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Diritto Civile

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Usucapione tra coeredi: requisiti e prova esclusiva
La Corte d'Appello di Genova ha confermato il rigetto di una domanda di usucapione tra coeredi, stabilendo che il semplice godimento e la gestione del bene comune non sono sufficienti per l'acquisto della proprietà esclusiva. Per superare la presunzione di tolleranza tra parenti, è necessaria la prova di un possesso esclusivo e inconciliabile con il diritto degli altri eredi.
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Equa riparazione: risarcimento per processi lunghi
La Corte d'Appello ha accolto un ricorso per equa riparazione dovuto all'eccessiva durata di un procedimento penale. Poiché la fase di secondo grado ha superato i limiti di legge, il giudice ha liquidato un indennizzo di 800 euro per due anni di ritardo, basandosi sui parametri della Legge Pinto.
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Equa riparazione: risarcimento per processi lunghi
La Corte d'Appello ha accolto un ricorso per equa riparazione dovuto all'eccessiva durata di un procedimento penale. Poiché la fase di secondo grado ha superato i limiti di legge, il giudice ha liquidato un indennizzo di 800 euro per due anni di ritardo, basandosi sui parametri della Legge Pinto.
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Equa riparazione: risarcimento per processi lunghi
La Corte d'Appello ha accolto un ricorso per equa riparazione dovuto all'eccessiva durata di un procedimento penale. Poiché la fase di secondo grado ha superato i limiti di legge, il giudice ha liquidato un indennizzo di 800 euro per due anni di ritardo, basandosi sui parametri della Legge Pinto.
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Equa riparazione: risarcimento per processi lunghi
La Corte d'Appello ha accolto un ricorso per equa riparazione dovuto all'eccessiva durata di un procedimento penale. Poiché la fase di secondo grado ha superato i limiti di legge, il giudice ha liquidato un indennizzo di 800 euro per due anni di ritardo, basandosi sui parametri della Legge Pinto.
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Frode informatica bancaria: la banca deve rimborsare
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un istituto di credito al rimborso di 50.000 euro sottratti a un cliente tramite malware. Il caso riguarda una frode informatica bancaria di tipo man in the browser, in cui un bonifico è stato deviato su un IBAN differente. I giudici hanno stabilito che la banca non ha fornito prove sufficienti della colpa grave del correntista né della sicurezza dei propri sistemi interni.
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Contributi a fondo perduto: serve attività reale
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della richiesta di contributi a fondo perduto per un'associazione priva di una reale struttura imprenditoriale. La decisione sottolinea che il solo possesso della partita IVA, senza l'esercizio effettivo di un'attività economica con mezzi e capitali, non abilita alla ricezione dei ristori COVID-19, poiché manca il presupposto della perdita economica su un'attività operativa.
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Responsabilità custode incendio: chi risarcisce?
La Corte d'Appello ha confermato la responsabilità del proprietario di un natante per un incendio propagatosi ad altre imbarcazioni ormeggiate. La sentenza chiarisce che la responsabilità custode incendio ai sensi dell'art. 2051 c.c. sussiste anche se la causa dell'innesco resta ignota, poiché spetta al custode fornire la prova liberatoria del caso fortuito.
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Surrogazione per pagamento: guida al risarcimento
Il Tribunale analizza un caso in cui una società finanziaria, dopo aver risarcito una cliente per la distrazione di somme da parte di un promotore infedele, agisce tramite surrogazione per pagamento per recuperare l'importo. Il giudice accerta la responsabilità del consulente basandosi su prove documentali e sull'esito dell'interrogatorio formale, condannandolo al pagamento di 90.000 euro.
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Fideiussione consumatore: quando la garanzia è nulla
Il Tribunale ha annullato un decreto ingiuntivo basato su una fideiussione consumatore. I garanti sono stati qualificati come consumatori poiché privi di legami professionali attivi con la società debitrice. La sentenza dichiara nulle le clausole vessatorie che derogavano ai termini di legge per l'escussione della garanzia, portando alla decadenza del diritto del creditore per inattività prolungata.
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Risarcimento danno biologico: guida al caso studio
La sentenza analizza il caso di un professionista che, a seguito di un investimento mentre era in bicicletta, ha riportato gravi lesioni. Il Tribunale ha riconosciuto il risarcimento danno biologico applicando la Tabella Unica Nazionale (TUN), includendo una personalizzazione del 30% per le ripercussioni straordinarie sulla vita privata e il danno patrimoniale per la contrazione del reddito professionale.
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Perdita di chance di sopravvivenza: guida legale
Il Tribunale di Ancona ha rigettato la richiesta di risarcimento avanzata dagli eredi di un paziente deceduto per un tumore diagnosticato in ritardo. Il caso ruota attorno alla perdita di chance di sopravvivenza, analizzando il confine tra l'incertezza del risultato e la certezza della morte anticipata, con importanti precisazioni sulla qualificazione giuridica del danno nel processo civile.
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Appalto a corpo: oneri e rischi nel contratto
La Corte d'Appello di Trieste ha confermato il rigetto delle pretese economiche di un'impresa nell'ambito di un appalto a corpo. Le richieste di risarcimento per maggiori oneri legati a materiali e attrezzature sono state negate poiché ritenute prevedibili già in fase di offerta, rientrando nell'ordinaria alea contrattuale. La Corte ha inoltre confermato la validità della penale per ritardo, escludendo che l'aggiornamento delle norme tecniche potesse giustificare l'inadempimento.
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Responsabilità professionale avvocato per omissioni
La Corte d'Appello ha confermato la responsabilità professionale avvocato in un caso in cui il legale non aveva prodotto la documentazione dei costi necessari a provare il lucro cessante. La mancata distinzione tra ricavi e profitti netti ha causato il rigetto della domanda risarcitoria originaria, configurando una negligenza professionale per inadempimento dell'onere della prova.
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Responsabilità professionale consulente lavoro: limiti
La Corte d'Appello chiarisce i confini della responsabilità professionale consulente lavoro. Se l'incarico ricevuto è limitato al mero invio di una domanda di pensione immediata, il professionista non è tenuto a un'analisi proattiva di trattamenti futuri più vantaggiosi, a meno che non sia stato conferito un mandato di consulenza specifico. Nel caso in esame, è stato rigettato l'appello di un cliente che lamentava la perdita di un assegno più alto previsto dalla Legge Fornero.
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Riattivazione polizza vita: scadenze e responsabilità
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento proposta da una società contro i propri intermediari assicurativi. Il caso riguardava una polizza vita 'Key Man' risolta per mancato pagamento dei premi. La società sosteneva che la mancata riattivazione polizza vita fosse colpa degli agenti per omessa informazione, ma la Corte ha accertato che le scadenze erano chiare e i solleciti erano stati regolarmente inviati tramite email.
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Revisione compenso professionale: limiti e regole
La Corte d'Appello ha respinto il ricorso di un professionista che richiedeva la revisione compenso professionale basandosi su tariffe ministeriali sopravvenute. Il Collegio ha stabilito che, in presenza di un contratto che definisce un compenso fisso e immodificabile ai sensi dell'art. 2233 c.c., l'accordo tra le parti prevale su fonti normative subordinate. È stata inoltre confermata la legittimità della risoluzione del contratto per gravi ritardi nella consegna della documentazione tecnica.
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Risoluzione contratto appalto: illegittimità PA
La Corte d'Appello di Trieste ha dichiarato illegittima la risoluzione contratto appalto operata da un Comune contro un'impresa esecutrice di opere pubbliche. La Corte ha stabilito che la PA non aveva seguito il rigoroso iter procedurale previsto dal Codice degli Appalti e non aveva dimostrato che il ritardo accumulato compromettesse effettivamente la riuscita dell'opera. Nonostante l'illegittimità dell'atto, le richieste risarcitorie dell'impresa sono state respinte per la mancata apposizione di tempestive riserve durante l'esecuzione del contratto.
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Rilascio acque irrigue: obblighi e risarcimento danni
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un gestore idroelettrico al risarcimento danni per il mancato rilascio acque irrigue durante la stagione secca. La sentenza chiarisce che la competenza spetta al giudice ordinario per le liti risarcitorie e che l'obbligo di restituzione dell'acqua, derivante dal Testo Unico delle acque, persiste finché è attiva la concessione agricola, indipendentemente dalla scadenza di vecchi accordi privati.
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Responsabilità intermediario assicurativo: il caso
La Corte d'Appello ha respinto il ricorso di un cliente che chiedeva il risarcimento per informazioni errate fornite durante la sottoscrizione di una polizza vita. La sentenza chiarisce che la responsabilità intermediario assicurativo verso il cliente non può fondarsi sulle norme del contratto di agenzia (art. 1746 c.c.), ma su basi precontrattuali, e che la richiesta di risarcimento era mal formulata puntando all'interesse positivo anziché negativo.
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