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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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962 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Responsabilità solidale noleggio: la Cassazione decide
Una società di noleggio veicoli si opponeva a un'ingiunzione di pagamento per multe commesse dai propri clienti, sostenendo di aver comunicato i loro dati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando il principio della responsabilità solidale noleggio. La Corte ha stabilito che la comunicazione dei dati del conducente non estingue l'obbligazione della società proprietaria del veicolo, la quale, per contestare la sanzione, avrebbe dovuto impugnare i singoli verbali di infrazione e non attendere l'ingiunzione di pagamento.
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Responsabilità noleggio veicoli: la Cassazione decide
Una società di noleggio veicoli ha impugnato un'ingiunzione di pagamento per multe non pagate, sostenendo di non avere responsabilità noleggio veicoli dopo aver comunicato i dati dei clienti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la società rimane obbligata in solido. La Corte ha chiarito che l'eventuale difetto di responsabilità doveva essere eccepito opponendosi ai singoli verbali di contravvenzione, non all'ingiunzione di pagamento successiva.
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Autonoma organizzazione IRAP: quando non è dovuta
Un consulente, socio di una grande società di revisione, ha richiesto un rimborso IRAP sostenendo la mancanza di un'autonoma organizzazione. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che l'utilizzo della struttura di un'altra entità, anche se complessa, non costituisce il presupposto impositivo dell'IRAP. L'imposta non è dovuta se il professionista non è il titolare e responsabile di una propria e distinta organizzazione.
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Autonoma organizzazione IRAP: Cassazione chiarisce
Un professionista, socio di una grande società di consulenza, ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata, sostenendo di non disporre di un'autonoma organizzazione. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che l'inserimento in una struttura organizzativa di terzi, anche se complessa e da cui si traggono benefici, non costituisce il presupposto per l'applicazione dell'imposta. La chiave è la titolarità e la responsabilità diretta della struttura, non il suo semplice utilizzo.
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Definizione agevolata: Cassazione rinvia la decisione
In una controversia fiscale tra un Comune e una società, la Corte di Cassazione ha esaminato gli effetti della richiesta di definizione agevolata (c.d. "rottamazione quater") sul processo in corso. Rilevando l'esistenza di tre orientamenti giurisprudenziali contrastanti all'interno della stessa Sezione Tributaria (sospensione, estinzione immediata o inammissibilità del ricorso), la Corte ha ritenuto la questione di particolare rilevanza. Di conseguenza, ha deciso di non pronunciarsi e di rinviare la causa a una pubblica udienza per una composizione ponderata del conflitto e per stabilire un principio di diritto uniforme.
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Recesso anticipato: l’onere della prova del danno
Un dirigente della pubblica amministrazione, il cui contratto era stato interrotto prima della scadenza a causa di una clausola di 'spoil system', ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola è nulla. In caso di recesso anticipato illegittimo, l'onere di provare l'esatto ammontare dei guadagni percepiti dal lavoratore altrove (aliunde percipiendum), al fine di ridurre il risarcimento, spetta al datore di lavoro e non al dipendente. Inoltre, il giudice ha il dovere di utilizzare i propri poteri istruttori per quantificare il danno qualora esista un principio di prova.
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Plusvalenza cessione d’azienda: Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso dell'Agenzia Fiscale contro una società in merito al calcolo della plusvalenza da cessione d'azienda. L'Agenzia contestava la deducibilità di costi come l'avviamento e le spese notarili. Tuttavia, la Corte non ha emesso una decisione sul merito della questione. A causa di una modifica nella composizione del collegio giudicante, dovuta alla cessazione dalle funzioni di un consigliere, il caso è stato rinviato a nuovo ruolo per essere discusso in una successiva udienza da un collegio debitamente composto.
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Incarichi dirigenziali: il ricorso è inammissibile
Una dipendente pubblica ha impugnato l'assegnazione di incarichi dirigenziali ritenendola illegittima e contraria a buona fede. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali. La ricorrente non aveva trascritto né localizzato gli atti essenziali del procedimento, violando il principio di specificità e impedendo alla Corte di valutare il merito della questione.
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Responsabilità del comune: convenzione e segretario
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente locale contro la sentenza che escludeva la responsabilità del comune convenzionato per la revoca di un segretario. La decisione sottolinea che la responsabilità per la cessazione del rapporto ricade solo sul comune datore di lavoro, a meno che non si provi un contributo causale dell'altro ente, e ribadisce l'inefficacia del ricorso incidentale tardivo se quello principale è inammissibile.
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Perdita di chance: onere della prova e risarcimento
Un dirigente ha citato in giudizio un'amministrazione pubblica per danni derivanti da perdita di chance, sostenendo che le procedure di selezione per incarichi dirigenziali erano illegittime. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che per ottenere un risarcimento non è sufficiente dimostrare l'irregolarità della procedura, ma è indispensabile provare un nesso di causalità e una concreta probabilità di successo che è andata perduta a causa di tale irregolarità.
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Giudicato implicito sulla giurisdizione: il caso
Una società energetica chiede il risarcimento danni a un'Autorità Portuale per responsabilità precontrattuale. Dopo una condanna in appello, l'Autorità ricorre in Cassazione eccependo il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile: non avendo l'Autorità impugnato la sentenza di primo grado sul punto della giurisdizione, si è formato un giudicato implicito sulla giurisdizione che preclude ogni successiva contestazione.
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Risarcimento danni: incarico dirigenziale illegittimo
Una dipendente pubblica ha ottenuto il risarcimento danni per il mancato conferimento di un incarico dirigenziale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche se la procedura si basava su una legge poi dichiarata incostituzionale, il danno era derivato dalla violazione dei principi di correttezza e buona fede da parte dell'Amministrazione, che non aveva effettuato una reale valutazione comparativa tra i candidati. La condotta illegittima dell'ente pubblico fonda autonomamente il diritto al risarcimento.
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Aiuti di Stato e rimborso sisma: limiti professionisti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che concedeva un rimborso fiscale a un professionista vittima del sisma del 1990. La ragione risiede nel fatto che, secondo il diritto europeo, anche i lavoratori autonomi sono considerati imprese. Pertanto, il beneficio fiscale si configura come un aiuto di Stato, ammissibile solo se rispetta la soglia 'de minimis'. Il caso è stato rinviato per verificare questo specifico presupposto.
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Notifica telematica tardiva: quando si perfeziona?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce la regola sulla notifica telematica tardiva. Se una PEC viene inviata dopo le 21:00, per il destinatario si perfeziona alle 7:00 del giorno successivo. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato tardivo l'appello dell'Agenzia delle Entrate.
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Definizione agevolata: processo sospeso o estinto?
Una società impugna un avviso di liquidazione per maggiore imposta di registro su una complessa operazione di permuta aziendale. Durante il giudizio in Cassazione, una delle società coobbligata aderisce alla definizione agevolata ("rottamazione quater"). A causa di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sugli effetti di tale adesione sul processo pendente (sospensione, estinzione immediata o inammissibilità), la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a pubblica udienza per risolvere il conflitto e decidere sulla questione di particolare importanza.
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Rottamazione quater: sospensione o estinzione?
Una società, durante un ricorso in Cassazione per un accertamento fiscale, ha aderito alla "rottamazione quater", chiedendo il rinvio. La Suprema Corte, di fronte a tre orientamenti interni contrastanti (sospensione, estinzione, inammissibilità), non ha deciso nel merito. Ha invece emesso un'ordinanza interlocutoria per rimettere la questione a una udienza pubblica, al fine di risolvere il conflitto giurisprudenziale e stabilire un principio di diritto univoco sugli effetti della definizione agevolata nei giudizi pendenti.
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Legittimazione ex legale rappresentante: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza la decisione su un complesso caso di legittimazione ex legale rappresentante. La questione verte sulla possibilità per l'ex amministratore di una società, prima soggetta a sequestro preventivo delle quote e poi dichiarata fallita, di impugnare avvisi di accertamento e cartelle di pagamento notificati al curatore fallimentare. Data la rilevanza e la complessità del principio di diritto da stabilire, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento.
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Rinnovo contratto a termine: nessun diritto automatico
Una dottoressa con contratto a termine ha citato in giudizio un'azienda sanitaria pubblica per non aver rinnovato il suo contratto per la stessa durata dei suoi colleghi. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo che non esiste un diritto automatico al rinnovo del contratto a termine nel pubblico impiego. La decisione di rinnovare è un potere discrezionale dell'amministrazione e la lavoratrice non poteva chiedere un risarcimento per perdita di chance in quanto priva di un'aspettativa giuridicamente tutelata.
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Indennità di sostituzione: no a differenze retributive
Un dirigente medico svolgeva di fatto mansioni superiori. La Cassazione nega il diritto alle differenze retributive, confermando che spetta solo l'indennità di sostituzione prevista dal CCNL Sanità, poiché la sostituzione avviene nel ruolo unico della dirigenza.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
Una professionista sanitaria ha citato in giudizio l'azienda sanitaria per ottenere differenze retributive, avendo svolto per anni mansioni superiori senza un formale incarico. Dopo un parziale accoglimento in appello, ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di specificità dei motivi. L'ordinanza sottolinea che non è possibile chiedere alla Cassazione una nuova valutazione delle prove e che i motivi di ricorso devono essere autosufficienti, indicando con precisione gli atti e i documenti a sostegno delle proprie tesi.
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