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Legge n. 103 del 2017 — Anno 2024

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454 provvedimenti

Altri anni per Legge n. 103 del 2017

Patteggiamento in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 8729/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte ha chiarito che l'accordo tra le parti, previsto dall'art. 599-bis c.p.p., implica la rinuncia a contestare i motivi di merito, sui quali si forma un giudicato. Il ricorso in Cassazione è quindi limitato a vizi procedurali dell'accordo o all'applicazione di una pena illegale, motivi non riscontrati nel caso di specie.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.). L'accordo, che prevedeva la rinuncia ai motivi di merito per ottenere una ridefinizione della pena, preclude la possibilità di sollevare le stesse questioni in Cassazione, salvo vizi specifici sulla formazione della volontà o sull'illegalità della pena.
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Ricorso per Cassazione personale: le regole
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per Cassazione personale presentato da un imputato. La decisione si basa sulla L. 103/2017, che richiede l'assistenza obbligatoria di un avvocato specializzato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da tre imputati contro una sentenza di patteggiamento. La Corte ha chiarito che il ricorso patteggiamento è consentito solo per un numero chiuso di motivi specifici, tra cui non rientra la contestazione sull'entità della pena concordata. La decisione sottolinea che mettere in discussione l'accordo sulla pena non equivale a denunciarne l'illegalità, motivo per cui i ricorsi sono stati respinti con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ribadisce che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, i motivi di ricorso sono limitati e non possono riguardare questioni a cui si è rinunciato, come la motivazione o la riqualificazione del reato.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, ribadendo che l'impugnazione di una sentenza emessa a seguito di accordo tra le parti è consentita solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale. La doglianza relativa alla mancata motivazione sulla non applicabilità dell'assoluzione immediata non rientra tra questi, rendendo il ricorso non proponibile.
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Ricorso patteggiamento: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. L'imputato aveva contestato la motivazione su circostanze attenuanti, ma la Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è possibile solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448 comma 2-bis c.p.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso patteggiamento: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, proposto per motivi legati alla valutazione della recidiva. La decisione ribadisce che i motivi di impugnazione per questo rito speciale sono tassativi e non includono la contestazione della recidiva, come stabilito dall'art. 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento, emessa dopo l'entrata in vigore della Legge n.103/2017. Il ricorso non rientrava nei motivi tassativamente previsti dall'art. 448, co. 2-bis c.p.p., portando alla condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché presentato personalmente dall'interessato, in violazione dell'art. 613 c.p.p. che impone la necessaria assistenza di un difensore abilitato. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di € 3.000,00.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente dall'imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che riserva la facoltà di proporre tale impugnazione esclusivamente ai difensori abilitati. La Suprema Corte ha ribadito che questa norma garantisce un elevato livello di professionalità e tecnicismo, essenziale nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se personale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8035/2024, dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un imputato. La decisione si basa sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone l'obbligo del patrocinio di un difensore abilitato per questo tipo di impugnazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di € 3.000,00.
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Inammissibilità ricorso patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso contro una sentenza di patteggiamento, confermando che dopo la riforma del 2017, le impugnazioni sono possibili solo per motivi tassativamente previsti dall'art. 448 c.p.p., tra cui non rientra la mancata applicazione di sanzioni sostitutive non richieste dalle parti. A causa dell'inammissibilità del ricorso patteggiamento, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se senza avvocato
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione di pena in appello tramite accordo, presenta personalmente ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, l'atto deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La decisione conferma la legittimità costituzionale di tale requisito, data l'elevata tecnicità del giudizio di legittimità.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché proposto personalmente dal ricorrente e non da un difensore abilitato. Il caso riguarda un'istanza di misura alternativa alla detenzione. La decisione sottolinea la violazione dell'art. 613 cod. proc. pen., come modificato nel 2017, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso personale cassazione: inammissibile e con multa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un individuo contro una decisione del Tribunale di Sorveglianza. La ragione risiede nella violazione dell'obbligo di difesa tecnica, che impone la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato. A seguito di questa pronuncia di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un detenuto contro un'ordinanza che rigettava un suo reclamo. La decisione si basa sulla violazione della norma che impone l'obbligo di farsi rappresentare da un difensore abilitato per questo tipo di impugnazione, con conseguente condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso un'ordinanza del Tribunale di Milano. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso è stato proposto personalmente dalla parte, in violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale che impone la sottoscrizione da parte di un difensore abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, ribadendo i rigidi limiti imposti dalla legge n. 103/2017. L'ordinanza chiarisce che motivi generici, come la critica alla motivazione o al trattamento sanzionatorio, non rientrano tra le cause tassative di impugnazione previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. L'inammissibilità del ricorso patteggiamento comporta la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per tentato furto. La Corte chiarisce che il ricorso patteggiamento è possibile solo per motivi tassativi e un errore nel bilanciamento delle circostanze non rientra tra questi, a meno che non determini una pena illegale, ovvero fuori dai limiti edittali.
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