La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17957/2024, ha stabilito che la mera riserva di costituirsi parte civile, espressa dalla persona offesa in sede di denuncia, non può essere equiparata a una valida querela. La Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore Generale, il quale sosteneva l'applicazione del principio del favor querelae. Secondo i giudici, questo principio serve a interpretare una volontà di punire espressa in modo ambiguo, ma non può colmare il vuoto derivante dalla totale assenza di tale manifestazione di volontà.
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