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Diritto Civile

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Riduzione prezzo compravendita per vizi urbanistici
La Corte d'Appello ha confermato la riduzione prezzo compravendita nella misura del 40% a causa di difformità urbanistiche e paesaggistiche insanabili. Il caso riguarda un immobile venduto come regolare, ma privo della necessaria autorizzazione paesaggistica. I giudici hanno stabilito che tali vincoli, se derivanti da atti amministrativi specifici e non da piani regolatori generali, non sono automaticamente conoscibili dall'acquirente, gravando così sul venditore l'obbligo di garanzia.
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Azione revocatoria ordinaria: guida al caso
La Corte d'Appello ha confermato l'efficacia di un'azione revocatoria ordinaria promossa da un istituto di credito contro atti di disposizione patrimoniale compiuti da un garante. La decisione si fonda sulla prova del pregiudizio arrecato alle ragioni del creditore e sulla consapevolezza dei soggetti coinvolti riguardo al danno potenziale derivante dalla sottrazione di beni immobili di pregio.
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Azione revocatoria ordinaria: prova e presupposti
La Corte d'Appello di Firenze ha confermato l'inefficacia di atti di disposizione patrimoniale compiuti da un fideiussore a favore del figlio. Attraverso l'azione revocatoria ordinaria, l'istituto bancario ha dimostrato che la vendita di immobili e quote societarie ha arrecato un pregiudizio qualitativo al patrimonio, rendendo più difficile il recupero del credito. La difesa dei debitori, basata sull'estinzione di debiti pregressi, è stata respinta per mancanza di prove sulla destinazione delle somme.
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Carburante contaminato: onere della prova e danni
La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione di primo grado riguardante il risarcimento danni per carburante contaminato. Un automobilista aveva citato in giudizio il produttore a causa di acqua nel gasolio che aveva danneggiato il motore. Tuttavia, i giudici d'appello hanno stabilito che l'onere della prova grava sul consumatore e che, in assenza di evidenze tecniche certe sul nesso causale e sulla provenienza del difetto, la domanda deve essere rigettata.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: guida al caso
La Corte d'Appello ha confermato l'inefficacia di un atto di costituzione di un fondo patrimoniale tra coniugi. L'azione revocatoria fondo patrimoniale è stata accolta poiché l'atto, avvenuto durante una crisi aziendale, sottraeva beni alla garanzia di una banca creditrice, nonostante la preesistenza di una fideiussione omnibus.
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Rinnovo automatico contratto universitario: validità
La Corte d'Appello ha confermato l'obbligo di pagamento delle rette arretrate per una studentessa che non aveva esercitato il recesso formale. Il rinnovo automatico contratto universitario è stato giudicato legittimo poiché le clausole erano state specificamente firmate e il termine per la disdetta era congruo rispetto alla normativa del Codice del Consumo.
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Procura alle liti: inammissibilità e costi legali
La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché la procura alle liti allegata era riferita a un procedimento fallimentare estraneo. L'inerzia del difensore nel sanare il vizio dopo l'eccezione della controparte ha reso il difetto insanabile. Di conseguenza, il legale è stato condannato personalmente al pagamento delle spese processuali, poiché la sua attività senza mandato non può impegnare la parte rappresentata.
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Regolamento di competenza e appello inammissibile
La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'appello proposto da una società cessionaria di crediti contro la sentenza di primo grado che aveva declinato la competenza a favore di un collegio arbitrale. La decisione chiarisce che, quando un provvedimento statuisce esclusivamente sulla competenza, l'unico strumento di impugnazione legittimo è il regolamento di competenza ai sensi dell'art. 42 c.p.c.
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Sospensione esecutività sentenza: guida ai requisiti
La Corte d'Appello di Firenze ha rigettato un'istanza di sospensione esecutività sentenza in un caso di responsabilità professionale. Il giudice ha chiarito che, ai sensi della Riforma Cartabia, la sospensione richiede la manifesta fondatezza dell'appello o un grave pregiudizio dimostrato, elementi entrambi mancanti nel caso di specie.
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Danni da infiltrazioni fognarie: la responsabilità
La Corte d'Appello ha ribaltato una sentenza di primo grado riguardante i danni da infiltrazioni fognarie subiti da un appartamento al piano terra. L'ostruzione di una condotta comune, causata da residui di detersivi, ha generato uno sversamento di liquami. I giudici hanno riconosciuto la responsabilità dei condomini utilizzatori della tubatura ai sensi dell'art. 2051 c.c., sottolineando che la prova del danno può essere fornita tramite perizia tecnica anche senza fatture di riparazione.
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Manomissione contatore elettrico: chi paga i danni?
La Corte d'Appello di Firenze ha condannato un utente al pagamento di oltre 28.000 euro a seguito della scoperta di una manomissione contatore elettrico. La sentenza chiarisce che l'onere della prova circa l'estraneità ai fatti spetta all'utente e che il fornitore può ricostruire i consumi reali in via presuntiva basandosi sulla potenza tecnicamente prelevabile dall'impianto.
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Prescrizione malasanità: quando decorre il termine
La Corte d'Appello ha confermato la prescrizione malasanità per un'azione di risarcimento danni avanzata dai familiari oltre i termini. La decisione chiarisce che il termine decorre dal decesso se il danno è percepibile con l'ordinaria diligenza.
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Disconoscimento firma contratto: guida alla validità
Una titolare di ditta individuale ha impugnato un decreto ingiuntivo per debiti legati ad apparecchi da gioco, sostenendo il disconoscimento firma contratto. La Corte d'Appello ha confermato l'autenticità delle firme tramite perizia grafologica, rigettando l'appello e validando la notifica tardiva giustificata dall'emergenza Covid-19.
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Servitù irregolare: l’accordo non vincola i terzi
La Corte d'Appello di Firenze chiarisce che la servitù irregolare ha natura puramente obbligatoria e personale. Nel caso di una rastrelliera condominiale installata su un cortile privato in base a un vecchio accordo non trascritto, la Corte ha stabilito che tale vincolo non si trasferisce al nuovo acquirente dell'immobile, ordinando la liberazione dell'area.
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Nullità contratto revolving: la guida alla sentenza
La Corte d'Appello di Firenze ha confermato la nullità contratto revolving sottoscritto presso un rivenditore di auto non iscritto all'albo degli agenti finanziari. Poiché il credito revolving non è limitato all'acquisto del bene ma costituisce un'apertura di credito a tempo indeterminato, la sua promozione richiede requisiti professionali specifici, la cui mancanza rende il contratto nullo per violazione di norme imperative.
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Assorbimento del preliminare: quando resta valido
La Corte d'Appello ha stabilito che il principio di assorbimento del preliminare nel definitivo non si applica in assenza di identità soggettiva tra le parti. Se un soggetto firma il preliminare impegnandosi a rimborsare spese tecniche e il rogito viene firmato da un terzo senza una formale nomina, l'obbligo di pagamento originario rimane efficace in capo al primo firmatario.
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Fidejussione omnibus: nullità ABI e decadenza
La Corte d'Appello ha analizzato la validità di una fidejussione omnibus sottoscritta nel 2004, confermandone la nullità parziale per conformità allo schema ABI anticoncorrenziale. La sentenza ha inoltre dichiarato la banca decaduta dal diritto di escussione ai sensi dell'art. 1957 c.c., poiché non ha agito tempestivamente contro il debitore principale dopo il fallimento. È stata esclusa la qualifica di consumatore per il garante, in quanto socio significativo della società garantita.
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Responsabilità del mediatore e risarcimento danni
La Corte d'Appello di Firenze ha escluso il risarcimento del danno nonostante sia stata accertata la responsabilità del mediatore per non aver informato gli acquirenti di un futuro insediamento industriale. La decisione si basa sul fatto che il prezzo pagato era comunque inferiore al valore di mercato dell'epoca, rendendo l'affare economicamente vantaggioso.
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Actio negatoria servitutis: limiti e requisiti
La Corte d'Appello ha respinto l'actio negatoria servitutis proposta dagli eredi di una proprietaria terriera. Il caso, tornato in appello dopo un rinvio dalla Cassazione, ha chiarito che l'azione non può essere accolta se i convenuti non hanno mai formalmente rivendicato un diritto reale di servitù sulla particella in contestazione, limitandosi a contestazioni generiche o basate su altri presupposti.
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Giudicato esterno e servitù di pubblico passaggio
La Corte d'Appello di Firenze ha stabilito che una sentenza definitiva sulla servitù di pubblico passaggio costituisce giudicato esterno. Tale principio impedisce di rimettere in discussione l'esistenza della servitù in successivi giudizi tra le stesse parti relativi al canone COSAP, confermando la legittimità dell'accertamento per l'anno 2015.
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