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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1625 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Prelazione beni culturali: quando si perfeziona?
Eredi di un debitore si oppongono all'esercizio della prelazione beni culturali da parte dello Stato su un immobile, lamentando il mancato pagamento del prezzo. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che la prelazione si perfeziona con la sola manifestazione di volontà dello Stato, essendo il pagamento un'obbligazione successiva. Accoglie invece il ricorso incidentale per l'inadeguatezza delle spese legali liquidate.
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Accantonamento fondi: no a crediti esclusi
In un caso di amministrazione straordinaria, le Amministrazioni Statali hanno richiesto l'accantonamento di ingenti somme per un credito da danno ambientale non ammesso allo stato passivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'accantonamento fondi previsto dalla legge fallimentare non si applica ai crediti esclusi. La Corte ha inoltre chiarito che la decisione del Commissario Straordinario di non effettuare un accantonamento discrezionale oltre la soglia minima obbligatoria non è sindacabile dal giudice nel merito, poiché rientra nelle sue valutazioni di opportunità.
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Inammissibilità sopravvenuta: spese legali accessorie
Una società di riscossione ha impugnato una sentenza che la condannava al pagamento delle spese legali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando l'inammissibilità sopravvenuta dell'azione originaria dei contribuenti a causa di una nuova legge. Di conseguenza, ha annullato la decisione sulle spese, poiché queste sono accessorie e dipendono dalla validità della domanda principale. Il caso è stato chiuso senza un nuovo processo.
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Trattenuta sulla retribuzione: procedura e limiti
La Cassazione conferma l'illegittimità di una trattenuta sulla retribuzione per un danno causato da un lavoratore, se effettuata prima della conclusione del procedimento disciplinare. La sentenza chiarisce che il rispetto delle procedure previste dal CCNL è inderogabile, anche se la responsabilità del dipendente per il danno è accertata.
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Comodato non provato: no a rilascio e usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha respinto sia la domanda del proprietario per il rilascio di un immobile basata su un comodato non provato, sia la domanda riconvenzionale dell'occupante per l'acquisto tramite usucapione. L'ordinanza sottolinea come la mancanza di prova del contratto di comodato impedisca di agire per la sua risoluzione, e allo stesso tempo, l'assenza di prova di un possesso utile ai fini dell'usucapione ne preclude il riconoscimento. I ricorsi di entrambe le parti sono stati rigettati per motivi procedurali e di merito, confermando la situazione di stallo giuridico.
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Responsabilità aggravata: quando è inammissibile?
Una società immobiliare, pur vincitrice in appello, ricorre in Cassazione per ottenere il risarcimento per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. a carico della controparte. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo due principi fondamentali: la valutazione sulla mala fede o colpa grave è un apprezzamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità, e la richiesta di condanna per responsabilità aggravata è incompatibile con la decisione del giudice di merito di compensare le spese di lite.
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Contratto quadro nullo se firmato da un solo cointestatario
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito, dichiarando nullo un contratto quadro di intermediazione finanziaria perché sottoscritto da uno solo dei due cointestatari. Secondo la Corte, questa nullità formale travolge anche i successivi ordini di acquisto di titoli, come le obbligazioni di una nota società emittente poi fallita. La decisione sottolinea l'importanza della sottoscrizione di tutti gli investitori per la validità del contratto quadro.
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Negoziate assistita avvocato: quando è obbligatoria?
Un avvocato ha citato in giudizio una società per il mancato pagamento di compensi professionali. I tribunali di merito e la Corte di Cassazione hanno dichiarato la domanda improcedibile per il mancato esperimento della procedura di negoziazione assistita avvocato. La Suprema Corte ha confermato che tale procedura è obbligatoria per le richieste di pagamento inferiori a 50.000 euro, anche nel caso in cui il legale si difenda personalmente in giudizio.
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Legittimazione creditore liquidazione: il caso Cass.
La Corte di Cassazione conferma che la legittimazione del creditore a richiedere l'apertura della liquidazione giudiziale sussiste anche in presenza di un credito contestato. Per avviare la procedura, è sufficiente un accertamento sommario da parte del giudice, senza necessità di un titolo esecutivo. La sentenza analizza anche la validità di un contratto di factoring non sottoscritto dalla società cessionaria e sanziona per mala fede il ricorso basato su argomentazioni palesemente smentite dalle prove documentali.
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Litisconsorzio facoltativo e appello: la Cassazione
Una contribuente impugna una cartella di pagamento, ottenendo ragione in primo grado. L'agente della riscossione appella la decisione lamentando la mancata partecipazione al giudizio dell'Agenzia delle Entrate. La Corte d'Appello, integrato il contraddittorio, riforma la sentenza e dà torto alla contribuente. La Cassazione conferma questa procedura, chiarendo le regole sul litisconsorzio facoltativo e i poteri del giudice d'appello, che non deve rimettere la causa al primo grado ma deciderla nel merito.
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Inefficacia pagamenti: la regola dell’ora zero
Una grande compagnia aerea in amministrazione straordinaria aveva effettuato un pagamento a una società di servizi aeroportuali. La Corte di Cassazione ha confermato il principio di 'inefficacia dei pagamenti' noto come 'regola dell'ora zero', stabilendo che i pagamenti eseguiti dal debitore nello stesso giorno di emissione del decreto di amministrazione sono inefficaci a partire dalla mezzanotte di quel giorno. La decisione della Corte d'Appello, che richiedeva la prova dell'orario esatto del pagamento rispetto al decreto, è stata annullata. Questa sentenza consolida la certezza del diritto sugli effetti delle procedure concorsuali e chiarisce l'ambito dell'inefficacia pagamenti amministrazione straordinaria.
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Divisione immobiliare: uso esclusivo e migliorie
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di divisione immobiliare tra due fratelli. La controversia riguardava un immobile co-acquistato, utilizzato in via esclusiva da uno dei due. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale che quello incidentale, confermando la decisione d'appello. I giudici hanno chiarito i criteri per il calcolo dell'indennità di occupazione, anche in caso di parziale inagibilità, e le modalità di rimborso per le migliorie apportate da un solo comproprietario, specificando che il rimborso è basato sui costi sostenuti e non sull'aumento di valore. La sentenza ha inoltre stabilito che, se l'appello contesta l'assetto complessivo della divisione, nessuna parte della sentenza di primo grado può considerarsi passata in giudicato.
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Società di fatto tra coniugi: liquidazione e recesso
La Corte di Cassazione interviene sul caso di una società di fatto tra coniugi per la gestione di una farmacia. La sentenza chiarisce che l'allontanamento di un socio dall'attività non determina automaticamente lo scioglimento della società, ma configura un recesso. Di conseguenza, la liquidazione della sua quota deve essere calcolata al momento della manifestazione formale della volontà di recedere (come la notifica di un atto di citazione) e non al momento dell'abbandono fisico. La Corte ha cassato la decisione precedente per aver confuso lo scioglimento della società con il recesso del singolo socio, incorrendo nel vizio di extra petizione.
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Fideiussione Omnibus: Cassazione sulla nullità parziale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni garanti che chiedevano la nullità di un contratto di fideiussione. L'ordinanza chiarisce che il provvedimento della Banca d'Italia del 2005 si applica solo alla fideiussione omnibus e non costituisce prova automatica per i contratti successivi. In un'azione 'stand-alone', spetta al garante l'onere di provare l'esistenza di un'intesa anticoncorrenziale, la natura 'omnibus' del contratto e la corrispondenza delle clausole.
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Esclusione socio srl: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soci avverso la sentenza che confermava la loro esclusione da una S.r.l. per morosità. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso e sull'introduzione di questioni nuove in sede di legittimità, ribadendo l'importanza del rispetto dei requisiti procedurali per l'impugnazione.
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Soccombenza virtuale: obbligo del giudice di decidere
Una società aveva rinunciato a un appello con la dicitura "a spese compensate". La Corte d'Appello, pur dichiarando cessata la materia del contendere, l'ha condannata a pagare le spese legali. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il giudice, prima di decidere sulle spese, ha l'obbligo di valutare chi avrebbe avuto ragione nel merito, applicando il principio della soccombenza virtuale.
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Indennità di espropriazione: la motivazione apparente
Un proprietario contesta l'indennità di espropriazione per un terreno pertinenziale a un'attività commerciale. La Corte d'Appello riduce la stima del perito del 25% citando la perdita del nesso di pertinenzialità. La Corte di Cassazione annulla la decisione, ritenendo la giustificazione una 'motivazione apparente' perché illogica, contraddittoria e priva di un criterio di stima comprensibile, violando il diritto a una decisione trasparente.
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Azione revocatoria e simulazione: i limiti del cumulo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28867/2025, interviene su un caso complesso riguardante la tutela di un creditore di fronte a una catena di vendite immobiliari. La Corte ha stabilito un importante principio: l'azione revocatoria non può essere esercitata "a cascata" contro un atto di disposizione del subacquirente (cioè, chi ha comprato da chi ha comprato dal debitore). Tale azione è esperibile solo contro gli atti del debitore originario. Tuttavia, la Corte ha chiarito che l'azione di simulazione è completamente autonoma e può essere proposta indipendentemente dall'esito della revocatoria, cassando la decisione della Corte d'Appello che le aveva erroneamente collegate.
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Onere della prova contributi: pretesa generica bocciata
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale contro due società, confermando che l'onere della prova per i contributi non versati spetta all'ente stesso. Una richiesta basata su un generico prospetto riepilogativo, senza specificare i fatti e le ragioni giuridiche per ogni singolo lavoratore, è stata ritenuta inammissibile. La Corte ha sottolineato che l'allegazione deve essere sufficientemente dettagliata da permettere al debitore di difendersi e al giudice di comprendere la natura della pretesa.
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Somme in conciliazione: quando sono esenti contributi?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le somme corrisposte da un'azienda a un ex dipendente in sede di conciliazione giudiziale, a fronte della rinuncia di quest'ultimo a impugnare il licenziamento, non hanno natura retributiva e sono quindi esenti da obblighi contributivi. L'Ente previdenziale aveva richiesto il versamento dei contributi su tali importi, ma il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la valutazione della natura di tali somme, basata sull'interpretazione dell'accordo, spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità.
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