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Legge n. 103 del 2017 — Anno 2024

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454 provvedimenti

Altri anni per Legge n. 103 del 2017

Ricorso patteggiamento: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. La decisione si basa sull'art. 448, co. 2-bis c.p.p., che limita i motivi di impugnazione a un numero chiuso, escludendo doglianze su attenuanti o sospensione della pena.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per furto aggravato. La decisione sottolinea che il ricorso patteggiamento è consentito solo per un numero chiuso di motivi, come previsto dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo censure generiche sulla motivazione o sull'entità della pena concordata.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5391/2024, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso patteggiamento. La decisione sottolinea che i motivi di impugnazione sono tassativamente limitati dalla legge e non includono la presunta mancata valutazione delle cause di proscioglimento immediato. Il ricorso è stato respinto perché la doglianza sollevata dall'imputato non rientrava tra quelle previste dall'art. 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento. L'appello si basava su un'errata qualificazione giuridica e l'illegalità di una presunta confisca di denaro. La Corte ha stabilito che l'errore non era 'manifesto' e che non vi era prova della somma di denaro sequestrata, confermando la decisione del giudice di primo grado.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati di droga. L'ordinanza ribadisce che, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis c.p.p., il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativi, quali vizi della volontà, erronea qualificazione giuridica o illegalità della pena, non ravvisati nel caso di specie.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5365/2024, dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento. La decisione si basa sul principio che i motivi di impugnazione contro una sentenza di applicazione della pena sono tassativamente indicati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., e tra questi non rientra la presunta mancata valutazione delle cause di proscioglimento.
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Ricorso inammissibile: firma avvocato obbligatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dall'imputato e non da un avvocato iscritto all'albo speciale. L'ordinanza ribadisce che, a seguito delle riforme, la sottoscrizione del difensore è un requisito di ammissibilità essenziale per l'accesso al giudizio di legittimità, pena il rigetto e la condanna alle spese.
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Ricorso patteggiamento: limiti dell’appello in Cassazione
Un imputato, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento, ha presentato appello in Cassazione sostenendo che il giudice avrebbe dovuto assolverlo. La Corte ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che la legge limita severamente i motivi di impugnazione per questo rito speciale. La scelta del patteggiamento implica una rinuncia a contestare i fatti, e il ricorso non può essere utilizzato per ottenere un nuovo esame della colpevolezza.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati di droga. L'ordinanza sottolinea che la qualificazione giuridica del fatto, se concordata tra le parti, può essere contestata solo in casi eccezionali di errore manifesto. Inoltre, viene respinto un motivo di ricorso basato su una confisca mai disposta dal giudice, evidenziando i rigidi limiti del ricorso patteggiamento.
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Termine impugnazione: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia penale a causa del mancato rispetto del termine di impugnazione. La sentenza di appello, con motivazione contestuale, era stata depositata il 28 novembre 2022, facendo scattare un termine di 15 giorni. Il ricorso, presentato il 20 dicembre 2022, è risultato tardivo, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello) per rapina e sequestro di persona, ha presentato ricorso in Cassazione contestando il trattamento sanzionatorio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che dopo un concordato in appello l'impugnazione è consentita solo per vizi del consenso o per illegalità della pena, non per rimettere in discussione punti oggetto di rinuncia come il bilanciamento delle circostanze.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento (ex art. 444 c.p.p.). L'imputato aveva contestato la mancata valutazione di una possibile assoluzione e la congruità della pena. La Suprema Corte ha chiarito che, dopo la riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è possibile solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientrano quelli sollevati dal ricorrente. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sull'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Cassazione. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione reati: la Legge Orlando e le nuove regole
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, confermando la corretta applicazione delle nuove norme sulla prescrizione dei reati introdotte dalla Legge n. 103/2017 (Riforma Orlando). La sentenza chiarisce che la sospensione della prescrizione dopo la condanna di primo grado si applica solo ai reati commessi dopo l'entrata in vigore della legge, distinguendo così il trattamento dei fatti criminosi avvenuti prima e dopo tale data.
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Ricorso Patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento presentato da un imputato che lamentava la mancata applicazione di una sanzione sostitutiva. La Corte chiarisce che i motivi di ricorso sono tassativi e non includono tale censura, soprattutto quando l'imputato ha precedentemente rinunciato a tale richiesta, rendendo l'accordo definitivo.
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Ricorso Cassazione Sottoscrizione: quando è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso sottoscritto personalmente dall'imputato, anche se la firma era stata autenticata da un legale. La decisione si basa sulla riforma dell'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Corte. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, ribadendo che il requisito della sottoscrizione del difensore è inderogabile.
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Ricorso inammissibile avvocato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avvocato non abilitato a patrocinare dinanzi alle giurisdizioni superiori. Il ricorso, presentato per conto di una persona in detenzione domiciliare contro il diniego di un colloquio, è stato rigettato de plano perché proposto da un soggetto non legittimato, con conseguente condanna della ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione avvocato: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato avverso un'ordinanza del Tribunale. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, per il ricorso in cassazione, l'assistenza di un avvocato iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso in Cassazione: la firma dell’avvocato è obbligo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione perché sottoscritto personalmente dall'imputato e non dal suo difensore iscritto all'albo speciale. La Corte ribadisce che, dopo la riforma del 2017, la firma del legale specializzato è un requisito di ammissibilità, a nulla valendo l'autentica della firma da parte di un avvocato.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3555/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di patteggiamento in appello. La Corte ha ribadito che l'impugnazione è possibile solo per vizi del consenso o difformità della pronuncia rispetto all'accordo, e non per contestare l'entità della pena, anche se ritenuta eccessiva.
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