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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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780 provvedimenti

Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione delle norme del codice di procedura penale, che richiedono tassativamente la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, pena l'inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso cassazione inammissibile: serve un avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso cassazione inammissibile perché presentato personalmente dall'imputata e non sottoscritto da un difensore abilitato. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
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Ricorso in Cassazione: avvocato non cassazionista
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso poiché il legale proponente non era iscritto all'albo speciale dei patrocinanti. L'ordinanza sottolinea come questo requisito sia essenziale per la validità dell'atto, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria. Il caso trae origine da un'impugnazione avverso il diniego di un permesso a un detenuto domiciliare, successivamente convertita in ricorso per Cassazione.
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Ricorso in Cassazione: la firma del solo imputato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1606/2024, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso straordinario presentato personalmente dall'imputato. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, qualsiasi ricorso in Cassazione deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto all'albo speciale, estendendo tale principio anche ai ricorsi straordinari per errore di fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso Cassazione presentato personalmente da un condannato avverso la revoca della detenzione domiciliare. La decisione si basa sulla modifica dell'art. 613 c.p.p., che impone la firma di un avvocato specializzato, a pena di inammissibilità.
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Ricorso cassazione personale: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso per cassazione personale presentato da un detenuto. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p., che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile se firmato dalla parte
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché sottoscritto personalmente dal condannato e non da un avvocato abilitato. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p. del 2017, che ha reso obbligatoria la difesa tecnica per i ricorsi in Cassazione, senza eccezioni.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
Un detenuto ha presentato personalmente un appello alla Corte di Cassazione per una richiesta di risarcimento danni. La Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione personale inammissibile, ribadendo che, a seguito di una riforma del 2017, tale atto deve essere obbligatoriamente presentato da un avvocato specializzato. La decisione conferma la legittimità costituzionale di questa regola, sottolineando la necessità di una difesa tecnica qualificata nel giudizio di legittimità.
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Errore di fatto: Cassazione annulla per mancata notifica
La Corte di Cassazione ha accolto un ricorso straordinario per errore di fatto, revocando una precedente ordinanza di inammissibilità. La decisione originaria era viziata da un errore percettivo: la mancata notifica dell'avviso di udienza al difensore del ricorrente. La Corte ha quindi annullato il provvedimento e fissato una nuova udienza per la trattazione del ricorso, ripristinando il corretto svolgimento del processo e tutelando il diritto di difesa.
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Sentenza inappellabile: Cassazione e appello errato
Un imputato, condannato dal Giudice di Pace a una pena pecuniaria, presenta erroneamente appello al Tribunale. La Cassazione annulla la decisione d'appello, chiarendo che la sentenza inappellabile andava impugnata direttamente in Cassazione. Il ricorso, riqualificato, viene comunque respinto nel merito.
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Divieto di reformatio in pejus: pena e attenuanti
La Corte di Cassazione si pronuncia su diversi ricorsi, dichiarandone alcuni inammissibili per vizi procedurali e rigettandone altri. Accoglie un ricorso relativo al calcolo della pena, chiarendo che la rideterminazione della sanzione, a seguito dell'esclusione di un'aggravante, deve seguire un criterio logico e non può portare a una riduzione meramente simbolica o sproporzionata. Questa sentenza sottolinea l'importanza del divieto di reformatio in pejus e della corretta motivazione nel calcolo della pena.
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Ricorso in Cassazione: i requisiti di ammissibilità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un provvedimento su una misura cautelare. Il ricorso in Cassazione è stato respinto perché presentato personalmente dall'interessato e privo di qualsiasi motivazione legale, violando le norme procedurali. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile senza avvocato
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un condannato per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone la necessaria assistenza di un difensore per il ricorso in Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato contro una sentenza di condanna. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che riserva esclusivamente ai difensori iscritti all'albo speciale la facoltà di proporre ricorso per cassazione. La Corte ha inoltre giudicato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata, ribadendo che la necessità di una difesa tecnica in questa sede non lede i diritti dell'imputato.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché l'imputato lo ha proposto e sottoscritto personalmente, violando l'obbligo di legge che impone la firma di un avvocato. Tale vizio procedurale ha impedito l'esame del merito e ha portato alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
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Ricorso inammissibile: l’obbligo dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché proposto e sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato, come richiesto dalla legge. Questa violazione procedurale ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro alla cassa delle ammende, senza che il merito del ricorso venisse esaminato.
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Ricorso in Cassazione: i requisiti di ammissibilità
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia penale perché presentato personalmente dall'imputato. La decisione ribadisce che, a seguito delle modifiche legislative, il ricorso in cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, pena la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da due imputati condannati per riciclaggio. La decisione si basa sulla riforma del 2017, la quale impone che il ricorso per cassazione sia sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato iscritto all'apposito albo. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile senza avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato e non da un avvocato iscritto all'apposito albo. La sentenza ribadisce che, ai sensi dell'art. 613 c.p.p., la sottoscrizione del difensore è un requisito formale indispensabile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per Cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato contro una sentenza di condanna della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 c.p.p., che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Il caso sottolinea l'obbligatorietà della difesa tecnica qualificata per il ricorso per Cassazione personale.
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