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Responsabilità custode incendio: chi risarcisce?

La Corte d’Appello ha confermato la responsabilità del proprietario di un natante per un incendio propagatosi ad altre imbarcazioni ormeggiate. La sentenza chiarisce che la responsabilità custode incendio ai sensi dell’art. 2051 c.c. sussiste anche se la causa dell’innesco resta ignota, poiché spetta al custode fornire la prova liberatoria del caso fortuito.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI GENOVA N. 466 2026 - N. R.G. 00001006 2025 DEPOSITO MINUTA 04 05 2026 PUBBLICAZIONE 05 05 2026
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Pubblicato il 12 giugno 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Responsabilità custode incendio: il caso del rogo nel porto turistico

Quando un incendio divampa in un porto turistico, le conseguenze economiche possono essere devastanti. Un tema centrale in queste controversie è la responsabilità custode incendio, ovvero chi debba rispondere dei danni quando le fiamme si propagano da un’imbarcazione all’altra. La recente sentenza della Corte d’Appello analizza in dettaglio i criteri di imputazione del danno e l’estensione delle coperture assicurative.

I fatti: un incendio tra i pontili

La vicenda trae origine da un violento incendio scoppiato durante la notte presso il pontile di un noto porto turistico. Il rogo, originatosi su un’imbarcazione a motore, si è rapidamente esteso a tre natanti vicini, causandone la distruzione o gravi danneggiamenti. Le compagnie assicuratrici delle imbarcazioni danneggiate, dopo aver indennizzato i propri assicurati, hanno agito in surrogazione contro il proprietario del natante da cui era partito l’incendio e la sua compagnia di assicurazione.

Il tribunale di primo grado aveva accertato la responsabilità del proprietario quale custode del bene e condannato l’assicuratore a prestare la manleva, nonostante le contestazioni sulla validità della polizza per i danni alle cose in ambito nautico.

La decisione della Corte d’Appello

I giudici di secondo grado hanno confermato integralmente la decisione precedente. Il punto cardine della pronuncia riguarda l’applicazione dell’art. 2051 c.c. in tema di responsabilità custode incendio. La Corte ha ribadito che l’ormeggio deve essere considerato una fase della navigazione a tutti gli effetti, soggetta quindi ai regimi di responsabilità e assicurazione obbligatoria.

Un aspetto fondamentale è stato il rigetto dell’eccezione dell’assicurazione, che sosteneva che la polizza obbligatoria coprisse solo i danni alle persone. La Corte, applicando criteri di interpretazione secondo buona fede, ha rilevato che la presenza di massimali specifici per i danni alle cose nel contratto rendeva operativa la copertura anche per tali eventi.

Le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano su due pilastri giuridici. In primo luogo, per quanto riguarda la responsabilità custode incendio, è stato chiarito che il danneggiato deve provare solo il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno. Se la causa dell’incendio rimane ignota o incerta, il rischio ricade sul custode. Per liberarsi, quest’ultimo dovrebbe provare il caso fortuito, ovvero un evento esterno eccezionale, cosa che non avviene se non si riesce a dimostrare con certezza come si sia originato il fuoco.

In secondo luogo, la Corte ha affrontato l’interpretazione del contratto assicurativo. Poiché la polizza richiamava i rischi obbligatori ma indicava massimali per i danni alle cose, il principio della prevalenza della clausola più favorevole al consumatore e la tutela dell’affidamento hanno portato a confermare l’obbligo di manleva della compagnia. Anche se la legge impone un minimo di copertura (solo persone), nulla vieta alle parti di pattuire una copertura più ampia.

Le conclusioni

Le conclusioni della sentenza sottolineano che il proprietario di un’imbarcazione è sempre responsabile per i danni che questa arreca a terzi, a meno che non dimostri un fattore esterno imprevedibile. In ambito nautico, il concetto di navigazione è esteso alla giacenza in acqua e all’ormeggio, garantendo così una tutela continua ai danneggiati. Per le compagnie assicuratrici, emerge l’obbligo di una redazione chiara delle polizze: in caso di ambiguità tra massimali indicati e rischi esclusi, prevale l’interpretazione che garantisce la copertura del danno.

Chi è responsabile se l’incendio parte da una barca ormeggiata e la causa resta ignota?
Il proprietario della barca è responsabile come custode ai sensi dell’art. 2051 c.c. Se la causa rimane ignota, non è provato il caso fortuito e il custode deve risarcire i danni.

L’assicurazione obbligatoria della barca copre anche i danni alle cose degli altri?
Sì, se il contratto prevede massimali specifici per danni a cose, l’assicurazione deve pagare anche se la legge impone come obbligatoria solo la copertura per i danni alle persone.

L’incendio avvenuto mentre la barca è ferma in porto è considerato rischio della navigazione?
Sì, la giurisprudenza considera l’ormeggio e la sosta in porto come fasi accessorie della navigazione, soggette alla disciplina della responsabilità civile e assicurativa nautica.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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