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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1625 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Responsabilità amministratore: dovere di informarsi
Il caso analizza la sanzione irrogata dall'autorità di vigilanza finanziaria a un vicepresidente di un istituto di credito per omissioni informative in prospetti relativi a un aumento di capitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del dirigente, confermando la sua colpevolezza e sottolineando come la responsabilità amministratore sussista anche in assenza di deleghe operative. La sentenza ribadisce il fondamentale dovere degli amministratori di informarsi attivamente sulla gestione societaria, specialmente in presenza di segnali di allarme, e chiarisce che l'onere di provare l'assenza di colpa grava sul sanzionato.
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Agevolazioni prima casa: usufrutto non fa decadere
Un contribuente, dopo aver acquistato un immobile con le agevolazioni prima casa, aveva concesso in donazione il diritto di usufrutto ai propri genitori entro i cinque anni dall'acquisto, mantenendo la nuda proprietà. L'Agenzia delle Entrate aveva revocato i benefici, ritenendo tale atto un trasferimento rilevante ai fini della decadenza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dato ragione al contribuente, stabilendo che la costituzione del diritto di usufrutto non equivale a un trasferimento di proprietà e, pertanto, non causa la perdita delle agevolazioni prima casa. La Corte ha inoltre accolto il ricorso del contribuente sulla scorretta compensazione delle spese processuali operata dal giudice d'appello.
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Sopraelevazione abusiva: sanatoria salva la demolizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sopraelevazione abusiva non deve essere demolita se il costruttore ottiene una sanatoria edilizia, anche dopo la sentenza di primo grado. La Corte ha chiarito che se la sanatoria attesta l'assenza di pregiudizio per la stabilità dell'edificio, la richiesta di demolizione non può essere accolta. In questo caso, al proprietario del piano sottostante spetta solo un'indennità economica per la sopraelevazione, come previsto dalla legge.
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Riduzione penale: quando il giudice può intervenire?
La Corte di Cassazione conferma il potere del giudice di merito di operare la riduzione penale di una clausola contrattuale manifestamente eccessiva. Il caso riguarda un diritto di passaggio negato, dove la corte ha valutato l'interesse del creditore e l'esistenza di percorsi alternativi per diminuire l'importo della penale pattuita, respingendo il ricorso della parte lesa.
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Condizione sospensiva: il contratto non produce effetti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a una cessione di quote societarie subordinata a una condizione sospensiva: la liberazione dei venditori da garanzie bancarie. Poiché tale condizione non si è verificata, la Corte ha confermato che il contratto non ha mai prodotto i suoi effetti, rigettando la richiesta di risarcimento per inadempimento avanzata dai venditori. La sentenza chiarisce che il mancato avveramento di una condizione non equivale a un inadempimento contrattuale, ma semplicemente impedisce al negozio di diventare efficace.
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Motivi di ricorso: limiti e inammissibilità
Gli eredi di un contribuente impugnavano un avviso di accertamento ICI. La Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando inammissibili i motivi di ricorso non proposti nell'atto introduttivo e per carenza di autosufficienza. La Corte ha confermato la validità della motivazione dell'atto e la condanna alle spese anche in caso di difesa in proprio dell'ente.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società di riscossione ha impugnato una sentenza della commissione tributaria regionale. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), si è pronunciata sulla limitata impugnabilità dell'estratto di ruolo. Il ricorso originario del contribuente è stato dichiarato inammissibile perché non è stato dimostrato un pregiudizio specifico, come richiesto dalla nuova normativa. La Cassazione ha quindi cassato la sentenza precedente e compensato le spese legali.
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Potere amministratore condominio: sì all’azione danni
La Corte di Cassazione ha stabilito che rientra nel potere dell'amministratore di condominio agire in giudizio per il risarcimento dei danni alle parti comuni, senza necessità di una specifica autorizzazione assembleare. Il caso nasceva dalla richiesta di pagamento di un'impresa edile, a cui il condominio si opponeva con una domanda riconvenzionale per vizi nelle opere. La Corte ha confermato che l'azione risarcitoria è uno strumento per la conservazione dei beni comuni, legittimamente esercitabile dall'amministratore.
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Compensazione spese di lite: quando è legittima?
La Corte di Cassazione interviene sulla compensazione spese di lite, annullando la decisione di un giudice di merito. La sentenza chiarisce che la semplice "controvertibilità" o "peculiarità" delle questioni trattate non costituisce una ragione "grave ed eccezionale" sufficiente a giustificare la deroga al principio della soccombenza, che impone al perdente di pagare le spese. La Corte ha quindi condannato l'ente comunale soccombente al pagamento di tutte le spese legali sostenute dai contribuenti vittoriosi nei vari gradi di giudizio.
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Danno da durata irragionevole: nesso causale e prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14811/2025, ha respinto la richiesta di risarcimento per danno patrimoniale avanzata dagli eredi di un creditore. Essi sostenevano che il danno da durata irragionevole di un processo avesse causato l'insolvenza del debitore. La Corte ha stabilito che non esiste un legame automatico: l'insolvenza è un evento autonomo che interrompe il nesso causale, a meno che il creditore non fornisca prova contraria rigorosa. L'onere della prova grava interamente su chi richiede il risarcimento.
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Lite temeraria: no a indennizzo per durata processo
Un cittadino ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di un processo amministrativo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di rigetto, stabilendo che in caso di lite temeraria, ovvero un'azione legale intrapresa pur sapendo di non averne diritto, viene meno il presupposto per l'equa riparazione. La sofferenza e l'ansia, normalmente indennizzate, non sussistono quando la parte è consapevole dell'infondatezza della propria pretesa.
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Liquidazione spese legali: la Cassazione chiarisce
In un caso di accertamento fiscale sul valore di rami d'azienda, la Corte di Cassazione ha respinto le censure dell'Amministrazione Finanziaria sulla valutazione delle prove, ritenendole un tentativo di riesame del merito. Tuttavia, ha accolto il motivo sulla liquidazione spese legali, stabilendo che il giudice deve determinare distintamente le somme per ogni grado di giudizio e non può emettere una condanna cumulativa. La sentenza è stata cassata su questo punto con rinvio.
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Onere della prova Tares: chi deve dimostrare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento per la Tares. La Corte ha ribadito che l'onere della prova per ottenere un'esenzione, come quella per immobili inutilizzabili, spetta interamente al contribuente, che deve presentare un'apposita dichiarazione di variazione. La sentenza ha inoltre confermato la validità degli avvisi di accertamento automatizzati anche senza firma autografa.
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Compensazione spese legali: no se il contrasto è superato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva la compensazione delle spese legali in una causa per irragionevole durata del processo. La motivazione della corte inferiore, basata su un presunto contrasto giurisprudenziale, è stata giudicata 'apparente' e illogica, poiché lo stesso contrasto era stato dichiarato superato in una precedente sentenza relativa al medesimo caso. Viene riaffermato il principio per cui la parte soccombente è tenuta al pagamento delle spese.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: la chiarezza
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso in materia tributaria a causa della sua formulazione confusa, disordinata e ripetitiva. Il caso riguardava l'impugnazione di un'intimazione di pagamento basata su precedenti cartelle esattoriali. La Suprema Corte ha stabilito che la violazione dei principi di chiarezza e sinteticità rende impossibile l'esame nel merito, confermando che l'inammissibilità del ricorso per cassazione è la sanzione per tali carenze redazionali.
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Usucapione e accessione: si può cambiare in corso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che modificare la domanda di usucapione in corso di causa per includere il possesso del genitore defunto (accessione) non costituisce una domanda nuova. L'ordinanza chiarisce anche che un'offerta di acquisto, fatta dopo la maturazione dei termini, non interrompe l'usucapione già perfezionata, potendo essere vista come un tentativo di regolarizzare la situazione.
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Obblighi enti locali consorzi: la Cassazione decide
Un consorzio per lo sviluppo industriale ha citato in giudizio un comune per ottenere il pagamento di contributi gestionali e rate di mutuo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14715/2025, ha stabilito che gli obblighi finanziari di un ente locale verso il consorzio a cui partecipa sussistono anche in assenza di un formale impegno di spesa. La Corte ha chiarito che gli obblighi enti locali consorzi derivano direttamente dalla legge, in particolare dalla necessità di coprire i 'costi sociali' dell'organismo, annullando la decisione precedente e rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Diritto indisponibile e TIA: appello sempre ammesso
Una società di gestione ambientale ricorre contro la decisione di un Tribunale che aveva dichiarato inammissibile il suo appello contro una sentenza del Giudice di Pace. La Corte di Cassazione stabilisce che il diritto alla riscossione della Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) è un diritto indisponibile. Di conseguenza, la decisione del Giudice di Pace su tale materia va considerata emessa secondo diritto e non secondo equità, rendendola sempre appellabile, indipendentemente dal valore della controversia. La Corte cassa la sentenza e rinvia la causa al Tribunale.
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Spese legali agenzia entrate: quando sono dovute?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che le spese legali a favore dell'Agenzia delle Entrate sono dovute anche se il debito tributario principale è stato estinto con una 'rottamazione'. La Corte ha inoltre confermato che il rimborso delle spese legali spetta all'ente pubblico anche quando è difeso in giudizio da propri funzionari interni e non da avvocati esterni. Il ricorso del contribuente è stato quindi rigettato, consolidando il principio secondo cui l'obbligazione per le spese processuali è autonoma rispetto al debito originario.
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Lodo arbitrale: opponibilità al fallimento anche senza
Una società creditrice si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di un credito derivante da un lodo arbitrale, poiché privo di exequatur prima della dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che un lodo arbitrale rituale è opponibile alla massa dei creditori dalla data dell'ultima sottoscrizione, poiché da quel momento acquisisce efficacia di sentenza, a prescindere dalla successiva dichiarazione di esecutività.
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