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile, avvenuta prima che il suo credito sorgesse. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ritenendo sufficiente il 'dolo generico', ovvero la semplice previsione del danno. La Corte di Cassazione, rilevando un forte contrasto giurisprudenziale sulla necessità di un 'dolo specifico' (preordinazione fraudolenta) o 'generico', ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rimettendo la questione alla Prima Presidente per una possibile assegnazione alle Sezioni Unite al fine di dirimere il conflitto.
Continua »
Azione revocatoria: pagamenti tardivi non esenti
Una società in amministrazione straordinaria ha citato in giudizio un suo fornitore per ottenere la revoca di pagamenti per un totale di €208.136,22, effettuati prima dell'apertura della procedura concorsuale. Il Tribunale di Roma ha accolto la domanda di azione revocatoria, stabilendo che i pagamenti non potevano considerarsi esenti in quanto effettuati con notevoli e anomali ritardi, e quindi non 'nei termini d'uso'. Inoltre, il giudice ha ritenuto provata la conoscenza dello stato di insolvenza da parte del fornitore, basandosi su una serie di presunzioni quali l'entità del debito residuo e la notorietà della crisi aziendale. Di conseguenza, ha condannato il fornitore alla restituzione delle somme ricevute.
Continua »
Ammissione al passivo: l’efficacia dell’accordo
Un creditore si oppone alla parziale ammissione del suo credito da lavoro in una procedura fallimentare. Durante il giudizio di opposizione, viene raggiunto un accordo transattivo con il curatore, supportato da nuova documentazione ('certificazione unica'). Il Tribunale, recependo l'accordo, dispone l'ammissione al passivo dell'intera somma richiesta con privilegio e condanna il fallimento al pagamento delle spese legali.
Continua »
Fallimento del debitore: effetti sull’esecuzione
Una società creditrice riceve il pagamento da una procedura esecutiva immobiliare. Successivamente, la società debitrice viene dichiarata fallita. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32146/2023, chiarisce che il fallimento del debitore, se interviene dopo l'ordine di distribuzione delle somme, non impatta sulla procedura esecutiva ormai conclusa. Anche in pendenza di un'opposizione, il giudice non può riassegnare d'ufficio le somme alla curatela fallimentare.
Continua »
Chiusura esecuzione forzata: limiti alla revoca ordine
La Corte di Cassazione ha stabilito che la chiusura esecuzione forzata avviene con l'ordinanza che approva il progetto di distribuzione. Tale provvedimento, se non opposto entro 20 giorni, diventa definitivo e inoppugnabile. Il giudice perde il potere di revocarlo, anche se l'ordine viola le norme fallimentari. Nel caso di specie, un giudice aveva revocato un'ordinanza di riparto dopo cinque mesi, a causa del fallimento del creditore sostituito, ma la Cassazione ha annullato tale revoca tardiva, ripristinando l'ordinanza originaria per mancata tempestiva opposizione.
Continua »
Misure protettive: la conferma del Tribunale di Roma
Un'impresa del settore informatico, in grave difficoltà finanziaria, ha richiesto e ottenuto dal Tribunale di Roma la conferma delle misure protettive nell'ambito di una procedura di composizione negoziata della crisi. Il provvedimento, basato sul parere positivo dell'esperto nominato, ha concesso 120 giorni di tregua dalle azioni esecutive dei creditori. Il giudice ha verificato la sussistenza di tutti i presupposti di legge, sia procedurali che sostanziali, ritenendo il piano di risanamento sufficientemente fattibile e le misure indispensabili per la sua attuazione, salvaguardando così la continuità aziendale.
Continua »
Opposizione stato passivo: accordo e ammissione credito
Un lavoratore ha presentato opposizione allo stato passivo dopo la parziale ammissione del suo credito in una procedura fallimentare. A seguito di un accordo transattivo tra le parti, il Tribunale ha ammesso integralmente il credito del lavoratore. La decisione si fonda sulla nuova documentazione probatoria, una 'certificazione unica', presentata durante il giudizio di opposizione e ritenuta idonea a dimostrare l'esistenza del credito residuo.
Continua »