LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 633 Codice Penale

Pagina 25 di 40

828 provvedimenti

Inutilizzabilità delle dichiarazioni e garanzie difensive
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per reati di estorsione, caporalato e occupazione abusiva a causa dell'inutilizzabilità delle dichiarazioni rese da alcuni soggetti. Tali persone erano state sentite come semplici testimoni nonostante fossero già emerse tracce di una loro partecipazione ai reati, violando così il diritto a non autoincriminarsi.
Continua »
Traffico illecito di rifiuti: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico illecito di rifiuti e gestione di una discarica abusiva. Un imputato, avendo concordato la pena in appello, ha visto dichiarato inammissibile il proprio ricorso su quasi tutti i motivi. Per il coimputato, la difesa basata sull'occasionalità e sulla necessità economica è stata respinta grazie a prove video che hanno dimostrato un'attività organizzata e continuativa su un'ampia area di 3.000 metri quadrati.
Continua »
Correlazione imputazione-sentenza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per occupazione abusiva. La Corte ha stabilito che non sussiste violazione del principio di correlazione imputazione-sentenza se i fatti contestati e quelli accertati, pur con lievi differenze, condividono un nucleo comune che non pregiudica il diritto di difesa. Inoltre, ha confermato la legittimità del giudizio in assenza quando l'imputato, che ha eletto domicilio e nominato un difensore di fiducia, riceve regolare notifica e sceglie di non partecipare.
Continua »
Sublocazione immobile confiscato: reato e sequestro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro dei canoni derivanti dalla sublocazione di un immobile confiscato. L'ex locatario, pur consapevole della risoluzione del suo contratto a seguito della confisca, aveva subaffittato il bene a un terzo. La Corte ha qualificato tale condotta come invasione arbitraria di edificio (art. 633 c.p.), ritenendo la detenzione ormai priva di titolo legale ('sine titulo') e confermando la legittimità del sequestro del profitto del reato.
Continua »
Occupazione abusiva terreno: Cassazione e confini
Una donna è stata condannata per l'occupazione di una porzione del terreno del vicino tramite la costruzione di una recinzione. Ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo l'incertezza dei confini e la tardività della querela. La Corte ha dichiarato il ricorso per occupazione abusiva di terreno inammissibile, confermando le sentenze precedenti. I giudici hanno stabilito che il ricorso era un mero tentativo di riesaminare i fatti e che le motivazioni dei giudici di merito erano corrette sia riguardo all'intento di occupare sia sulla tempestività della querela.
Continua »
Contestazione aperta e prescrizione: la Cassazione
Un soggetto, condannato per invasione di un immobile di edilizia popolare, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La sua tesi si basava sul fatto che l'imputazione, indicando una data specifica di accertamento, fosse una "contestazione chiusa", cristallizzando il reato a quel giorno. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la formula "accertato in data X" integra una contestazione aperta. In questi casi, per i reati permanenti, la condotta si considera protratta fino alla sentenza di primo grado, data dalla quale inizia a decorrere la prescrizione. Respinte anche le doglianze sul consenso dell'assegnataria, ritenute un tentativo di rivalutare i fatti non ammissibile in sede di legittimità.
Continua »
Reato permanente: occupazione e prescrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46082/2023, ha chiarito la natura di reato permanente dell'occupazione abusiva di immobili protratta nel tempo. Il caso riguardava un ricorso contro una condanna per tale reato. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la prescrizione decorre dalla cessazione dell'occupazione e non dall'inizio. Ha inoltre confermato la legittimità di subordinare la sospensione condizionale della pena al rilascio dell'immobile, quale misura per eliminare le conseguenze dannose del reato.
Continua »
Invasione di edifici: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per invasione di edifici. La sentenza analizza diversi motivi, tra cui la prescrizione del reato, l'uso di appunti da parte di un testimone in dibattimento e il diniego della sospensione condizionale della pena. La Corte ha ritenuto irrilevante la questione sulla prescrizione, legittimo l'uso degli appunti come ausilio alla memoria del teste, e inammissibile un motivo di ricorso sollevato per la prima volta in Cassazione. Infine, ha rilevato la carenza di interesse sul punto della sospensione condizionale, dato che il beneficio era già stato revocato in un altro procedimento.
Continua »
Reato 633 cod. pen.: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per il reato 633 cod. pen. (invasione di terreni). Il motivo è stato giudicato manifestamente infondato, in quanto contestava genericamente la sussistenza del delitto senza individuare vizi logici specifici nella sentenza d'appello. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per invasione di terreni e danneggiamento, applicando il principio della "doppia conforme". Poiché la sentenza d'appello ha confermato la decisione di primo grado con una motivazione congruente, il ricorso non può mirare a una nuova valutazione dei fatti, ma deve limitarsi a evidenziare vizi di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e la doppia conforme
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre persone condannate per invasione di terreni e deturpamento. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e rigettate in appello, tentando una nuova valutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità. La decisione sottolinea la rigidità dei criteri per un ricorso inammissibile, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme', ovvero due sentenze precedenti con lo stesso esito.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi non specifici
La Cassazione dichiara l'inammissibilità ricorso cassazione di due imputati condannati per invasione di terreni. I motivi sono stati giudicati infondati, reiterativi o proposti per la prima volta in Cassazione, violando il principio di specificità dei motivi di appello.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati dall'imputato erano una semplice ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea che un ricorso, per essere valido, deve contenere critiche specifiche e argomentate contro la sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Demanio marittimo: impossibile l’usucapione
Una recente sentenza della Cassazione conferma che un bene del demanio marittimo non può essere acquisito da un privato tramite usucapione, anche in caso di occupazione prolungata. La Corte ha rigettato il ricorso di una cittadina che aveva costruito su un terreno demaniale, ribadendo che la natura pubblica del bene può essere rimossa solo con un atto amministrativo formale (sdemanializzazione) e non per effetto di un uso privato.
Continua »
Occupazione abusiva immobile: no stato di necessità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per occupazione abusiva di un immobile. La Corte ha ribadito che lo stato di necessità non può essere invocato per giustificare il reato quando questo deriva da una difficoltà economica permanente, per la quale esistono soluzioni legali come gli alloggi popolari. È stata inoltre confermata la correttezza della pena applicata, basata su una normativa più severa entrata in vigore durante la permanenza della condotta illecita.
Continua »
Invasione di edifici: quando manca il dolo specifico?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di invasione di edifici, stabilendo che la semplice occupazione illegittima non è sufficiente. È necessario provare il dolo specifico, ovvero l'intento preciso di occupare l'immobile. Nel caso di specie, il consenso del figlio del legittimo assegnatario e la successiva richiesta di sanatoria hanno fatto venir meno la prova dell'elemento psicologico del reato.
Continua »
Reato permanente: quando inizia la prescrizione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per occupazione abusiva di immobile. La Corte ribadisce che si tratta di un reato permanente, la cui prescrizione non inizia a decorrere dal primo atto di occupazione, ma solo dal momento in cui la condotta illecita cessa. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano una mera ripetizione di argomentazioni già disattese in appello.
Continua »
Associazione di tipo mafioso: prova e partecipazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16928/2023, ha esaminato i ricorsi di numerosi imputati condannati per associazione di tipo mafioso e traffico di stupefacenti. La Corte ha dichiarato inammissibili o rigettato la maggior parte dei ricorsi, confermando le condanne. La decisione ribadisce i principi per accertare la partecipazione a un'organizzazione criminale, sottolineando che non basta un mero status di appartenenza, ma è necessario un ruolo dinamico e funzionale. La prova può basarsi su intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori e condotte che dimostrino un contributo stabile al sodalizio.
Continua »
Occupazione abusiva: reato permanente e condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna per occupazione abusiva di un alloggio popolare, chiarendo la natura di reato permanente. Questa qualificazione impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, poiché la condotta illecita perdura nel tempo. La sentenza analizza anche questioni procedurali relative all'acquisizione delle prove in dibattimento, ritenendo legittima la testimonianza di un agente di polizia anche in assenza di una preventiva annotazione scritta.
Continua »
Sequestro preventivo: quando è legittimo e perché
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di terreni e fabbricati ritenuti parte del demanio marittimo. La Corte ha stabilito che la motivazione del tribunale di merito era sufficiente e che il reato di occupazione abusiva, essendo permanente, giustifica il mantenimento della misura cautelare per impedire la prosecuzione dell'illecito.
Continua »