L'Imputato ruba un ciclomotore insieme a un complice. Durante la fuga, intercettato dalle forze dell'ordine, forza un posto di blocco e danneggia un'autovettura di servizio. La difesa invoca lo stato di necessità e furto, sostenendo la necessità di procurare denaro per comprare i libri scolastici alla figlia. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici chiariscono che le difficoltà economiche non giustificano il reato, esistendo aiuti pubblici alternativi. Inoltre, un ciclomotore perfettamente funzionante non costituisce un bene di prima necessità. La Suprema Corte conferma le condanne per furto, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, escludendo l'assorbimento dei reati. L'Imputato perde il ricorso ed è condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »