LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 613 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

Pagina 39 di 39

780 provvedimenti

Altri anni per Art. 613 Codice di Procedura Penale

Ricorso per cassazione: l’obbligo del difensore
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente dall'imputato contro un decreto della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale della Cassazione.
Continua »
Ricorso inammissibile: avvocato non cassazionista
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché sottoscritto da un avvocato non iscritto all'albo speciale per il patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Il caso origina da una condanna alla sola pena dell'ammenda, per la quale era stato erroneamente proposto appello, poi convertito in ricorso. La Corte ha ribadito che la qualifica del difensore è un requisito inderogabile, anche in caso di conversione dell'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
Continua »
Avvocato non cassazionista: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché sottoscritto da un avvocato non iscritto all'apposito albo speciale. Questa regola, ha chiarito la Corte, non ammette deroghe, neanche nel caso in cui un appello venga convertito in ricorso per cassazione. La pronuncia di inammissibilità ha impedito la valutazione della prescrizione del reato e ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: il caso del difensore
La Corte di Cassazione, chiamata a risolvere un conflitto di competenza, riqualifica un appello contro una sentenza di patteggiamento come ricorso diretto. Tuttavia, dichiara l'inammissibilità del ricorso cassazione perché il difensore, al momento del deposito dell'atto, non era iscritto all'albo speciale per il patrocinio presso le giurisdizioni superiori. La sentenza evidenzia come il rispetto dei requisiti formali sia inderogabile.
Continua »
Ricorso in Cassazione: inammissibilità se personale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente da un imputato avverso una sentenza di condanna della Corte d'Appello. La decisione si fonda sul principio inderogabile secondo cui tale impugnazione deve essere proposta esclusivamente da un difensore iscritto nell'apposito albo speciale, come previsto dal codice di procedura penale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione personale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 46164/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 del codice di procedura penale, che dal 2017 esclude la possibilità per l'imputato di impugnare personalmente la sentenza davanti alla Suprema Corte, rendendo obbligatoria la difesa tecnica di un avvocato. L'inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso per Cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un condannato. La decisione si fonda sulla normativa vigente, che impone, a pena di inammissibilità, che il Ricorso per Cassazione sia proposto esclusivamente da un avvocato iscritto all'apposito albo speciale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso per cassazione: inammissibile se non sottoscritto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso una condanna per ricettazione. L'appello era stato proposto personalmente dall'imputato, in violazione dell'art. 613 c.p.p. che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. La Corte ha ribadito che neanche la firma di un avvocato non cassazionista può sanare il vizio, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
Continua »
Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per danneggiamento. La decisione si basa sulla norma che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, escludendo la possibilità per la parte di agire in autonomia. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso inammissibile: avvocato non cassazionista
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. La decisione si fonda su un vizio formale insuperabile: il ricorso è stato sottoscritto da un avvocato non iscritto all'albo speciale per il patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La Corte ha ribadito che tale requisito è inderogabile, anche quando un appello viene convertito in ricorso, confermando così la condanna di primo grado.
Continua »
Ricorso per cassazione: firma avvocato obbligatoria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione perché proposto personalmente dall'imputato. La legge richiede, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione di un avvocato iscritto all'albo speciale, data la complessità tecnica del giudizio di legittimità. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso in Cassazione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente dall'imputato. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone la sottoscrizione dell'atto da parte di un avvocato iscritto all'albo speciale. La mancanza di questo requisito formale ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso in Cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un imputato contro una condanna della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che impongono, per il ricorso in Cassazione, la firma esclusiva di un avvocato iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, l'appellante è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso per cassazione senza avvocato: inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47136/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato. La Corte ha ribadito che, dopo le modifiche legislative del 2017, la proposizione del ricorso richiede obbligatoriamente il ministero di un difensore, distinguendo tra la titolarità del diritto all'impugnazione e le modalità tecniche necessarie per il suo esercizio.
Continua »
Ricorso inammissibile avvocato: requisiti essenziali
Una donna, assolta dal reato di furto, ha impugnato la sentenza. L'appello, convertito in ricorso per cassazione, è stato dichiarato inammissibile perché il suo difensore non era abilitato al patrocinio dinanzi alla Suprema Corte. Questo caso evidenzia la rigidità dei requisiti formali per un ricorso inammissibile avvocato e le conseguenze negative, tra cui il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un imputato contro una sentenza di appello. La decisione si fonda sulla violazione dell'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione del ricorso per cassazione da parte di un difensore iscritto all'albo speciale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Traduzione sentenza imputato straniero: è sempre nulla?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di quattro imputati stranieri condannati per tentata rapina a seguito di patteggiamento. La difesa contestava la mancata traduzione della sentenza, ma la Corte ha stabilito che la rinuncia alla traduzione, avvenuta con l'assistenza di un interprete e di un avvocato, era valida. La sentenza chiarisce che l'omessa traduzione di una sentenza di patteggiamento non costituisce di per sé motivo di nullità.
Continua »
Ricorso per cassazione: l’obbligo del difensore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di confisca. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorso per cassazione è stato proposto personalmente dall'interessato e non da un difensore iscritto all'apposito albo, come richiesto a pena di inammissibilità dall'art. 613 del codice di procedura penale. La Corte ha ribadito che questa regola è inderogabile.
Continua »
Revisione proscioglimento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47736/2024, ha stabilito che l'istituto della revisione non è applicabile alle sentenze di proscioglimento, neanche quando queste comportino l'applicazione di una misura di sicurezza restrittiva della libertà personale. Il caso riguardava un soggetto assolto per vizio totale di mente ma sottoposto a ricovero in casa di cura. La Corte ha ribadito che la revisione è un rimedio straordinario riservato esclusivamente al 'condannato' per rimuovere gli effetti di un giudicato di condanna, e non di assoluzione. Di conseguenza, la questione sulla 'revisione proscioglimento' è stata respinta, confermando che l'assenza dello status di condannato preclude l'accesso a tale strumento processuale.
Continua »
Competenza territoriale reati online: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38511/2024, ha stabilito il criterio per determinare la competenza territoriale per reati online di illecito trattamento di dati personali. Nel caso di specie, dati sensibili di una persona sono stati diffusi su un noto social network da più soggetti residenti in luoghi diversi, rendendo impossibile individuare il luogo di consumazione del reato. La Corte ha chiarito che il reato è istantaneo e, data l'incertezza sui luoghi e la pluralità di residenze degli imputati, si applica il criterio residuale dell'art. 9, comma 3, c.p.p. La competenza spetta quindi al giudice del luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero che per primo ha iscritto la notizia di reato.
Continua »