La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17799/2024, ha affrontato il tema delle presunzioni fiscali applicabili ai capitali detenuti all'estero. Ha stabilito che la presunzione legale di reddito per i capitali in paradisi fiscali, introdotta nel 2009, non è retroattiva e non può applicarsi a periodi d'imposta precedenti. Tuttavia, la Corte ha chiarito che l'inesistenza di una presunzione legale non impedisce al Fisco di provare l'evasione attraverso presunzioni semplici, basate su elementi gravi, precisi e concordanti. Il giudice di merito, quindi, non può limitarsi a dichiarare l'irretroattività della norma, ma deve valutare tutte le prove disponibili. Per questo motivo, la sentenza è stata cassata con rinvio.
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