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Art. 633 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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363 provvedimenti

Altri anni per Art. 633 Codice Penale

Inammissibilità ricorso: requisiti e limiti del riesame
La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un'imputata contro una sentenza di condanna. La Corte ha stabilito che i motivi di appello non possono essere una mera ripetizione di argomenti già respinti, ma devono confrontarsi specificamente con le motivazioni della sentenza impugnata. Inoltre, ha confermato che la valutazione sulla concessione della sospensione condizionale della pena, basata su un giudizio prognostico sfavorevole sulla personalità dell'imputato, è un apprezzamento di merito non sindacabile in sede di legittimità se non manifestamente illogico.
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Appello inammissibile: no a motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un appello inammissibile perché i motivi presentati erano sia una semplice ripetizione di doglianze già respinte, sia generici e privi della specificità richiesta dalla legge. La sentenza ribadisce che il ricorso deve contenere censure precise e non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni. Inoltre, la Corte conferma che non può riesaminare l'adeguatezza della pena se la decisione del giudice di merito non è palesemente illogica o arbitraria.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione?
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per invasione di edifici. I motivi sono stati giudicati una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e il calcolo della prescrizione presentato dal ricorrente è stato ritenuto errato, non avendo considerato un periodo di sospensione previsto dalla legge.
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Estinzione del reato: Cassazione su delitti e recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'estinzione del reato oggetto di un decreto penale di condanna. La Corte ha chiarito che, ai fini dell'estinzione del reato, la commissione di un qualsiasi delitto nel quinquennio successivo è sempre ostativa, a prescindere dalla sua natura. Il requisito della 'medesima indole' si applica esclusivamente alle contravvenzioni e non ai delitti, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Particolare tenuità del fatto e edilizia popolare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per l'occupazione abusiva di un immobile di edilizia popolare. La richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) è stata respinta, poiché la sottrazione di un alloggio destinato a soggetti bisognosi costituisce un danno rilevante per la collettività, incompatibile con la nozione di tenuità.
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Ricorso inammissibile per motivi non specifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di invasione di terreni. I motivi sono stati giudicati una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello e quindi non specifici. Inoltre, la richiesta di attenuanti generiche, non sollevata in sede di appello, è stata considerata inammissibile per la prima volta in Cassazione.
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Inammissibilità appello: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 39094/2024, ha confermato l'inammissibilità di un appello penale per difetto di specificità. La Corte ha ribadito che l'atto di gravame deve contenere una critica argomentata e puntuale delle ragioni di fatto e di diritto della decisione impugnata, altrimenti risulta inammissibile. Il ricorso è stato quindi respinto con condanna alle spese e al pagamento di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti del riesame
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una condanna per occupazione abusiva di un immobile. L'ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità, ribadendo che non è possibile introdurre nuove questioni di fatto, come un presunto rilascio volontario del bene, per la prima volta in Cassazione. Anche la mera ripetizione di argomenti già respinti in appello determina l'inammissibilità ricorso Cassazione, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: la specificità
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso presentato da un'imputata per il reato di invasione di edifici. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi, che si limitavano a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello. L'ordinanza sottolinea come, per evitare l'inammissibilità del ricorso in Cassazione, i motivi debbano contenere una critica argomentata e puntuale della sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e reiterativo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di cinque imputati condannati per invasione di terreni. La decisione si fonda sulla genericità e sulla natura meramente ripetitiva dei motivi presentati, che non si confrontavano adeguatamente con la sentenza d'appello e non fornivano prove a sostegno delle proprie tesi, come quella di un presunto sgombero. Questo caso evidenzia l'importanza del principio di specificità per un ricorso inammissibile.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano generici e non specificavano le critiche alla sentenza impugnata. Questa decisione sottolinea l'importanza di rispettare i requisiti formali dell'appello, come previsto dal codice di procedura penale, e comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Violazione di domicilio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per violazione di domicilio. La Corte ha stabilito che, ai fini della configurazione del reato, è sufficiente la titolarità giuridica dell'immobile e l'assenza del consenso all'ingresso, essendo irrilevante che il proprietario non vi risieda stabilmente o che vi siano lavori in corso.
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Ricorso inammissibile: quando si contesta il merito
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per invasione di terreni. La Corte ha stabilito che i ricorrenti, pur lamentando un vizio di motivazione, stavano in realtà tentando di ottenere una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché il ricorrente si è limitato a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza muovere una critica specifica e argomentata alla sentenza impugnata. La Corte ha sottolineato che un ricorso non può essere una mera ripetizione, ma deve svolgere una funzione di critica puntuale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Invasione di terreni: Cassazione chiarisce il reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza del 29 ottobre 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di invasione di terreni. Il punto centrale della decisione è la chiara definizione del concetto di 'invasione' ai sensi dell'art. 633 del codice penale: non è necessaria la violenza, ma è sufficiente l'introduzione arbitraria, ovvero senza diritto, nella proprietà altrui. L'occupazione che ne consegue è semplicemente la materializzazione della condotta illecita. Il ricorso è stato respinto perché tentava di ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando contestare i fatti è inutile
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da due persone condannate per occupazione abusiva di un immobile. La Corte ribadisce che il giudizio di legittimità non consente una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla corretta applicazione della legge. Viene confermato anche il diniego delle attenuanti generiche, ritenendo sufficiente la motivazione del giudice di merito basata sulla perdurante condotta criminosa.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione per violazione dell'art. 581 c.p.p. Il motivo è la genericità dell'impugnazione, che non specificava gli elementi a sostegno della censura, rendendo impossibile al giudice l'esercizio del proprio sindacato. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Prescrizione reato permanente: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per invasione di edifici. L'ordinanza chiarisce che la prescrizione del reato permanente decorre solo dalla cessazione della condotta illecita (fine dell'occupazione) o dalla sentenza di primo grado, e non dal momento iniziale dell'invasione. Il ricorso è stato respinto anche per mancanza di specificità dei motivi.
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Reato permanente: nuova condanna per stessa occupazione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43287/2024, ha chiarito la natura del reato permanente di invasione di edifici. Ha stabilito che la permanenza del reato cessa con la sentenza di condanna di primo grado. La prosecuzione dell'occupazione dopo tale sentenza costituisce un nuovo e autonomo reato, per il quale è possibile un nuovo processo senza violare il principio del 'ne bis in idem' (divieto di un secondo giudizio per lo stesso fatto). Di conseguenza, il ricorso dell'imputata è stato dichiarato inammissibile.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per invasione di terreni. Il ricorrente lamentava un vizio di travisamento della prova, ma la Corte ha stabilito che i motivi proposti miravano in realtà a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. L'appello è stato respinto perché la motivazione della corte territoriale è stata ritenuta logica e coerente, confermando i limiti del giudizio della Cassazione.
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