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d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater — Sezione Quinta Civile

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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è nullo
Un contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che confermava l'iscrizione di un'ipoteca. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso cassazione perché il motivo presentato era unico, ma confuso, contraddittorio e privo della necessaria specificità tecnica. Il ricorso mescolava diverse doglianze e faceva riferimento a procedure di definizione agevolata senza fornire la documentazione probatoria necessaria, rendendo impossibile per la Corte esaminare il merito della questione.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando la sua responsabilità solidale con un centro trasmissione dati (CTD) italiano per il pagamento dell'imposta unica sulle scommesse. La Corte ha stabilito che la normativa, che impone il tributo anche a operatori privi di concessione, non viola il diritto dell'Unione Europea né i principi di non discriminazione o legittimo affidamento. La sentenza chiarisce che chiunque gestisca la raccolta di scommesse sul territorio italiano è soggetto passivo d'imposta, indipendentemente dalla sede o dalla presenza di una concessione statale.
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Imposta unica scommesse: La Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'imposta unica scommesse per l'anno 2014, ritenendo un centro di trasmissione dati locale e un bookmaker estero solidalmente responsabili per il suo pagamento. La Corte ha rigettato le doglianze dei contribuenti relative a una presunta incompatibilità con il diritto dell'Unione Europea e a profili di incostituzionalità, allineandosi alla giurisprudenza consolidata. Tuttavia, ha annullato la sentenza d'appello per un vizio procedurale, ovvero per aver omesso di pronunciarsi sul ricorso incidentale dell'Agenzia fiscale riguardante le sanzioni, rinviando la causa per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Rottamazione cartelle: estinzione del giudizio fiscale
Una società, coinvolta in un lungo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per un avviso di accertamento, ha aderito alla definizione agevolata, la cosiddetta "Rottamazione cartelle". Avendo presentato rinuncia al giudizio pendente in Cassazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che tale esito, pur non facendo passare in giudicato la sentenza impugnata, sostituisce la controversia con la nuova disciplina derivante dall'adesione alla sanatoria.
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Imposta di registro atto enunciato: la Cassazione decide
Una società ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro su un contratto menzionato (ma non allegato) in un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la valutazione sull'esistenza dell'atto enunciato è una questione di merito non sindacabile in sede di legittimità. Ha inoltre confermato la corretta applicazione della tassazione in misura fissa e la tempestività dell'appello dell'Agenzia delle Entrate grazie alla sospensione dei termini per le liti pendenti.
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Motivazione sentenza: quando è inammissibile il ricorso
Un professionista ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. Dopo una decisione sfavorevole in appello, il suo ricorso in Cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto inammissibile la critica alla motivazione della sentenza di secondo grado, poiché questa superava il 'minimo costituzionale' e il ricorrente non aveva contestato la specifica ratio decidendi della pronuncia.
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Giudicato favorevole: non si estende se non definitivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente non può opporre all'Agenzia delle Entrate una sentenza favorevole ottenuta da un coobbligato in solido (in questo caso, l'acquirente di un immobile) se tale sentenza non è ancora passata in giudicato. Il caso riguardava un'imposta di registro su una compravendita immobiliare. La Corte ha chiarito che il principio di estensione del giudicato favorevole, previsto dall'art. 1306 c.c., richiede la definitività della decisione, che mancava poiché la sentenza era ancora pendente in Cassazione.
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Plusvalenza terreni lottizzati: quando si tassa?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la tassazione della plusvalenza terreni lottizzati è sufficiente l'approvazione della delibera comunale di lottizzazione, anche se la convenzione urbanistica viene firmata successivamente dall'acquirente. Il caso riguardava la vendita di un terreno da parte di alcuni eredi. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che il terreno fosse solo 'edificabile', ma la Corte ha confermato la tesi sostanzialistica, rigettando il ricorso dell'Agenzia e dando ragione ai contribuenti.
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Giudicato esterno: ricorso inammissibile, ecco perché
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società di riscossione. La decisione si fonda sul principio del giudicato esterno: una precedente sentenza definitiva aveva già accertato la mancata notifica delle cartelle di pagamento alla base dell'iscrizione ipotecaria, precludendo un nuovo esame della questione.
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Operazioni soggettivamente inesistenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di operazioni soggettivamente inesistenti nell'ambito di una frode IVA nel settore automobilistico. L'ordinanza ha respinto sia il ricorso del contribuente, che lamentava vizi formali dell'accertamento, sia quello dell'Agenzia delle Entrate sulle sanzioni. La decisione ribadisce i rigorosi oneri processuali per chi impugna un atto, sottolineando la necessità di dimostrare un pregiudizio concreto al diritto di difesa e di rispettare i nuovi, più stringenti, criteri per la contestazione dei vizi di motivazione.
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Iscrizione ipotecaria su fondo patrimoniale: la Cass.
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria su un immobile inserito in un fondo patrimoniale per debiti IVA. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9817/2024, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che l'iscrizione ipotecaria è una misura cautelare, non un atto esecutivo, e quindi legittima anche su beni del fondo. Spetta al debitore dimostrare che il creditore conosceva l'estraneità del debito ai bisogni della famiglia, un onere che il contribuente non ha soddisfatto.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero e del suo centro trasmissione dati, confermando la legittimità dell'avviso di accertamento per l'imposta unica scommesse relativa al 2012. La Corte ha stabilito che entrambi i soggetti sono solidalmente responsabili per il tributo, in quanto l'attività di 'gestione' delle scommesse si realizza in Italia attraverso il CTD. È stata inoltre esclusa ogni violazione del diritto dell'Unione Europea, sia sotto il profilo della discriminazione che della presunta natura di imposta sulla cifra d'affari.
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Agevolazioni fiscali per associazioni: i requisiti
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca delle agevolazioni fiscali a un'associazione sportiva dilettantistica. L'ente, pur formalmente non-profit, operava di fatto con scopo di lucro e mancava di una reale struttura democratica, requisiti essenziali per beneficiare del regime fiscale di favore. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi di ricorso basati su presunte irregolarità procedurali e sul tentativo di ottenere un riesame dei fatti, ribadendo che il suo ruolo è limitato alla verifica della corretta applicazione della legge.
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Valutazione immobile Agenzia Entrate: la Cassazione
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di rettifica dell'Agenzia delle Entrate relativo al valore di un terreno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della valutazione immobile Agenzia Entrate basata anche su un solo atto di comparazione, purché l'ufficio motivi adeguatamente le differenze e i coefficienti applicati. La perizia dell'ufficio, sebbene di parte, può fondare la decisione del giudice se ritenuta convincente.
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Cessata materia del contendere: estinzione del giudizio
Un istituto di credito ha impugnato alcuni avvisi di accertamento. Mentre era pendente un giudizio di revocazione in Cassazione, un'altra corte ha emesso una sentenza definitiva annullando gli stessi avvisi. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato l'estinzione del procedimento per cessata materia del contendere, poiché l'interesse a proseguire la causa era venuto meno. La Corte ha anche chiarito che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Notifica cartella di pagamento: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato tre cartelle di pagamento sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9078/2024, ha chiarito i limiti dell'impugnazione. Per una cartella, la materia del contendere è cessata per un annullamento d'ufficio. Per le altre, il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché il contribuente cercava di contestare la ricostruzione dei fatti (l'indirizzo di residenza), operazione non consentita in sede di legittimità. La decisione sottolinea che la corretta notifica della cartella di pagamento, una volta accertata nel merito, non può essere rimessa in discussione in Cassazione.
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Doppia imposizione: quando è legittimo il nuovo avviso
Una società ha impugnato un avviso di accertamento ICI sostenendo la violazione del divieto di doppia imposizione, poiché un precedente avviso non era stato annullato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il contribuente non aveva fornito prove adeguate a sostegno della sua tesi, violando il principio di autosufficienza del ricorso. La Corte ha inoltre confermato la correttezza della stima del valore dell'area edificabile, ritenendo infondate anche le censure su questo punto.
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Accertamenti bancari: come difendersi in Cassazione
Un professionista ha impugnato un avviso di accertamento fondato su movimentazioni bancarie non giustificate. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che in materia di accertamenti bancari, il contribuente ha l'onere di fornire prove specifiche per superare la presunzione legale. L'ordinanza ribadisce inoltre i rigorosi requisiti di specificità e autosufficienza del ricorso, dichiarando inammissibili le censure generiche e non documentate.
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Avviso bonario: l’errore che può costare caro
Una società ha impugnato una cartella di pagamento per Ires e Iva, lamentando, tra le altre cose, il mancato invio dell'avviso bonario. Sebbene vittoriosa in primo grado per un altro motivo, la questione sull'avviso bonario era stata respinta. La società non ha proposto appello incidentale su questo punto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in assenza di appello incidentale, sulla questione dell'avviso bonario si è formato un giudicato interno, precludendo al giudice d'appello di esaminarla. Di conseguenza, la decisione di secondo grado, che aveva annullato l'atto proprio per quella ragione, è stata cassata.
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Responsabilità amministratore: sanzioni e società fittizie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un amministratore di fatto, confermando che la responsabilità amministratore per illeciti tributari è personale quando la società è solo uno schermo fittizio ("società cartiera"). In questi casi, se l'amministratore è l'effettivo beneficiario delle attività fraudolente, le sanzioni amministrative pecuniarie colpiscono direttamente la sua persona fisica, disapplicando la norma che le porrebbe a carico della sola società.
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