LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 624 Codice Penale — Sezione Settima Penale

Pagina 4 di 40

5218 provvedimenti

Altri anni per Art. 624 Codice Penale

Ricorso Penale Inammissibile: Furto Aggravato e Uso Carta Bancomat
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da una persona condannata per furto aggravato e utilizzo illecito di carta bancomat. La ricorrente contestava la sua responsabilità e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ritenuto che le contestazioni sulla responsabilità fossero mere doglianze di fatto, non ammissibili in sede di legittimità. Ha inoltre giudicato infondato il reclamo sulle attenuanti, poiché il giudice di merito aveva già fornito una motivazione adeguata. La ricorrente ha quindi perso il ricorso ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Recidiva nel furto aggravato: Cassazione conferma l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Lavoratore condannato per furto aggravato. Il Lavoratore contestava l'omessa motivazione sul rigetto dell'esclusione della recidiva. La Suprema Corte ha confermato che il Lavoratore aveva numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, i quali avevano facilitato il nuovo delitto e dimostravano una maggiore capacità criminale. Pertanto, la richiesta di escludere la recidiva nel furto aggravato era infondata. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto in abitazione: Inammissibilità ricorso penale per motivi astratti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'Inammissibilità ricorso penale presentato da un Lavoratore, condannato per furto tentato e consumato in abitazione. Il Lavoratore aveva impugnato la sentenza di appello, ma i suoi motivi sono stati ritenuti inammissibili. I primi due motivi contestavano la responsabilità con principi astratti, ignorando l'arresto in flagranza e la confessione. Il terzo motivo, sull'entità della pena, introduceva una circostanza attenuante nuova e lamentava la misura della pena, rientrante nella discrezionalità del giudice. La Corte ha confermato la condanna alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Tentato furto: Ricorso inammissibile, condanna confermata
Una persona è stata condannata per tentato furto. Ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la condanna. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione precedente. Il motivo del ricorso, che contestava la configurabilità del tentato furto, era già stato esaminato e respinto dai giudici precedenti con argomenti validi. Di conseguenza, la persona è stata condannata a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Furto e Ricorso in Cassazione: L’Inammissibilità del Ricorso Penale
Un Lavoratore, condannato per furto, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la sua identificazione come autore del reato, ma la Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Questo perché le sue lamentele riguardavano solo questioni di fatto già valutate dai giudici precedenti, e la Cassazione non può riesaminare i fatti. Di conseguenza, il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Tentato Furto Aggravato: Ricorsi Inammissibili, Condanna Confermata
Tre individui sono stati condannati per tentato furto aggravato dopo aver tentato di sottrarre beni da un immobile. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna del Tribunale, respingendo le richieste di diversa qualificazione del fatto e di attenuanti generiche, data la gravità delle modalità esecutive e i precedenti penali di alcuni. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli imputati, confermando la loro responsabilità e condannandoli al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, ritenendo i motivi di ricorso manifestamente infondati e generici.
Continua »
Furto Aggravato: Ricorso Inammissibile in Cassazione, fatti non riesaminabili
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da una persona condannata per furto aggravato dalla destrezza. L'imputata contestava l'illogicità della motivazione della sentenza d'appello, ma la Suprema Corte ha ribadito che in sede di legittimità non è possibile riesaminare i fatti o la valutazione delle prove. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto e Concorso di Persone: Quando il Ricorso non Basta
Una coppia è stata condannata per furto aggravato. La Corte d'Appello ha confermato la loro responsabilità. L'Uomo ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo di non aver partecipato consapevolmente al furto commesso dalla Moglie e di non essersene accorto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il ricorso mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La sentenza ha confermato il consapevole concorso di persone nel reato da parte dell'Uomo, condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto aggravato: ricorso inammissibile e condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro la sentenza di condanna per il reato di furto aggravato. I giudici di appello avevano confermato la responsabilità penale già accertata in primo grado. Il ricorrente ha contestato la decisione lamentando presunti vizi di motivazione e violazioni di legge. Tuttavia, l'impugnazione mirava in realtà a ottenere una nuova valutazione dei fatti, operazione preclusa davanti alla Suprema Corte in assenza di travisamenti evidenti di prove. I giudici di legittimità hanno riscontrato una motivazione congrua e l'assenza di un reale confronto con le argomentazioni della sentenza impugnata. L'imputato perde definitivamente il ricorso e subisce la condanna al pagamento delle spese di giudizio, oltre al versamento di una sanzione pecuniaria pari a tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso Penale Inammissibile: Fatti contro Legge in Cassazione
Un Lavoratore è stato condannato per furto e simulazione di reato. Ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la sua responsabilità e l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso penale inammissibile. I giudici hanno stabilito che le contestazioni riguardavano solo la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove, questioni che non possono essere riesaminate in sede di legittimità. La Corte ha anche confermato che non esisteva un unico disegno criminoso tra i reati. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
Continua »
Tentato furto aggravato: ricorso generico e conferma della pena
L'Imputato è stato condannato per il reato di tentato furto aggravato in concorso, con l'aggravante della recidiva reiterata. La difesa ha presentato ricorso per cassazione lamentando la mancata applicazione della pena nel minimo edittale, ritenendo violati i criteri di valutazione giudiziale. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. L'atto riproduceva in modo generico le stesse censure già respinte in secondo grado, omettendo una critica specifica contro la decisione impugnata. La Corte d'Appello aveva infatti già motivato in modo logico la quantificazione della pena, considerando le modalità concrete del fatto e i precedenti penali del colpevole. L'imputato perde il ricorso ed è condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Prescrizione del Reato: La Recidiva Estende i Termini del Furto
Un Lavoratore, condannato per furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta `prescrizione del reato`. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la `prescrizione del reato` non era scaduta a causa della `recidiva reiterata specifica` del Lavoratore, che estendeva il termine fino al 2037, nonostante il riconoscimento di circostanze attenuanti generiche. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Illegalità della pena: la Cassazione chiarisce i limiti del ricorso
Un Ricorrente aveva patteggiato una pena per reati di furto. Successivamente, ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'illegalità della pena. Sosteneva che il giudice non aveva valutato correttamente le circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che l'illegalità della pena si riferisce solo a sanzioni non previste o che superano i limiti legali, non a come il giudice ha calcolato la pena o bilanciato le circostanze. Il ricorso del Ricorrente rientrava in quest'ultima categoria, quindi non poteva essere esaminato. Il Ricorrente deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Furto aggravato o Truffa? La Cassazione chiarisce la differenza
Un imputato è stato riconosciuto colpevole di furto aggravato e ha presentato ricorso, sostenendo che il fatto dovesse essere riqualificato come truffa. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, chiarendo la distinzione tra furto aggravato dal mezzo fraudolento e truffa. La differenza cruciale risiede nel modo in cui il bene viene sottratto: se l'autore lo prende unilateralmente, anche se con inganno, si tratta di furto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto Aggravato: L’Estinzione del Reato per Remissione di Querela Salva la Condanna
Un'Imputata era stata condannata per furto aggravato ai danni di un'Azienda. La Corte d'Appello aveva escluso l'aggravante, rendendo il reato perseguibile a querela di parte. Durante il ricorso in Cassazione, l'Azienda ha ritirato la querela e l'Imputata l'ha accettata. La Corte di Cassazione ha riconosciuto l'estinzione del reato per remissione di querela, annullando la condanna. Questo ha portato all'estinzione del reato e all'addebito delle spese processuali all'Imputata.
Continua »
Furto aggravato e motivi nuovi: inammissibili se tardivi
La Corte di Cassazione ha esaminato la vicenda di un imputato condannato per vari reati contro il patrimonio, tra cui la sottrazione di una betoniera. Nel ricorso in appello originario, la difesa aveva domandato esclusivamente l'assoluzione per insussistenza del fatto. Successivamente, tramite atto aggiuntivo, il difensore ha sollevato questioni relative al tema di furto aggravato e motivi nuovi, contestando l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede. I giudici hanno chiarito che i motivi aggiunti non possono introdurre censure del tutto autonome rispetto all'atto principale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Furto aggravato sul bus: inammissibile il ricorso in Cassazione
L'Imputata subisce una condanna per il reato di furto aggravato dopo aver sottratto il portafogli a un passeggero a bordo di un autobus. La difesa propone ricorso per Cassazione, contestando la credibilità delle testimonianze raccolte e chiedendo una diversa valutazione dei fatti emersi durante il processo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici di legittimità ribadiscono che non spetta alla Cassazione riesaminare le prove testimoniali già valutate dai giudici di merito. La presenza di testimoni oculari diretti conferma pienamente la responsabilità penale. L'Imputata perde il ricorso e deve pagare le spese legali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Furto Consumato: Quando il possesso breve basta per la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per "furto aggravato" a due persone che avevano sottratto capi di abbigliamento rimuovendo i dispositivi antitaccheggio. Le imputate avevano chiesto di riqualificare il fatto come "tentativo di furto", ma la Suprema Corte ha ribadito che il "furto consumato" si verifica quando il ladro ottiene il possesso della merce, anche per un breve periodo e senza sorveglianza costante. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, con condanna alle spese.
Continua »
Patteggiamento e furto: quando la qualificazione del fatto è inattaccabile
Un individuo ha ricevuto una condanna per furto (articolo 624 del codice penale) tramite patteggiamento. Ha poi presentato ricorso, sostenendo che il reato fosse solo un tentativo, non un furto consumato, poiché l'allarme antitaccheggio aveva impedito il pieno possesso della merce. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la qualificazione del fatto nel patteggiamento può essere contestata solo per errori manifesti e non per interpretazioni soggettive che non emergono chiaramente dal testo della sentenza o dall'accusa. Il giudice ha ritenuto che la sottrazione fosse già avvenuta.
Continua »
Tentata rapina impropria: la violenza post-furto non è tentato furto
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per tentata rapina impropria e un altro reato. L'imputato sosteneva che il suo comportamento dovesse essere qualificato come tentato furto, non tentata rapina impropria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'uso della violenza per assicurarsi la fuga dopo un tentativo di furto, specialmente con l'arrivo di altre persone, configura correttamente il reato di tentata rapina impropria, non un semplice furto tentato. La decisione ha ribadito l'importanza della violenza successiva al furto per la qualificazione del reato.
Continua »