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Art. 91 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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1625 provvedimenti

Altri anni per Art. 91 Codice di Procedura Civile

Eredi avvocato: IVA e CPA sempre dovuti, la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28796/2025, ha stabilito che gli obblighi fiscali eredi includono il dovere di fatturare e versare IVA e CPA per le prestazioni professionali eseguite dal defunto, anche se gli eredi non sono professionisti. La Corte ha chiarito che tali oneri si trasferiscono per successione 'mortis causa' e sono dovuti per legge. L'ordinanza ha rigettato sia il ricorso principale dei clienti, che contestavano il pagamento di tali accessori, sia quello incidentale degli eredi del professionista, che mirava a un ricalcolo dei compensi sulla base di un maggior valore della causa.
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Compensazione spese legali: motivazione e limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una fondazione contro la decisione della Corte d'Appello di disporre la compensazione spese legali. La Corte ha stabilito che la motivazione, basata sulla "qualità delle parti" e sulla "controvertibilità dell'accertamento", non è meramente apparente, ma sufficiente a giustificare la deroga al principio della soccombenza, confermando così la decisione di merito.
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Minimale contributivo: obbligo anche senza stipendio?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di versare i contributi previdenziali, basati sul minimale contributivo, sussiste anche durante i periodi di sospensione del rapporto di lavoro concordati tra le parti e senza retribuzione. Il ricorso di un'azienda di trasporti è stato rigettato perché il rapporto contributivo è autonomo da quello retributivo, e le sospensioni non previste dalla legge o dal CCNL non giustificano il mancato versamento.
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Azione revocatoria donazione: quando non è efficace?
Un creditore intenta un'azione revocatoria per una donazione immobiliare fatta da una madre alle figlie. Sebbene il tribunale inizialmente accolga la richiesta, la Corte d'Appello e poi la Corte di Cassazione la respingono. La decisione finale si basa sulla mancanza di prova sia del danno effettivo al creditore (eventus damni), dato che la debitrice possedeva altri beni, sia dell'intento fraudolento (consilium fraudis), non essendo sufficiente il solo legame di parentela a presumerlo. La Cassazione chiarisce i rigorosi oneri probatori a carico di chi agisce con un'azione revocatoria donazione.
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Revocatoria ordinaria: inefficace la cessione d’azienda
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che aveva acquisito un ramo d'azienda da un'altra, poi fallita. La Corte ha confermato la decisione di merito che aveva accolto l'azione di revocatoria ordinaria promossa dalla curatela fallimentare, rendendo l'atto di cessione inefficace nei confronti dei creditori. Decisivi, per la Corte, i legami familiari tra le due società, sufficienti a provare la consapevolezza del danno arrecato ai creditori.
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Responsabilità appaltatore: dovere di verifica progetto
Una società appaltatrice installa facciate in vetro su un edificio, seguendo le indicazioni del progettista. Successivamente, emergono gravi difetti di isolamento termico e malfunzionamenti. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della società, stabilendo che la responsabilità dell'appaltatore non viene meno anche se i vizi derivano da scelte progettuali errate. In qualità di esperto del settore, l'appaltatore ha il dovere di controllare la bontà del progetto e di segnalare eventuali criticità al committente.
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Ricognizione di debito: prova e oneri in eredità
In una causa di divisione ereditaria, un erede sosteneva di aver estinto un debito verso il defunto padre, debito formalizzato da una sua dichiarazione scritta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la ricognizione di debito inverte l'onere della prova, ponendolo a carico del debitore. La testimonianza generica del coniuge dell'erede è stata ritenuta insufficiente a dimostrare l'avvenuto pagamento. La Corte ha inoltre ribadito che le spese funerarie e di successione sono pesi ereditari da ripartire tra tutti i coeredi.
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Notifica atti tributari: valida se fatta da posta privata
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di atti tributari, come una cartella di pagamento, è pienamente valida anche se effettuata tramite un operatore postale privato munito di licenza individuale. La Corte ha chiarito che la disciplina più restrittiva, riservata agli atti giudiziari, non si applica agli atti impositivi. Di conseguenza, è stata annullata la sentenza di merito che aveva dichiarato la nullità della notifica, e il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Prelievo ex art. 725 c.c.: priorità all’erede non donatario
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito l'applicazione del prelievo ex art. 725 c.c. in una divisione ereditaria. Quando un erede ha ricevuto donazioni, l'erede non donatario ha diritto di prelevare in via prioritaria i beni residui in natura per ristabilire non solo l'uguaglianza quantitativa, ma anche quella qualitativa, prima della divisione finale del patrimonio residuo.
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Legittimazione passiva: Stato e Ministeri, chi paga?
Un cittadino ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a seguito della mancata attuazione di una direttiva europea. La Corte di Cassazione ha chiarito che in questi casi la legittimazione passiva spetta esclusivamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto rappresenta l'unitarietà dello Stato. Citare in giudizio un singolo Ministero è un errore che, se eccepito, porta al rigetto della domanda nei suoi confronti. La Corte ha quindi respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Patrocinio a spese dello Stato: limiti e validità
Un cittadino, ammesso al gratuito patrocinio per una procedura esecutiva, si opponeva alla richiesta di compenso del proprio avvocato per l'assistenza in un separato giudizio di opposizione agli atti esecutivi. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato per la procedura esecutiva non si estende automaticamente al giudizio di opposizione. Quest'ultimo, essendo un processo di cognizione, richiede una specifica istanza e una autonoma valutazione sulla non manifesta infondatezza delle ragioni, confermando così il diritto dell'avvocato al compenso.
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Giudice del rinvio: limiti e poteri decisionali
La Corte di Cassazione interviene su un caso complesso riguardante la restituzione di somme versate da una società poi cancellata. La pronuncia si concentra sui limiti invalicabili del giudice del rinvio, che non può riesaminare i presupposti di fatto già stabiliti dalla Cassazione. Viene inoltre riaffermato il principio della prevalenza del contratto definitivo su quello preliminare, chiarendo che il primo costituisce l'unica fonte di regolamentazione del rapporto tra le parti.
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Ricorso inammissibile: l’onere di trascrizione atti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società di autoriparazioni contro una compagnia assicurativa. La decisione evidenzia come il mancato rispetto dell'onere di trascrivere integralmente gli atti e i documenti su cui si fonda l'impugnazione renda il ricorso inammissibile, impedendo alla Corte di esaminare il merito della controversia relativa al risarcimento dei danni da sinistro stradale. La sentenza sottolinea il rigore formale richiesto nel giudizio di legittimità.
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Credito in prededuzione: la vendita non cambia tutto
Un ente comunale ha richiesto il riconoscimento di un credito in prededuzione per spese di bonifica ambientale su un immobile di una società fallita, sostenendo che la successiva vendita del bene giustificasse tale priorità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la vendita non costituisce un "fatto nuovo" capace di modificare la natura di un credito già parzialmente ammesso in via chirografaria, riaffermando così la stabilità delle decisioni prese all'interno della procedura fallimentare (giudicato endofallimentare).
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Compensazione spese legali: la decisione della Corte
Un cittadino cita in giudizio un Ministero per un'ipoteca iscritta erroneamente. Dopo un complesso iter giudiziario, la Corte di Cassazione interviene per stabilire i corretti criteri di liquidazione e compensazione spese legali. La Corte chiarisce che, quando l'oggetto del contendere si riduce alla sola quantificazione delle spese, il valore della causa per calcolare i compensi deve essere adeguato a tale importo e non al valore originario della controversia, cassando la sentenza precedente per errata applicazione dei parametri forensi.
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Patrocinio a spese dello Stato e spese legali
Un creditore contesta l'ammontare delle spese legali da versare allo Stato, dopo aver perso una causa contro un fallimento ammesso al patrocinio a spese dello Stato. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, riaffermando che la parte soccombente deve pagare le spese legali secondo le tariffe ordinarie e non quelle ridotte previste per il gratuito patrocinio. Questa decisione mira a garantire l'uguaglianza tra le parti e la sostenibilità del sistema di assistenza legale statale.
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Avviso di accertamento catastale: motivazione e diritti
Una società contesta un accertamento catastale per carenza di sopralluogo e di motivazione. La Corte di Cassazione chiarisce che, sebbene il sopralluogo non sia sempre obbligatorio, l'avviso di accertamento catastale deve contenere una motivazione dettagliata che espliciti i criteri di calcolo. Una motivazione generica, che non specifica gli immobili usati per la comparazione o le modalità della stima, è illegittima perché lede il diritto di difesa del contribuente. La Corte ha quindi annullato l'atto.
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Transazione con il Comune: nullità senza impegno di spesa
Un avvocato ha richiesto il pagamento di compensi professionali a un Comune sulla base di un accordo transattivo. L'ente locale si è opposto, eccependo la nullità della transazione per mancanza del necessario impegno di spesa. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità dell'accordo, ribadendo che qualsiasi contratto stipulato da un ente locale che comporti una spesa deve essere assistito, a pena di nullità, dalla relativa copertura finanziaria e da uno specifico impegno contabile. Il diritto del professionista al compenso per l'attività svolta, tuttavia, rimane salvo e può essere fatto valere sulla base del contratto di patrocinio originario.
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Estinzione giudizio tributario: il caso rottamazione
Una controversia sul valore di un immobile, giunta fino alla Corte di Cassazione, si è conclusa con una declaratoria di estinzione del giudizio tributario. La svolta è avvenuta quando uno dei coobbligati ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, versando la prima rata. La Suprema Corte ha confermato che tale adesione determina la fine del contenzioso per tutte le parti coinvolte, compensando le spese legali.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la 'serialità della causa' non è una ragione valida per la compensazione spese legali. In un caso di responsabilità solidale tra un Comune e una cooperativa, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva parzialmente compensato le spese legali a danno dei lavoratori vittoriosi, ritenendo la motivazione illogica e non conforme ai principi di 'gravi ed eccezionali ragioni' richiesti dalla legge.
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