LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Quinta Civile

Pagina 3 di 40

810 provvedimenti

Altri anni per d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

Estinzione liti pendenti: la Cassazione chiarisce
Una società, nel corso di un giudizio in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per un accertamento fiscale, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge 197/2022. La Suprema Corte, preso atto della domanda e del pagamento, ha dichiarato l'estinzione liti pendenti, stabilendo che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, conformemente alla normativa speciale.
Continua »
Imposta sostitutiva fondi: legittima retroattività
Un contribuente ha contestato la legittimità di una imposta sostitutiva applicata retroattivamente sulla sua partecipazione in un fondo di investimento immobiliare, chiedendone il rimborso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33299/2023, ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che la retroattività della norma era giustificata dalla necessità di gestire il passaggio a un nuovo regime fiscale, evitando che redditi già maturati ma non distribuiti sfuggissero alla tassazione. La Corte ha escluso la violazione del principio di capacità contributiva e del divieto di doppia imposizione, confermando la piena legittimità della imposta sostitutiva.
Continua »
Rinuncia al ricorso e spese legali: il caso
Un contribuente impugna una comunicazione di iscrizione ipotecaria. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce alla definizione agevolata dei carichi e presenta rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo e la compensazione delle spese legali, spiegando che imporre il pagamento delle spese contrasterebbe con lo scopo della legge sulla definizione agevolata, che mira a incentivare la chiusura delle pendenze tributarie.
Continua »
Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo tributario relativo a IRES e IRAP. La decisione è seguita all'adesione della società contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. La Corte ha verificato il corretto adempimento degli oneri da parte del contribuente, applicando la normativa che impone l'estinzione del giudizio e stabilendo che ogni parte sostenga le proprie spese legali.
Continua »
Estinzione del giudizio: accordo e fine del processo
Una società consortile, operante nel settore dell'energia, aveva impugnato avvisi di pagamento per accise non versate. Dopo un complesso iter giudiziario, la questione è giunta in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo di ristrutturazione del debito e una transazione fiscale. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese processuali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Motivazione apparente e prove: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società cooperativa, confermando la decisione di merito che annullava un accertamento fiscale. L'accertamento contestava la deducibilità di spese di sponsorizzazione e la presenza di componenti di reddito non contabilizzati. La Suprema Corte ha stabilito che la sentenza d'appello non presentava il vizio di motivazione apparente, in quanto il percorso logico-giuridico dei giudici era chiaro e comprensibile. Inoltre, ha ribadito che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
Continua »
Accertamento misto: il contraddittorio non è obbligatorio
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale basato sia su studi di settore che su altri indizi di comportamento antieconomico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che in caso di accertamento misto il contraddittorio preventivo con il contribuente non è un requisito obbligatorio per la validità dell'atto, a differenza degli accertamenti basati esclusivamente sugli studi di settore.
Continua »
Produzione documenti appello tributario: quando è lecita
La Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione di documenti in appello tributario è sempre ammessa, anche per la parte rimasta contumace nel primo grado di giudizio. Nel caso specifico, un Comune ha potuto legittimamente produrre in appello le prove della notifica di avvisi di accertamento, precedentemente contestate da una società contribuente. La Corte ha respinto il ricorso della società, confermando che tale facoltà non viola i principi costituzionali.
Continua »
Impugnazione sgravio parziale: quando è inammissibile
Una società ha impugnato un provvedimento di sgravio parziale relativo alla tassa sui rifiuti (TARSU), ritenendolo insufficiente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un'impugnazione sgravio parziale non richiede motivazioni particolari, poiché non introduce una nuova pretesa tributaria. Inoltre, ha chiarito che l'istanza in autotutela non può essere usata per contestare nel merito un accertamento fiscale ormai definitivo.
Continua »
Rinuncia al ricorso: gli effetti sul processo
Una società di gestione portuale aveva impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione la sentenza di secondo grado che confermava la legittimità di un avviso di accertamento TARSU emesso da un Comune. Tuttavia, prima della decisione nel merito, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza esaminare i motivi di impugnazione. Le spese processuali sono state integralmente compensate tra le parti in virtù di un loro accordo.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Una società di gestione portuale, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (Tarsu) e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la società ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. La sentenza è rilevante perché chiarisce che, in caso di rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i casi di rigetto o inammissibilità del ricorso.
Continua »
Liquidazione IVA di gruppo: obblighi della capogruppo
Una società capogruppo ha impugnato un avviso di accertamento relativo al mancato versamento di un importo corrispondente a un credito IVA trasferito nel gruppo e utilizzato in compensazione da altre società, senza la prescritta garanzia. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso, chiarendo che nell'ambito della liquidazione IVA di gruppo, la società capogruppo è l'unica responsabile: deve prestare la garanzia o, in mancanza, versare l'imposta. Il mancato adempimento rende la compensazione indebita e giustifica l'applicazione delle sanzioni.
Continua »
Estinzione Giudizio Tributario: la definizione agevolata
Una lunga controversia fiscale, giunta in Cassazione, si conclude con una declaratoria di estinzione del giudizio tributario. La contribuente ha utilizzato la definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022, presentando istanza e pagando la prima rata. La Suprema Corte ha dichiarato il processo estinto, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rendita catastale impianti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo della rendita catastale impianti, devono essere inclusi tutti i componenti essenziali al ciclo produttivo, anche se non strettamente immobiliari. In un caso riguardante una centrale geotermica, la Corte ha confermato che pozzi, vapordotti, alternatori e trasformatori sono parte integrante della valutazione, in quanto senza di essi l'impianto perderebbe la sua funzione e la sua capacità reddituale.
Continua »
Decorrenza interessi rimborso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30639/2023, ha stabilito un principio chiave sulla decorrenza interessi rimborso fiscale. In un caso riguardante un credito d'imposta inizialmente disconosciuto e poi rimborsato, la Corte ha chiarito che gli interessi maturano non dalla data del pagamento delle cartelle esattoriali, ma dal secondo semestre successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi in cui il credito era stato esposto. La decisione sottolinea la natura compensativa degli interessi, volti a ristorare il contribuente per la mancata disponibilità del proprio denaro fin dall'origine del credito.
Continua »
Definizione agevolata liti: processo estinto
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario riguardante l'accertamento di un maggior reddito IRPEF a carico di una socia di una società a ristretta base. La decisione segue l'adesione della contribuente alla definizione agevolata delle liti pendenti, con la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata. La Corte ha applicato la normativa specifica che impone l'estinzione in tali casi, chiarendo anche che le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rendita catastale: quali componenti includere
Una società energetica contestava l'inclusione di pozzi, vapordotti e trasformatori nel calcolo della rendita catastale di una centrale geotermica. La Corte di Cassazione ha stabilito che tutti i componenti strutturalmente e funzionalmente essenziali alla produzione di energia, anche se esterni all'edificio principale, devono essere inclusi nella valutazione, in quanto costituiscono un unico complesso produttivo. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate.
Continua »
Rendita catastale pozzi geotermici: esclusi dal calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29889/2023, ha stabilito che i pozzi geotermici, essendo impianti funzionali alla produzione di energia, non devono essere inclusi nel calcolo della rendita catastale. La decisione si basa sulla Legge n. 208/2015, che esclude dalla stima diretta gli impianti destinati a specifici processi produttivi. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, che voleva includerli, sia quello della società energetica su altri aspetti tecnici della valutazione.
Continua »
Rendita catastale centrale geotermica: cosa includere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29876/2023, ha stabilito che per la determinazione della rendita catastale di una centrale geotermica, nel regime normativo antecedente al 1° gennaio 2016, devono essere inclusi tutti i componenti essenziali al processo produttivo. Questo include pozzi di estrazione e reiniezione, vapordotti, alternatori e trasformatori, in quanto parti non separabili che garantiscono l'autonomia funzionale e reddituale dell'impianto. La Corte ha cassato la decisione di merito che escludeva i pozzi, rigettando il ricorso originario della società contribuente.
Continua »
Esenzione IRAP sindaco: onere della prova sull’uso
Un professionista, che svolge anche il ruolo di sindaco in società di capitali, ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata sui compensi relativi a tale incarico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IRAP sindaco spetta solo se il contribuente fornisce la prova rigorosa che tale attività è stata svolta in modo del tutto separato e senza avvalersi della propria autonoma organizzazione professionale. L'incapacità di fornire tale prova determina l'assoggettamento a imposta.
Continua »