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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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602 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Sospensione processo tributario: dentista vince e ferma la Cassazione
Un professionista, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento fiscale, si è visto ricorrere contro dall'Agenzia delle Entrate in Cassazione. In questa sede, ha richiesto la **sospensione del processo tributario** per aderire a una procedura di 'definizione agevolata' (pace fiscale). La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, verificando la presenza di tutti i requisiti di legge: lite pendente, valore della causa inferiore a 100.000 euro e soccombenza dell'Agenzia nei gradi precedenti. Di conseguenza, il processo è stato temporaneamente fermato in attesa dell'esito della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata liti: lite estinta tra Fisco e Azienda
Una società cooperativa, coinvolta in un lungo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per tasse non pagate (Irpeg e Ilor) risalenti al 1997, ha deciso di porre fine alla disputa in modo alternativo. Mentre la causa era pendente davanti alla Corte di Cassazione, l'azienda ha aderito alla cosiddetta 'definizione agevolata delle liti', uno strumento di pace fiscale previsto dalla legge. Presentando la domanda e pagando l'importo richiesto, ha saldato il suo debito. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. La società ha così evitato una sentenza sul merito e non ha dovuto pagare né le spese legali del giudizio né sanzioni aggiuntive.
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Pace Fiscale blocca la Cassazione: Estinzione Processo Tributario
Un contribuente impugna una cartella di pagamento. Durante la causa, l'Amministrazione Finanziaria non risponde alla sua richiesta di sospensione. Mentre il caso arriva in Cassazione, il contribuente aderisce alla 'definizione agevolata' (pace fiscale), pagando l'importo richiesto dalla sanatoria. Questa mossa si rivela decisiva. La Corte di Cassazione, prendendo atto dell'avvenuto pagamento e della mancata richiesta delle parti di proseguire, dichiara l'estinzione del processo tributario. La lite si conclude senza un vincitore sul merito della questione originaria, ma con la chiusura del caso. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Cessazione Materia Contendere: Causa Fiscale Annullata con Pace Fiscale
Un contribuente impugna un avviso di accertamento fiscale. Mentre la causa è pendente in Cassazione, aderisce alla 'rottamazione', pagando il dovuto secondo le regole della definizione agevolata. A seguito del pagamento, sia il contribuente che l'Agenzia delle Entrate chiedono di chiudere il caso. La Corte Suprema dichiara la cessazione della materia del contendere, estinguendo il giudizio. La Corte stabilisce che, in questi casi, le spese legali del processo sono 'assorbite' dalla procedura di rottamazione, quindi nessuna delle due parti deve pagare le spese dell'altra. La lite finisce senza un vincitore o un vinto sul merito della questione originale.
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Definizione agevolata: lite fiscale finita senza vincitori
Una società aveva impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte IRES e IRAP. La controversia è arrivata fino in Corte di Cassazione. Durante il giudizio, l'azienda ha aderito alla cosiddetta 'rottamazione delle liti', una forma di definizione agevolata della lite. Avendo pagato quanto dovuto secondo questa procedura speciale, sia l'azienda che l'Agenzia delle Entrate hanno chiesto di chiudere il caso. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Le spese legali sono state assorbite dall'accordo, senza alcuna condanna per le parti.
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Società di Comodo: Cantiere Lento Giustifica il Rimborso IVA?
L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso IVA a un'impresa immobiliare, classificandola come 'società di comodo' a causa della mancanza di ricavi. La società si oppone, sostenendo che la sua inattività economica è temporanea e giustificata da un vasto e lungo progetto di costruzione. La Cassazione, senza decidere nel merito, ritiene la questione complessa e meritevole di un approfondimento in pubblica udienza. Il caso ruota attorno alla prova che l'azienda deve fornire per dimostrare l'esistenza di 'situazioni oggettive' che le impediscono di essere operativa e superare così la presunzione di essere una società di comodo.
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Plusvalenza da cessione di terreno: tassa dovuta anche con vincoli
Una contribuente vende la sua quota di usufrutto su un terreno e riceve un avviso di accertamento per la tassazione della plusvalenza. La contribuente si oppone, sostenendo che il terreno non sia concretamente edificabile a causa di vincoli idrogeologici e ambientali. La Corte di Cassazione, però, dà ragione all'Agenzia delle Entrate. La Corte stabilisce un principio chiaro: la tassabilità della plusvalenza da cessione di terreno sorge dalla sua qualificazione urbanistica nel piano regolatore. La semplice 'suscettibilità edificatoria' è sufficiente a generare il maggior valore tassabile, a prescindere da ostacoli che riguardano solo la successiva fase per ottenere i permessi di costruzione.
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Rimborso IVA e note di credito nel fallimento
Una società, subentrata come terzo assuntore in un concordato fallimentare, ha impugnato il diniego di un ingente rimborso IVA derivante da crediti ceduti. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato il credito a causa di note di variazione emesse da un fornitore per rinuncia al credito, non contabilizzate dal fallimento. Mentre i giudici di merito hanno escluso la cristallizzazione del credito in sede di rimborso, la Corte di Cassazione ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per approfondire la legittimità del diniego e l'efficacia delle note di credito tardive.
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Decesso del difensore in Cassazione: le regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che il decesso del difensore unico della parte ricorrente, avvenuto dopo il deposito del ricorso, non causa l'interruzione automatica del processo. In tali circostanze, il giudice deve disporre il rinvio a nuovo ruolo e ordinare la comunicazione personale alla parte per consentire la nomina di un nuovo legale. Questa procedura tutela il diritto di difesa ed evita decadenze processuali dovute alla scomparsa del professionista incaricato.
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Credito d’imposta estero: tra notifiche dubbie e doppie tasse
Un contribuente straniero, residente in Italia per alcuni anni, ha impugnato una cartella di pagamento basata sul disconoscimento di un credito d'imposta estero maturato negli Stati Uniti. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il beneficio a seguito di un controllo formale, sostenendo inoltre la regolarità della notifica effettuata presso la casa comunale per irreperibilità del destinatario. Dopo la conferma della pretesa tributaria nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso. I giudici di legittimità hanno rilevato la complessità della questione, riguardante sia la validità della procedura di notifica sia l'interpretazione della Convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni. Non sussistendo i presupposti per una decisione rapida in camera di consiglio, la Suprema Corte ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un approfondimento necessario sulla spettanza del credito.
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TARI e proroga tecnica del concessionario: il bivio della Cassazione
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento TARI emessa da una società concessionaria per conto di un Comune. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado ha annullato l'atto, ritenendo che la società fosse priva di legittimazione poiché il contratto era scaduto e la proroga tecnica del concessionario superava i limiti di legge. Il Comune ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo la validità delle estensioni contrattuali disposte durante l'emergenza sanitaria per garantire la continuità del servizio. La Suprema Corte, ravvisando una questione di particolare rilevanza riguardante il potere del giudice tributario di disapplicare atti amministrativi di proroga, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per una decisione nomofilattica definitiva.
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Esenzione IMU fabbricati merce: obbligo annuale o una tantum?
Una società di costruzioni ha impugnato un accertamento relativo all'esenzione IMU fabbricati merce per l'anno 2015. I giudici di merito hanno dato ragione all'impresa, sostenendo che la dichiarazione presentata nel 2014 fosse sufficiente a mantenere il beneficio anche per gli anni successivi, in assenza di variazioni. Il Comune ha però presentato ricorso in Cassazione, invocando l'obbligo di presentazione annuale della dichiarazione a pena di decadenza. La Suprema Corte, rilevando un profondo contrasto tra i propri orientamenti interni, ha deciso di non procedere con rito semplificato. La questione è stata rimessa alla pubblica udienza per stabilire se l'agevolazione richieda un adempimento formale reiterato ogni anno o se sia valida la tesi della continuità del beneficio basata sulla prima comunicazione.
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Lavoratori impatriati: tra dichiarazione tardiva e rimborso
Un contribuente ha presentato nel 2019 una dichiarazione integrativa per fruire dei benefici fiscali per i Lavoratori impatriati relativi agli anni 2016-2018. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso per le prime due annualità, sostenendo che l'opzione non fosse stata esercitata tempestivamente. Mentre il primo grado ha confermato il diniego, la Corte territoriale ha equiparato la dichiarazione tardiva a un'istanza di rimborso, ritenendola valida entro il termine di 48 mesi. La Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità della questione sulla possibilità di recuperare il beneficio tramite correzione tardiva, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato una sentenza favorevole a un contribuente in merito a un avviso di accertamento IRPEF. La disputa riguardava l'efficacia dell'affrancamento di terreni edificabili venduti a un prezzo inferiore rispetto al valore di perizia. Il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, rilevando che la lite ha un valore inferiore a 100.000 euro e che l'Ufficio è risultato soccombente in entrambi i gradi di merito.
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Definizione agevolata: sospensione liti in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a un contribuente relativa a un accertamento sintetico IRPEF per gli anni 2005 e 2006. Il contribuente ha presentato istanza di sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge 130/2022. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, verificando la sussistenza dei requisiti: pendenza del giudizio, doppia soccombenza dell'Amministrazione finanziaria e valore della lite inferiore a 100.000 euro. Il processo è stato sospeso fino al 16 gennaio 2023.
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Prescrizione crediti erariali: i dubbi della Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in merito alla prescrizione crediti erariali derivanti da cartelle esattoriali non opposte. Il caso riguarda un contribuente che ha contestato un'intimazione di pagamento per tributi degli anni 2004-2006, eccependo il decorso del termine quinquennale. Mentre i giudici di merito avevano accolto la tesi della prescrizione breve, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso sostenendo l'applicabilità del termine decennale. La Suprema Corte, rilevando un contrasto interpretativo interno sulla prescrizione di interessi e sanzioni, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa di una definizione univoca della questione.
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Sospensione avvocato e diritto di difesa in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una decisione favorevole a una società di servizi in merito a sanzioni per costi ritenuti non inerenti. Durante il giudizio di legittimità, l'unico difensore della società è stato nominato sottosegretario di Stato. Tale evento determina la sospensione avvocato dall'esercizio professionale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, pur non operando l'interruzione automatica del processo in questa sede, è doveroso rinviare la causa e avvisare la parte personalmente per consentire la nomina di un nuovo legale, garantendo così il diritto di difesa.
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Giudicato esterno: limiti all’efficacia pluriennale
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti di applicazione del giudicato esterno nel diritto tributario. Una società di comunicazione aveva contestato alcuni avvisi di accertamento IRES per l'anno 2005, sostenendo che una precedente sentenza favorevole relativa all'anno 2003 dovesse fare stato anche per l'annualità successiva. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che l'annullamento di un atto per vizio di motivazione ha natura formale e non si estende ad altri anni. Inoltre, la valutazione sull'inerenza dei costi, inclusi quelli derivanti da contratti di cost sharing, deve essere effettuata annualmente, impedendo l'efficacia automatica del precedente giudicato.
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Giudicato esterno: limiti nel diritto tributario
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una sentenza che aveva applicato il principio del giudicato esterno per annullare alcuni avvisi di accertamento. La controversia riguardava la deducibilità di costi per ammortamento e accordi di cost sharing. La Suprema Corte ha chiarito che una precedente sentenza basata esclusivamente su un vizio formale di motivazione non può avere efficacia vincolante per annualità d'imposta diverse. Inoltre, la valutazione sull'inerenza dei costi deve essere effettuata annualmente, poiché i presupposti di fatto possono variare nel tempo, impedendo l'estensione automatica del giudicato esterno a periodi d'imposta differenti.
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Imposta di registro su assegnazione crediti futuri
La controversia riguarda l'applicazione dell'imposta di registro in misura proporzionale su un'ordinanza di assegnazione di crediti futuri, nello specifico quote di retribuzione mensile. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la decisione dei giudici di merito che avevano applicato l'imposta in misura fissa, ritenendo il credito incerto e indeterminato. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza interlocutoria, ha rilevato la particolare rilevanza della questione riguardante la determinazione della base imponibile per i crediti non ancora maturati, rinviando la trattazione in pubblica udienza per definire un orientamento univoco.
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