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Art. 666 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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641 provvedimenti

Altri anni per Art. 666 Codice di Procedura Penale

Nulla osta passaporto: la competenza è del PM
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino a cui era stato negato il passaporto per una multa non pagata. L'errore fatale è stato richiedere il nulla osta passaporto al Giudice dell'Esecuzione anziché al Pubblico Ministero, l'unica autorità competente in prima istanza. La Corte ha stabilito che il Giudice può intervenire solo in un secondo momento, per controllare la decisione del PM, e ha ritenuto irrilevante la questione di compatibilità con il diritto UE a causa del vizio procedurale.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è infondato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La sentenza chiarisce che il proprietario, avendo perso la titolarità del bene acquisito dal Comune, non può invocare la normativa sull'housing sociale per bloccare la demolizione. Viene inoltre specificato che l'acquisizione al patrimonio comunale non impedisce di per sé l'esecuzione dell'ordine di demolizione, salvo una delibera consiliare che attesti un prevalente interesse pubblico al mantenimento.
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Revoca pena sostitutiva: quando si torna in carcere
La Cassazione ha confermato la decisione di un Magistrato di sorveglianza sulla revoca della pena sostitutiva della detenzione domiciliare. Un condannato, violando ripetutamente le prescrizioni frequentando un coindagato, è stato ricondotto in carcere. La Corte ha chiarito che la scelta tra il ripristino della detenzione in carcere e un'altra pena sostitutiva è discrezionale e motivata dalla gravità dei fatti.
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Pena illegale: quando si può correggerla in esecuzione?
Un soggetto, condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ha sostenuto che la sua condanna fosse una pena illegale perché calcolata sul ruolo di 'organizzatore' anziché di 'partecipe'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la pena illegale, emendabile in sede esecutiva, si configura solo quando la sanzione supera il massimo previsto dalla legge per il reato contestato. Poiché la pena inflitta rientrava nei limiti edittali e il ruolo apicale era già stato accertato nel giudizio di merito, non era possibile una rideterminazione in fase esecutiva.
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Onere della prova demolizione: chi deve provare?
Una persona condannata per abusivismo edilizio ha presentato ricorso contro il rigetto della sua istanza di sospensione di un ordine di demolizione, basandosi su una vecchia domanda di condono. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'onere della prova demolizione grava interamente sulla parte che fa istanza. Il giudice non ha l'obbligo di acquisire d'ufficio la documentazione mancante per sopperire alla negligenza del ricorrente.
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Condono edilizio: la Cassazione sul limite di 750 mc
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un ordine di demolizione. I ricorrenti avevano ottenuto due permessi in sanatoria tramite condono edilizio per un'unica proprietà, ma la Corte ha stabilito che il volume totale delle opere abusive superava il limite legale di 750 metri cubi. La sentenza sottolinea che tutte le parti dell'unità immobiliare devono essere considerate congiuntamente nel calcolo del volume, rendendo di fatto illegittimi i condoni e confermando l'ordine di demolizione.
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Rientro straniero espulso per processo: la Cassazione
Un cittadino straniero, espulso dall'Italia, si è visto negare il rientro per partecipare a un'udienza del Tribunale di sorveglianza, nonostante una precedente autorizzazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diniego è illegittimo e contraddittorio, violando il diritto di difesa. La sentenza analizza il diritto al rientro straniero espulso, affermando che può essere negato solo per nuovi e gravi motivi di pericolosità sociale. Di conseguenza, la decisione del Tribunale di sorveglianza, emessa in assenza dell'interessato, è stata annullata con rinvio.
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Notifica decreto penale: nullità senza contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice dell'esecuzione che aveva rigettato 'de plano' (senza udienza) la richiesta di revoca di un decreto penale per un vizio sulla notifica decreto penale. Secondo la Corte, la richiesta non era manifestamente infondata e richiedeva una valutazione di merito, pertanto era necessario garantire il contraddittorio tra le parti fissando un'apposita udienza, non potendo decidere sulla questione senza un confronto processuale.
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Competenza giudice esecuzione: chi decide sui permessi?
Un condannato a lavori di pubblica utilità chiede un permesso per le ferie, ma la Corte d'Appello che ha emesso la sentenza e il Giudice di Sorveglianza del luogo di esecuzione si dichiarano entrambi incompetenti. La Corte di Cassazione interviene per risolvere il conflitto, stabilendo che la competenza del giudice dell'esecuzione spetta all'organo che ha pronunciato la condanna, in questo caso la Corte d'Appello, poiché la richiesta modifica le modalità esecutive della pena.
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Revoca sospensione condizionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di revoca della sospensione condizionale della pena. Ha chiarito che la revoca è obbligatoria in caso di commissione di un nuovo reato, indipendentemente dalla conoscenza di precedenti cause ostative. Tuttavia, se la revoca si basa solo su cause ostative preesistenti, il giudice dell'esecuzione deve prima verificare che queste non fossero già note al giudice che ha concesso il beneficio.
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Notifica errata avvocato: la Cassazione annulla tutto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che revocava un indulto a un condannato. La causa dell'annullamento è una notifica errata all'avvocato difensore. L'avviso per l'udienza è stato inviato via PEC a un legale omonimo, ma con dati anagrafici diversi, violando così il diritto di difesa. La Suprema Corte ha quindi rinviato il caso alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio, sottolineando l'importanza fondamentale della corretta comunicazione degli atti processuali.
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Giudicato esecutivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che contestava il calcolo della pena detentiva. La Corte ha stabilito che l'istanza era una mera riproposizione di una richiesta già rigettata in precedenza. In assenza di elementi nuovi, vige il principio del giudicato esecutivo, che impedisce di ridiscutere questioni già decise in fase esecutiva, garantendo la certezza del diritto.
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Impugnazione esito affidamento: la via dell’opposizione
La Corte di Cassazione ha chiarito che il rimedio corretto contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza sull'esito negativo dell'affidamento in prova non è il ricorso diretto, ma l'opposizione davanti allo stesso tribunale. In un caso riguardante la mancata estinzione della pena per presunte inadempienze, la Suprema Corte ha riqualificato l'impugnazione errata, applicando il principio di conservazione degli atti e rinviando il caso al primo giudice per la trattazione come opposizione. La decisione sottolinea la specificità della procedura prevista dall'art. 678, comma 1-bis, c.p.p., che impone un primo vaglio nel merito in contraddittorio prima di poter adire la Cassazione.
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Pericolo di recidiva: no a misure alternative
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di negare le misure alternative (detenzione domiciliare e affidamento in prova) a un condannato per truffa. La decisione si fonda sull'elevato pericolo di recidiva, desunto non solo dai precedenti penali, ma soprattutto dalle numerose segnalazioni per reati analoghi commessi telematicamente anche dopo i fatti per cui era stato condannato. Secondo la Corte, il comportamento successivo al reato è un elemento cruciale per valutare la possibilità di reinserimento sociale del condannato.
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Restituzione beni sequestrati: errore nel ricorso
La Cassazione chiarisce la procedura per la restituzione beni sequestrati. Un ricorso errato contro un diniego del GIP viene riqualificato come opposizione, obbligando il giudice a riesaminare il caso. La sentenza sottolinea l'importanza di scegliere il corretto mezzo di impugnazione per evitare l'inammissibilità.
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Valutazione affidamento in prova: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di diniego di una misura alternativa alla detenzione, chiarendo che la valutazione per l'affidamento in prova non può fondarsi unicamente su precedenti penali datati. È necessario un giudizio prognostico completo che consideri il comportamento del condannato successivo al reato, la sua situazione attuale e i progressi nel percorso di reinserimento sociale. La mancanza di questa analisi complessiva rende la motivazione del provvedimento inesistente.
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Onere di allegazione nella riabilitazione: il ruolo del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la riabilitazione a un soggetto condannato per bancarotta fraudolenta. La decisione chiarisce che, nel procedimento di riabilitazione, sul richiedente grava un semplice onere di allegazione, non un onere probatorio pieno. Spetta al giudice del Tribunale di Sorveglianza il compito di verificare, anche d'ufficio, la veridicità dei fatti affermati, come l'adempimento delle obbligazioni civili. Il rigetto di un documento solo perché in copia o con firma illeggibile, senza ulteriori indagini, costituisce un'inerzia ingiustificata da parte del giudice.
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Ricorso come opposizione: la Cassazione qualifica l’atto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ricorso per cassazione, erroneamente proposto contro un'ordinanza in materia di confisca emessa 'de plano', non deve essere dichiarato inammissibile. In applicazione del principio del 'favor impugnationis', l'atto viene qualificato come opposizione e trasmesso al giudice competente per la decisione. La vicenda riguarda un'istanza di revoca e rideterminazione del quantum di una confisca per equivalente, che la Corte d'Appello aveva ritenuto inammissibile per la presunta riproposizione di questioni già decise. La Suprema Corte, invece di rigettare il ricorso, lo ha 'salvato' riqualificandolo nel mezzo di impugnazione corretto.
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Istanza di revoca confisca: il valore dei nuovi elementi
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile una istanza di revoca di una confisca. La Corte ha stabilito che la presentazione di nuovi elementi di prova, come i redditi di altri membri del nucleo familiare mai valutati in precedenza, impedisce di considerare la richiesta una 'mera riproposizione' di una precedente istanza già rigettata, anche se l'oggetto della richiesta (il petitum) rimane lo stesso. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame nel merito.
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Revoca ordine di demolizione per fatti nuovi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile una richiesta di revoca di un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che la sopravvenienza di una sentenza amministrativa definitiva, che accerta l'illegittimità dell'acquisizione dell'immobile da parte del Comune e valida la sanatoria edilizia, costituisce un "fatto nuovo". Tale fatto impone al giudice dell'esecuzione di rivalutare la compatibilità dell'ordine di demolizione con la nuova situazione giuridica, superando la preclusione del precedente giudicato.
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