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Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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780 provvedimenti

Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Ricorso per cassazione: l’inammissibilità del fai-da-te
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione poiché sottoscritto personalmente dall'imputato e non da un avvocato abilitato. La decisione evidenzia anche la mancanza di specificità dei motivi, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese e di una multa.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile?
Un soggetto, dopo aver ottenuto dal giudice dell'esecuzione l'applicazione del vincolo della continuazione tra più sentenze con una rideterminazione della pena, ha proposto personalmente ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché, in materia penale, l'atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato cassazionista, come previsto dall'art. 613 del codice di procedura penale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Avvocato non cassazionista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso poiché presentato da un avvocato non cassazionista. Il caso nasce da un appello contro una sentenza del Giudice di Pace per una pena pecuniaria. La Corte, rilevando la mancanza di abilitazione del difensore, ha rigettato l'impugnazione de plano e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Ricorso in Cassazione personale: le regole da seguire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione personale presentato da un soggetto contro un provvedimento del Magistrato di sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone l'obbligatoria assistenza di un avvocato cassazionista, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: avvocato non cassazionista
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato da un avvocato non iscritto all'albo speciale dei cassazionisti. Il ricorrente, che chiedeva un'estensione degli orari di allontanamento dalla detenzione domiciliare, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, evidenziando l'importanza dei requisiti formali per l'accesso alla giustizia di legittimità.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Il ricorso per cassazione personale, proposto direttamente dal ricorrente e non da un avvocato abilitato, viola l'art. 613 c.p.p. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Ricorso in Cassazione: i requisiti del difensore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso poiché il difensore non era iscritto all'albo speciale dei cassazionisti, un requisito fondamentale per patrocinare dinanzi alla Suprema Corte. La decisione, presa de plano, ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2612/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale avverso un'ordinanza di inammissibilità di un'istanza di revisione. La Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 613 c.p.p., l'impugnazione in Cassazione deve essere obbligatoriamente proposta da un difensore abilitato, pena l'inammissibilità dell'atto, sottolineando la necessità di una rappresentanza tecnica qualificata per il giudizio di legittimità.
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Rescissione del giudicato: quale legge si applica?
Un'imputata, condannata in assenza per furto aggravato, presenta istanza di rescissione del giudicato dopo aver scoperto la sentenza anni dopo. Nel frattempo, una nuova legge ha modificato la competenza dal Tribunale alla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione, dirimendo un contrasto giurisprudenziale, stabilisce che per la rescissione del giudicato si applica la legge in vigore nel momento in cui l'interessato viene a conoscenza della sentenza e può esercitare il suo diritto, non quella vigente al momento dell'emissione della condanna. Di conseguenza, il caso viene trasmesso alla Corte d'Appello competente.
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Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per Cassazione presentato personalmente da un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato, a pena di inammissibilità. La Corte ha ribadito la distinzione tra la titolarità del diritto all'impugnazione e le modalità formali per il suo esercizio, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Custodia cautelare per frodi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di indebito utilizzo di carte di credito. L'imputata sosteneva l'inapplicabilità della misura per i limiti di pena e per le novità introdotte dalla Riforma Cartabia. La Corte ha respinto quasi integralmente il ricorso, affermando che la pena massima di cinque anni prevista dall'art. 493-ter c.p. consente la custodia cautelare in carcere. Ha inoltre chiarito che la prognosi in fase cautelare non deve estendersi alle nuove pene sostitutive, confermando la misura basata sull'elevato pericolo di recidiva.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
Un imputato ha presentato un ricorso per cassazione personale contro una sentenza di patteggiamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, dopo la riforma del 2017, l'imputato non può proporre personalmente l'appello in Cassazione, essendo necessaria la rappresentanza di un difensore.
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Ricorso inammissibile per eccezioni tardive e generiche
Un soggetto condannato per ricettazione ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata traduzione di atti processuali e contestando la valutazione della sua responsabilità. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Le motivazioni principali sono che l'eccezione sulla traduzione doveva essere sollevata nel giudizio di appello e che gli altri motivi erano troppo generici e non si confrontavano adeguatamente con la sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Mandato ad impugnare: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione non entra nel merito della vicenda, ma si basa su un vizio procedurale introdotto dalla Riforma Cartabia: la mancata presentazione di uno specifico mandato ad impugnare rilasciato dal cliente al proprio avvocato dopo la pronuncia della sentenza d'appello, requisito ora indispensabile per la validità dell'atto.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato direttamente da un imputato. La Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 613 del codice di procedura penale, tale impugnazione può essere proposta solo da un difensore abilitato, confermando la piena legittimità costituzionale di tale norma e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Procura speciale: i requisiti per il ricorso ex 625-bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto, poiché il difensore non era munito di una procura speciale che lo autorizzasse specificamente a proporre tale impugnazione. La sentenza sottolinea che un mandato difensivo generico, anche se contenente l'elenco di altre facoltà, non soddisfa i requisiti dell'art. 625-bis cod. proc. pen., che esige un'investitura ad hoc per questo specifico rimedio processuale.
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Ricorso per Cassazione: quando serve l’avvocato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata perché presentato personalmente e non tramite un avvocato abilitato. La decisione ribadisce che per un Ricorso per Cassazione in materia penale è obbligatoria la difesa tecnica, pena la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile se non da avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in cassazione presentato personalmente da un individuo contro un decreto del Tribunale. La Corte ha stabilito che l'atto è nullo perché la legge impone, a pena di inammissibilità, che tale ricorso sia sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: i motivi di inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un condannato contro un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. A seguito dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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