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Art. 666 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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439 provvedimenti

Altri anni per Art. 666 Codice di Procedura Penale

Reclamo inammissibile: chi può deciderlo?
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto con cui il Presidente del Tribunale di Sorveglianza aveva dichiarato un reclamo inammissibile. Il caso riguardava un detenuto che contestava il divieto di tenere un lettore CD. La Suprema Corte ha stabilito che la decisione sull'ammissibilità spetta all'intero collegio del Tribunale e non al solo Presidente, configurando altrimenti una nullità assoluta per vizio di costituzione del giudice. L'atto è stato quindi rinviato al Tribunale di Sorveglianza per la corretta valutazione.
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Ordine di demolizione: obbligo di perizia del giudice
Una proprietaria di immobile ha ricevuto un ordine di demolizione per abusi edilizi. A causa del rischio di danni alle parti legittime dell'edificio e a quelli vicini, la Procura ha chiesto una revoca parziale o una perizia tecnica. Il giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che in presenza di dubbi concreti sulla fattibilità della demolizione, il giudice ha il dovere di disporre accertamenti, inclusa una perizia, per definire le corrette modalità esecutive. L'onere della parte interessata è di allegare i fatti, non di provarli.
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Decreto de plano: quando il giudice deve fissare l’udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto de plano emesso da un Presidente del Tribunale di sorveglianza, che aveva dichiarato inammissibile un'istanza di affidamento in prova ai servizi sociali. L'istanza era stata respinta perché ritenuta una semplice riproposizione di una precedente richiesta. Tuttavia, l'interessato aveva introdotto nuovi elementi relativi alla sua situazione abitativa e lavorativa. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione di tali novità richiede un'analisi discrezionale che non può essere effettuata senza un'udienza in contraddittorio tra le parti. L'emissione di un decreto de plano in questi casi viola il diritto di difesa e comporta la nullità assoluta del provvedimento.
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Confisca urbanistica: il principio di proporzionalità
La curatela fallimentare di una società impugna una confisca urbanistica, sostenendo che colpisca anche beni estranei all'illecito. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, annullando con rinvio l'ordinanza del tribunale per difetto di motivazione. La sentenza sottolinea la necessità di valutare sempre il principio di proporzionalità, verificando la pertinenza di ogni singolo bene confiscato rispetto al reato di lottizzazione abusiva.
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Procedimento di esecuzione: nullo senza richiesta P.M.
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di confisca emessa in fase esecutiva. La Corte ha stabilito che il procedimento di esecuzione non può essere avviato d'ufficio dal giudice, ma richiede un impulso di parte, ovvero una richiesta formale del Pubblico Ministero. L'assenza di tale richiesta determina una nullità insanabile del provvedimento.
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Interesse a ricorrere: quando un ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per carenza sopravvenuta di interesse. Il caso riguarda un'impugnazione contro un'ordinanza che rigettava un incidente di esecuzione, ma nel frattempo il provvedimento originariamente contestato (un ordine di confisca) era già stato annullato in un altro procedimento. La sentenza chiarisce che l'interesse a ricorrere deve essere concreto e attuale, non una mera aspirazione alla correzione di un errore giuridico.
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Provvedimento interlocutorio: quando non è impugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato contro la revoca di una sospensione di un ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che un provvedimento interlocutorio, emesso durante un incidente di esecuzione, non è autonomamente impugnabile. L'impugnazione è consentita solo contro la decisione finale che conclude il procedimento, respingendo la tesi dell'abnormità dell'atto sollevata dal ricorrente.
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Incidente di esecuzione: no a istanze ripetitive
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di demolizione. La Corte chiarisce che un incidente di esecuzione non può essere accolto se si limita a riproporre una istanza già rigettata in assenza di fatti realmente nuovi. Il rigetto da parte del Comune della richiesta di annullamento in autotutela di un permesso in sanatoria non costituisce un 'novum' idoneo a riaprire il caso.
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Revoca sospensione condizionale: la legge applicabile
La Cassazione rigetta il ricorso del PM per la revoca della sospensione condizionale della pena concessa per la terza volta. La Corte stabilisce che la norma sull'estinzione del reato è di natura sostanziale. Pertanto, si applica la versione più favorevole in vigore al momento del passaggio in giudicato della sentenza, non la legge successiva più restrittiva.
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Confisca per equivalente: prima l’azienda, poi il socio
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente sui beni personali di un amministratore accusato di aver distratto fondi pubblici (PNRR). La sentenza stabilisce un principio procedurale cruciale: la verifica dell'incapienza patrimoniale della società beneficiaria, condizione per aggredire i beni dell'amministratore, deve avvenire nella fase esecutiva del sequestro e non durante il riesame della sua legittimità.
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Decreto di irreperibilità: nullità senza ricerche
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava la sospensione condizionale della pena. La notifica all'imputato era avvenuta presso il difensore sulla base di una presunta irreperibilità, dichiarata però senza emettere un formale decreto di irreperibilità e, soprattutto, senza disporre le necessarie ricerche preventive come imposto dalla legge. Tale omissione, secondo la Corte, costituisce una violazione del diritto al contraddittorio e determina una nullità assoluta e insanabile del provvedimento.
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Revoca Sospensione Condizionale: Quando è Preclusa?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di revoca della sospensione condizionale della pena. Il caso riguarda una persona che aveva già usufruito del beneficio due volte. La Corte stabilisce che, prima di procedere alla revoca, il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare se l'impedimento (le precedenti concessioni) fosse conoscibile al giudice che ha concesso il beneficio per la terza volta. Se l'informazione era presente negli atti del processo, la sentenza diventa definitiva e la revoca è preclusa. La mancata verifica di questo aspetto rende illegittimo il provvedimento di revoca.
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Pene sostitutive: la richiesta spetta all’imputato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per guida senza patente con recidiva nel biennio. La Corte ha stabilito che la recidiva era correttamente configurata e, soprattutto, che l'applicazione delle pene sostitutive introdotte dalla Riforma Cartabia non è un dovere d'ufficio del giudice, ma deve essere esplicitamente richiesta dalla difesa durante il giudizio di merito. L'omessa proposta da parte del giudice d'appello non costituisce motivo di nullità della sentenza.
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Calcolo pena reato continuato: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice dell'esecuzione relativa al calcolo della pena per un reato continuato. L'imputato, condannato con quattro sentenze separate per bancarotta fraudolenta, aveva ottenuto il riconoscimento della continuazione tra i reati. Tuttavia, il giudice aveva errato nel determinare la pena complessiva, limitandosi a sommare gli aumenti già decisi nelle singole sentenze. La Cassazione ha ribadito che il corretto calcolo pena reato continuato richiede di individuare la violazione più grave, usare la sua pena come base e applicare aumenti autonomi e motivati per ogni reato satellite, anche se già unificati in precedenza.
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Revoca indulto: l’omessa notifica annulla il provvedimento
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di revoca indulto emessa dal Tribunale di Napoli. La decisione è motivata dalla mancata notifica dell'avviso di udienza al condannato, un vizio procedurale che integra una nullità assoluta, violando il diritto al contraddittorio. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Revoca sospensione condizionale: udienza obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di revoca della sospensione condizionale della pena emesso da un Tribunale in funzione di giudice dell'esecuzione. La decisione è stata presa senza fissare un'udienza e senza sentire le parti. Secondo la Suprema Corte, questa omissione viola il principio del contraddittorio, sancito dall'art. 666 del codice di procedura penale, e determina una nullità assoluta e insanabile dell'atto. Di conseguenza, il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo giudizio che dovrà svolgersi nel rispetto del diritto di difesa delle parti.
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Legittimo impedimento: udienza nulla senza rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione del Tribunale di Sorveglianza perché quest'ultimo non ha considerato una richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore. La difesa aveva inviato un'istanza documentata il giorno prima dell'udienza, ma il Tribunale ha proceduto in sua assenza, determinando una nullità insanabile. Il caso sottolinea l'importanza del diritto di difesa anche nei procedimenti di sorveglianza.
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Confisca estesa: i limiti del giudice dell’esecuzione
La Corte di Cassazione annulla un decreto che estendeva una confisca patrimoniale a nuovi terreni. La sentenza chiarisce che il giudice dell'esecuzione può correggere un provvedimento definitivo solo per specificare beni già inclusi nella decisione, non per ampliare l'oggetto della confisca. Il caso riguarda una confisca estesa a particelle catastali non menzionate nel dispositivo originario, sollevando questioni sui poteri del giudice e la tutela della proprietà.
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Restituzione in termini: quando il giudice non può decidere
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del GIP che aveva rigettato una richiesta di restituzione in termini senza celebrare un'udienza. L'imputato, condannato con decreto penale, sosteneva di non aver avuto conoscenza della notifica, ricevuta dalla moglie, poiché era ricoverato e soggetto a un divieto di avvicinamento. La Corte ha stabilito che, quando la richiesta di restituzione in termini è presentata nell'ambito di un incidente di esecuzione, è obbligatorio procedere con un'udienza in contraddittorio e non è possibile una decisione "de plano". Inoltre, ha chiarito che in questa fase l'imputato ha solo un onere di allegazione dei fatti, non di prova.
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Sospensione condizionale pena: no in fase esecutiva
Una persona condannata per guida in stato di ebbrezza ottiene la sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità. Non eseguendoli, la pena detentiva viene ripristinata. Il giudice dell'esecuzione nega la richiesta di sospensione condizionale della pena, affermando che tale beneficio doveva essere richiesto opponendosi al decreto penale iniziale. La Cassazione analizza se sia possibile concedere il beneficio in fase esecutiva, confermando la decisione del giudice e rigettando il ricorso.
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