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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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962 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Blocco progressioni stipendiali: Cassazione su medici
La Corte di Cassazione ha stabilito che il blocco progressioni stipendiali introdotto dal D.L. 78/2010 si applica anche ai dirigenti medici del settore pubblico. La sola valutazione positiva dopo cinque anni di servizio non conferisce un diritto automatico all'attribuzione di un incarico superiore né a un conseguente aumento retributivo, poiché tale avanzamento non costituisce un "evento straordinario" idoneo a superare il congelamento degli stipendi imposto per il contenimento della spesa pubblica.
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Rinuncia diritti futuri: è nulla per la Cassazione
Un lavoratore, assunto da un'azienda sanitaria pubblica con contratti di collaborazione, ha ottenuto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che qualsiasi clausola contrattuale di rinuncia a diritti futuri è nulla. Tale rinuncia viola infatti il principio di indisponibilità dei diritti fondamentali del lavoratore, che non possono essere oggetto di pattuizioni preventive. L'appello dell'azienda sulla qualificazione del rapporto è stato giudicato inammissibile.
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Responsabilità professionale notaio: quando il danno?
Un acquirente cita in giudizio un notaio per non aver rilevato una trascrizione pregiudizievole sull'immobile oggetto di compravendita. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, rigetta la richiesta di risarcimento. La sentenza chiarisce che la negligenza del professionista, pur sussistendo, non è sufficiente per ottenere un risarcimento se l'acquirente non fornisce la prova di aver subito un danno economico concreto e attuale come conseguenza diretta di tale omissione. La semplice esistenza del vizio non costituisce di per sé un danno risarcibile.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una proprietaria, precedentemente condannata a demolire costruzioni non autorizzate in un cortile comune, ha presentato ricorso in Cassazione dopo che il suo appello era stato dichiarato inammissibile per genericità. Prima della decisione finale, la parte ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento e, data la mancata accettazione della rinuncia da parte della controparte, ha condannato la ricorrente al pagamento di tutte le spese legali.
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Diritto d’uso parcheggio: il costruttore ha diritto al prezzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il costruttore ha diritto a richiedere un corrispettivo per il diritto d'uso parcheggio, anche se non lo ha fatto in una precedente causa che ha accertato tale diritto. La richiesta di pagamento è una domanda autonoma e non è coperta dal giudicato precedente. Inoltre, la Corte ha chiarito che il diritto d'uso parcheggio, pur essendo un diritto reale, si prescrive se non esercitato per vent'anni. La sentenza della Corte d'Appello è stata quindi cassata con rinvio.
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Principio di prevenzione e distanze: il ruolo dell’usucapione
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che il principio di prevenzione in materia di distanze tra edifici non si applica se uno dei proprietari ha acquisito per usucapione il diritto di mantenere il proprio immobile a una distanza inferiore a quella legale. In questo caso, chi costruisce successivamente non può avvalersi della prevenzione ma deve arretrare la propria costruzione per rispettare la distanza complessiva tra i fabbricati.
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Errore di fatto revocazione: quando è inammissibile
Una condomina, dopo aver perso in tutti i gradi di giudizio una causa relativa all'impugnazione di delibere condominiali, ha richiesto la revocazione della sentenza della Cassazione per un presunto errore di fatto revocazione. Sosteneva che la Corte avesse erroneamente percepito la natura temporanea, anziché permanente, di un criterio di ripartizione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che un disaccordo sull'interpretazione di un punto già controverso e deciso nel merito non costituisce un errore di fatto, ma un tentativo di riesame della valutazione del giudice, escluso dall'ambito della revocazione.
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Condotta imprudente: quando esclude la responsabilità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un motociclista e della sua società, confermando che la sua condotta imprudente è stata la causa esclusiva di un grave incidente. Nonostante la presenza di un ostacolo (una ceppaia) a bordo strada, la Corte ha stabilito che la guida a velocità eccessiva e su una ruota sola del motociclista ha interrotto il nesso causale, escludendo la responsabilità del custode della strada e del terreno adiacente.
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Assistenza finanziaria: la Cassazione decide?
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza il caso di un mutuo concesso da una banca e parzialmente usato per l'acquisto di azioni della stessa. La questione centrale è l'applicabilità del divieto di assistenza finanziaria (art. 2358 c.c.) alle banche popolari e le conseguenze di nullità totale o parziale del contratto, data la complessità e i contrasti giurisprudenziali in materia.
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Compensazione impropria: Cassazione chiarisce i limiti
Una società di factoring agiva contro un Ente Regionale per il pagamento di crediti sanitari ceduti da una struttura accreditata. L'Ente opponeva un controcredito per prestazioni inappropriate, operando una compensazione impropria. La Cassazione ha confermato la decisione di merito, chiarendo che la compensazione impropria, derivando dallo stesso rapporto, può essere rilevata d'ufficio dal giudice e non richiede i requisiti della compensazione legale, risolvendosi in un mero accertamento contabile.
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Danno da demansionamento: onere della prova e risarcimento
Un medico subisce una riduzione dell'attività chirurgica dal suo superiore. La Cassazione conferma la condanna dell'Azienda Sanitaria per danno da demansionamento, chiarendo l'onere della prova a carico del lavoratore e la possibilità di liquidazione equitativa del danno patrimoniale alla professionalità.
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Deposito telematico: errore fatale e rimessione termini
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che un 'errore fatale' nel deposito telematico non implica automaticamente la colpa dell'avvocato. La Corte ha annullato una decisione che negava la rimessione in termini a un legale, ritenendo che il tempo impiegato per reagire all'errore (undici giorni) fosse ragionevole. Viene così riaffermato il principio per cui la valutazione della colpa deve essere concreta e non presunta dal solo messaggio di errore del sistema.
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Definizione agevolata: rinvio del processo tributario
Una società ha impugnato una cartella di pagamento, ma i suoi ricorsi sono stati respinti nei primi due gradi di giudizio. Durante il ricorso in Cassazione, la società ha aderito alla definizione agevolata per sanare il debito. Poiché la prima rata del pagamento era successiva all'udienza, la Corte Suprema ha accolto la richiesta di rinvio per permettere il perfezionamento della procedura di definizione agevolata, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: rinvio del processo in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha impugnato in Cassazione una sentenza a lei sfavorevole. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. Poiché il termine per il pagamento della prima rata era successivo all'udienza, la Corte ha accolto la richiesta di rinvio della causa, sospendendo di fatto il giudizio per permettere il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Errore di fatto: ecco perché non è un terzo appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo che l'errore di fatto non può riguardare un punto già dibattuto tra le parti. Il caso verteva sulla tempestività di un appello, un aspetto che era stato il fulcro del precedente giudizio. La Corte ha ribadito che la revocazione per errore di fatto è un rimedio eccezionale contro sviste percettive, non un'ulteriore istanza per riesaminare una valutazione giudiziale.
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Borse di studio medici: no all’adeguamento economico
La Corte di Cassazione ha stabilito che le borse di studio per i medici specializzandi relative al periodo 1998-2005 non sono soggette ad adeguamento economico. Con l'ordinanza n. 1230/2024, la Suprema Corte ha chiarito che una serie di leggi finanziarie ha imposto un blocco generalizzato degli incrementi, includendo esplicitamente queste borse. La decisione ribalta le sentenze di merito favorevoli ai medici, specificando che il loro rapporto di formazione non è assimilabile a un lavoro subordinato e che il blocco normativo era una misura legittima di politica economica per il contenimento della spesa pubblica.
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Interesse ad agire e dimissioni: sì al risarcimento
Un dirigente medico impugna un trasferimento ritenuto illegittimo. Durante la causa si dimette, ma la Cassazione conferma il suo diritto a proseguire l'azione. La Corte stabilisce che l'interesse ad agire sussiste se il lavoratore, sin dall'inizio, ha formulato una riserva di agire per il risarcimento dei danni. La dichiarazione di illegittimità del trasferimento diventa così un presupposto necessario per la futura richiesta di risarcimento, anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro.
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Candidatura con riserva avvocati: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza interlocutoria n. 1113/2024, ha rimesso alla pubblica udienza una questione cruciale sull'eleggibilità degli avvocati nei Consigli dell'Ordine. Il caso riguarda la legittimità di una candidatura con riserva, ovvero la possibilità per una Commissione Elettorale di ammettere provvisoriamente un candidato e decidere sulla sua eleggibilità solo dopo lo scrutinio. Data l'assenza di precedenti specifici e la rilevanza della questione, le Sezioni Unite mirano a una pronuncia con valore di principio.
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Responsabilità del committente: appalto e danni a terzi
Un gruppo di società commerciali ha subito danni a seguito della costruzione di una galleria per l'alta velocità. La Corte d'Appello aveva escluso la responsabilità del committente e del progettista, addebitandola solo all'impresa appaltatrice. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di diritto di particolare importanza, in particolare se la progettazione e committenza di un'opera pubblica possa configurarsi come attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c. Pertanto, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente aveva impugnato un avviso di intimazione di pagamento per IRPEF. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, nelle more del processo, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata della controversia prevista da una legge speciale. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuta definizione e della mancata opposizione dell'ente impositore, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito del ricorso.
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