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Art. 666 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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232 provvedimenti

Altri anni per Art. 666 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo: quando diventa irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il rigetto di un'istanza di sospensione dell'esecuzione di un sequestro preventivo. La decisione si fonda sul principio che, una volta formatosi il giudicato sull'ordinanza di sequestro, rendendola definitiva e irrevocabile, non è più possibile chiederne la sospensione. Il caso riguardava un ambulatorio veterinario sottoposto a sequestro nell'ambito di un'indagine per plurimi reati.
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Confisca terzo estraneo: l’opposizione è il rimedio
Una società, ritenendosi un terzo estraneo al reato, ha contestato la confisca dei propri beni disposta per reati tributari commessi da un precedente amministratore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che lo strumento corretto per tale contestazione non è il ricorso per cassazione, ma l'opposizione davanti al giudice dell'esecuzione. La Corte ha quindi riqualificato l'impugnazione e rinviato gli atti al Tribunale competente, sottolineando l'importanza di garantire al terzo le più ampie tutele procedurali e un pieno contraddittorio.
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Condono Edilizio: Limiti e Frazionamento Illegittimo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli eredi contro un ordine di demolizione. La sentenza ribadisce che il condono edilizio non è applicabile a immobili che superano i limiti volumetrici di legge (750 mc) e che il frazionamento artificioso delle domande è un espediente illecito. Inoltre, l'immobile era già stato acquisito dal Comune per inottemperanza, privando i ricorrenti di ogni diritto.
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Incidente di esecuzione: inammissibile il ricorso vago
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un'ordinanza di demolizione. Il motivo è che la violazione del principio di proporzionalità, legata alle condizioni di salute, non era stata adeguatamente sollevata e provata durante l'incidente di esecuzione di primo grado. La Corte ha ribadito che nel giudizio di legittimità non si possono introdurre nuove questioni di fatto.
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Omesso versamento IVA: la crisi non è una scusa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20070/2025, ha confermato la condanna di un imprenditore per omesso versamento IVA. La Corte ha ribadito che la crisi di liquidità aziendale non costituisce una valida giustificazione, in quanto rientra nel normale rischio d'impresa. La scelta di pagare dipendenti e fornitori anziché l'IVA dovuta dimostra la volontà di commettere il reato. È stata inoltre respinta la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti specifici dell'imputato.
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Inammissibilità del ricorso: termini e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da due soggetti contro un'ordinanza di confisca, a causa del mancato rispetto del termine di quindici giorni per l'impugnazione. La sentenza chiarisce che un ricorso tardivo non può essere convertito in opposizione, a differenza di un ricorso tempestivo presentato da un terzo cointeressato, che viene invece riqualificato e rinviato al tribunale competente. Il caso sottolinea l'importanza cruciale della tempestività nell'esercizio dei mezzi di impugnazione.
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Confisca discarica abusiva: no con decreto penale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30034/2025, ha rigettato il ricorso di un Procuratore che chiedeva di mantenere la confisca di un terreno adibito a discarica abusiva. Il caso era stato definito con un decreto penale di condanna. La Corte ha stabilito che la confisca per discarica abusiva, prevista dalla legge ambientale, non è applicabile tramite decreto penale, essendo necessaria una sentenza di condanna o un patteggiamento. Inoltre, il terreno stesso non è stato considerato una cosa 'intrinsecamente pericolosa' da giustificare la confisca obbligatoria generale.
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Confisca: appello del PM convertito in opposizione
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso del Pubblico Ministero contro un'ordinanza del Tribunale di Forlì, che aveva annullato un decreto di esecuzione di una confisca per equivalente per la mancata emissione di un'ingiunzione di pagamento. La Suprema Corte, senza entrare nel merito della questione, ha riqualificato il ricorso del PM come 'opposizione' ai sensi dell'art. 667, comma 4, c.p.p., e ha rinviato gli atti al Tribunale di Forlì per il proseguimento. La decisione si concentra sul corretto rimedio procedurale da utilizzare in questi casi.
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Ordine di demolizione: il ricorso ripetitivo è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre soggetti contro un ordine di demolizione per opere abusive. La Corte ha stabilito che la richiesta era una mera riproposizione di un'istanza precedente, già rigettata con provvedimento definitivo, in assenza di 'elementi nuovi' di fatto o di diritto. La pendenza di un ricorso al TAR, basato sugli stessi argomenti, non costituisce un elemento di novità sufficiente a sospendere l'ordine di demolizione.
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Opposizione giudice esecuzione: la conversione del ricorso
Una società terza, colpita da un ordine di confisca, ha impugnato il provvedimento del giudice dell'esecuzione direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che il rimedio corretto è l'opposizione al giudice dell'esecuzione. Invece di dichiarare l'inammissibilità, ha riqualificato il ricorso come opposizione, rinviando gli atti al giudice competente per garantire alla parte un riesame completo nel merito, in applicazione del principio del 'favor impugnationis'.
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Ricorso de plano: la Cassazione chiarisce il rimedio
Una società immobiliare, terza estranea in un procedimento penale, ha impugnato un'ordinanza della Corte di Appello che respingeva la sua richiesta di annullare una confisca. La Cassazione, rilevando un errore procedurale, ha stabilito che il rimedio corretto non era il ricorso per cassazione, ma l'opposizione. Invece di dichiarare l'inammissibilità, ha riqualificato l'atto come opposizione, applicando il principio del "favor impugnationis", e ha rinviato gli atti alla Corte di Appello per la corretta prosecuzione del procedimento, garantendo così alla parte un riesame nel merito.
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Appello riqualificato: errore e rimedio processuale
Una società ha impugnato erroneamente in Cassazione un'ordinanza di confisca emessa dal giudice dell'esecuzione. La Suprema Corte, invece di dichiarare l'inammissibilità, ha disposto un appello riqualificato, convertendo il ricorso in opposizione e rinviando gli atti allo stesso giudice. Questa decisione protegge il diritto della parte a un riesame nel merito, applicando il principio del 'favor impugnationis'.
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Riqualificazione ricorso: la via corretta è l’opposizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'impugnazione presentata come ricorso avverso un'ordinanza del giudice dell'esecuzione deve essere riqualificata come opposizione. Questa decisione, basata sul principio di conservazione degli atti giuridici, mira a garantire ai ricorrenti, terzi estranei al procedimento originario, il diritto a un riesame completo nel merito, fase preclusa nel giudizio di legittimità. Il caso riguardava la richiesta di revoca di una confisca. Con la riqualificazione del ricorso, gli atti sono stati trasmessi al giudice competente per la corretta procedura.
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Confisca per equivalente: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che disponeva la confisca per equivalente a carico di un imprenditore fallito. La Corte ha stabilito che tale misura è illegittima se la confisca diretta del profitto del reato è possibile, come nel caso di specie in cui le somme erano disponibili nel patrimonio fallimentare. Inoltre, è stato ritenuto abnorme l'uso della procedura di correzione di errore materiale per disporre la confisca per equivalente.
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Legittimazione incidente di esecuzione: chi può agire?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero avverso un provvedimento che negava l'avvio di un incidente di esecuzione su istanza dei Carabinieri. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione incidente di esecuzione da parte delle forze dell'ordine, non rientrando tra i soggetti tassativamente indicati dalla legge. L'appello è stato respinto perché non contestava questa ragione fondamentale, ma si concentrava su aspetti secondari.
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Ordine di demolizione: valido anche con successiva prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di demolizione emesso con una sentenza di condanna divenuta irrevocabile mantiene la sua piena efficacia anche qualora un successivo procedimento penale, per i medesimi fatti, si concluda con una declaratoria di prescrizione del reato. Secondo la Corte, la sentenza irrevocabile costituisce un titolo esecutivo autonomo e autosufficiente che non può essere intaccato dall'esito di un secondo giudizio, il quale, peraltro, avrebbe dovuto concludersi con una declaratoria di improcedibilità per violazione del principio del 'ne bis in idem' (divieto di un secondo processo per lo stesso fatto). Di conseguenza, il ricorso del proprietario dell'immobile abusivo è stato dichiarato inammissibile.
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Doppia conformità: no sanatoria per abusi edilizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari contro un ordine di demolizione per un grave abuso edilizio. La Corte ha ribadito la necessità del requisito della doppia conformità, ovvero la conformità dell'opera alle norme urbanistiche sia al momento della sua realizzazione che al momento della richiesta di sanatoria. È stata inoltre esclusa l'applicazione retroattiva del cosiddetto "decreto salva-casa", poiché la nuova normativa non può sanare abusi realizzati in totale assenza di titolo autorizzativo.
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Confisca e terzo: l’opposizione è il rimedio corretto
Un soggetto terzo, proprietario di un immobile oggetto di confisca, ha impugnato l'ordinanza di rigetto della sua istanza di revoca. La Corte di Cassazione, anziché decidere nel merito, ha riqualificato il ricorso come opposizione. La Corte ha chiarito che avverso un'ordinanza emessa con procedura semplificata ('de plano') dal giudice dell'esecuzione in materia di confisca e terzo, lo strumento corretto non è il ricorso diretto in Cassazione, ma l'opposizione davanti allo stesso giudice, per garantire un pieno contraddittorio.
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Impulso di parte: chi può avviare l’esecuzione?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di confisca e distruzione di beni, poiché il procedimento di esecuzione era stato avviato su segnalazione dei Carabinieri. La Corte ha ribadito che, secondo il principio dell'impulso di parte, solo il Pubblico Ministero, l'interessato o il suo difensore possono validamente presentare richiesta, pena la nullità insanabile del provvedimento emesso dal giudice dell'esecuzione.
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Abuso edilizio: no a sanatorie parziali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che revocava un ordine di demolizione per un abuso edilizio. La sentenza chiarisce che una nuova sanatoria, riguardante solo una parte dell'immobile, non costituisce un "fatto nuovo" tale da superare una precedente decisione di rigetto. La Corte ha ribadito i principi fondamentali dell'"immanenza dell'abusività" e della "valutazione unitaria", affermando che un immobile abusivo deve essere considerato nel suo complesso e non può essere legalizzato per parti separate. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio in linea con questi principi.
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