La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2403/2024, ha stabilito che un regolamento condominiale può limitare l'uso delle proprietà private, come vietare una sala giochi, solo se la clausola è di natura contrattuale, ovvero approvata all'unanimità. Una delibera a maggioranza non può introdurre nuovi divieti specifici se il regolamento originario non li prevede esplicitamente. La Corte ha chiarito che tali limiti costituiscono servitù reciproche e devono essere formulati in modo chiaro e inequivocabile, non potendo derivare da divieti generici.
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