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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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962 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Prescrizione spese di custodia: 10 anni, non 5
Due cittadini ricorrono contro un'ingiunzione di pagamento per i costi di custodia di un motociclo sequestrato, sostenendo l'avvenuta prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 21119/2024, ha respinto il ricorso, chiarendo che la prescrizione spese di custodia segue il termine ordinario di dieci anni, non quello di cinque anni previsto per le sanzioni amministrative. Il termine decennale decorre dal momento in cui l'amministrazione anticipa le spese al custode.
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Uso della cosa comune: limiti e servitù di veduta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21117/2024, ha chiarito i limiti dell'uso della cosa comune. Nel caso di una lite tra fratelli comproprietari di un terreno, è stato stabilito che l'apertura di finestre e terrazzi da una proprietà esclusiva su un'area comune non rientra nell'uso consentito dall'art. 1102 c.c., ma costituisce l'imposizione di una servitù di veduta. Tale servitù è illegittima se non costituita con il consenso di tutti i comproprietari e in forma scritta, pertanto la Corte ha confermato l'ordine di rimozione delle opere.
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Tardività comunicazione controllo: quando è valida la cartella
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tardività della comunicazione degli esiti di un controllo formale non rende automaticamente nulla la successiva cartella di pagamento. Se il contribuente non impugna tempestivamente la comunicazione tardiva, che è un atto autonomamente contestabile, non può più far valere tale vizio per invalidare la cartella. La Corte sottolinea che il termine per il controllo non è perentorio e la sua violazione non causa la nullità degli atti successivi, purché questi, come la cartella, siano notificati entro i propri termini di legge.
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Accertamenti bancari e l’errore revocabile
Un professionista è stato oggetto di accertamenti bancari basati anche sui conti dei familiari. La Cassazione, in un primo momento, ha rigettato parte del suo ricorso per un errore di fatto, ritenendo che non avesse allegato l'atto impositivo. Il contribuente ha ottenuto la revocazione della sentenza. La Corte, correggendo l'errore, ha riesaminato il caso, confermando la legittimità delle indagini sui conti dei parenti stretti e chiarendo i limiti delle presunzioni legali per i professionisti.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un lungo contenzioso tributario relativo a cartelle di pagamento per IRPEF. Durante il giudizio, uno dei contribuenti ha aderito con successo a una definizione agevolata della controversia. La Corte ha stabilito che tale definizione estingue il debito anche per il coobbligato e, unitamente alla rinuncia agli atti, determina la fine del processo, senza una decisione nel merito dei motivi di ricorso.
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Definizione agevolata: stop alla lite sul bonus casa
Una controversia fiscale riguardante la detrazione per lavori di ristrutturazione, negata per la mancata trasmissione di un documento, si è conclusa in Cassazione. Invece di una decisione nel merito, il giudizio è stato dichiarato estinto perché i contribuenti hanno aderito con successo a una definizione agevolata, sanando la pendenza con il Fisco e ponendo fine alla lite.
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Buono pasto turno notturno: Cassazione conferma il diritto
Un'azienda sanitaria ha negato il buono pasto a un infermiere per i turni notturni. La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto del lavoratore, considerando il turno di notte una 'particolare articolazione dell'orario di lavoro'. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ma è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali. La decisione, di fatto, consolida il diritto al buono pasto per il turno notturno del dipendente.
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Sanzioni amministrative bancarie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni ex-amministratori e sindaci di un istituto finanziario, confermando le sanzioni amministrative bancarie irrogate dall'Autorità di Vigilanza. L'ordinanza chiarisce la piena cognizione del giudice nel determinare l'entità della sanzione e sottolinea la responsabilità solidale degli organi di controllo per violazioni omissive e permanenti, anche in caso di diversa durata degli incarichi.
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Sanzioni short selling: la Cassazione e la lex mitior
Una società di investimento ha impugnato una sanzione di 550.000 euro per violazione delle normative europee sullo short selling. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la multa. La Corte ha stabilito l'inammissibilità delle censure non sollevate nel giudizio di primo grado e ha precisato che, sebbene il principio della lex mitior sia applicabile alle sanzioni amministrative punitive, spetta al ricorrente dimostrare che la nuova normativa avrebbe comportato un trattamento più favorevole. La decisione rafforza l'onere di diligenza per gli operatori professionali e i limiti procedurali dell'appello.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contenzioso tributario, giunto fino alla Corte di Cassazione e sorto per la presunta mancata notifica di un avviso di accertamento, è stato dichiarato estinto. La contribuente ha infatti aderito alla procedura di definizione agevolata, saldando il debito secondo le modalità previste dalla legge. La Suprema Corte ha preso atto del perfezionamento della procedura e ha dichiarato la fine del giudizio, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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COSAP concessionaria: quando è dovuto il canone?
Una società che gestisce una rete autostradale in concessione si opponeva al pagamento del canone per l'occupazione di suolo pubblico (COSAP) richiesto da una Provincia per il passaggio di un viadotto sopra una strada provinciale. La società sosteneva di dover essere esentata, agendo per conto dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il pagamento del COSAP da parte della concessionaria è dovuto. L'esenzione è un beneficio strettamente personale dello Stato e non si estende a una società privata che, pur gestendo un'opera pubblica, opera con finalità di lucro. L'occupazione dello spazio aereo è sufficiente a far scattare l'obbligo di pagamento del canone.
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Interpretazione contratto: obblighi di rendicontazione
Un'associazione ha presentato ricorso in Cassazione dopo essersi vista negare il saldo di un finanziamento pubblico e condannare alla restituzione di acconti. La controversia verteva sull'interpretazione contratto relativa agli obblighi di rendicontazione delle spese. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'associazione non aveva fornito le quietanze necessarie a coprire l'intero importo finanziato. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile, in sede di legittimità, riproporre una diversa interpretazione del contratto senza contestare specifici errori giuridici nel ragionamento del giudice di merito.
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Diritto buono pasto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria contro la sentenza che riconosceva il diritto buono pasto a un infermiere per i turni notturni. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti formali e del principio di specificità nell'atto di ricorso, rendendo definitiva la decisione di merito favorevole al lavoratore.
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Buono pasto turno notturno: diritto anche senza CCNL
Un infermiere ha rivendicato il diritto ai buoni pasto per i turni notturni svolti tra il 2002 e il 2008. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello a favore del lavoratore, dichiarando inammissibile il ricorso dell'Azienda Sanitaria. La sentenza sottolinea che il diritto al buono pasto turno notturno non deriva solo dalla durata dell'orario, ma dalla sua specifica articolazione che impedisce di consumare il pasto a casa.
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Errore materiale sentenza: quando non invalida la decisione
Un'associazione di imprese si è opposta a un'ingiunzione di pagamento. L'appello è stato dichiarato inammissibile per tardività. L'associazione ha impugnato la decisione in Cassazione, lamentando un errore materiale sentenza, ovvero la data di deliberazione anteriore a quella dell'udienza finale. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che si presume un semplice errore materiale quando la data di pubblicazione è successiva all'udienza, senza ledere il diritto di difesa.
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Controllo formale 36-ter: i vizi della sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado in materia tributaria. Il caso riguarda una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo formale 36-ter. La Corte ha riscontrato vizi procedurali nella decisione impugnata: il giudice d'appello si era pronunciato su questioni non sollevate dal contribuente (ultrapetizione) e aveva omesso di decidere su specifiche richieste relative alla deducibilità delle spese (omessa pronuncia). Di conseguenza, il giudizio è stato rinviato a un nuovo giudice di secondo grado per una corretta valutazione.
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Opzione regime previdenziale: la scelta è vincolante
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex dirigente che chiedeva la modifica del calcolo della sua pensione e il risarcimento dei danni. Il ricorrente sosteneva un errore nella sua opzione per un regime previdenziale specifico, ma la Corte ha confermato la validità della sua scelta, considerata chiara, inequivocabile e consapevole, anche in virtù del suo elevato profilo professionale. La decisione sottolinea come una ponderata opzione di regime previdenziale sia difficilmente revocabile.
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Valutazione delle prove: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha richiesto la restrizione di un'ipoteca concessa a una banca. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato i ricorsi della banca e di una società cessionaria del credito, confermando la decisione di merito. Il punto centrale è la corretta valutazione delle prove da parte del giudice, che può basare la sua decisione su un'analisi prudente di tutti gli elementi disponibili, inclusi i documenti, senza essere vincolato a una rigida applicazione del principio di non contestazione sul loro contenuto. La Corte ha stabilito che la stima del valore di un immobile, sufficiente a garantire il credito, era stata accertata correttamente.
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Privilegio credito pubblico: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20362/2024, ha stabilito che il privilegio del credito pubblico, derivante da finanziamenti agevolati, sussiste anche se non esplicitamente menzionato nel contratto. Il caso riguardava una società in concordato preventivo che contestava la natura privilegiata del credito vantato da un ente gestore di fondi pubblici. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando l'orientamento consolidato secondo cui il privilegio si applica a tutti gli interventi di sostegno pubblico rientranti nel D.Lgs. n. 123/1998, estendendosi oltre le sole ipotesi di revoca del beneficio per illeciti.
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Qualificazione della domanda: apparenza e termini ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché tardivo. La controversia, nata da un'opposizione a un precetto, era stata definita dal giudice di merito come 'opposizione all'esecuzione'. Tale qualificazione della domanda, in base al principio di apparenza, imponeva di non applicare la sospensione feriale dei termini, rendendo il ricorso depositato fuori tempo massimo.
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