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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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962 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Distrazione spese legali: correzione d’ufficio
Un avvocato ha richiesto la correzione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in suo favore. La Corte ha accolto l'istanza, qualificando l'omissione come un errore materiale correggibile. Il provvedimento chiarisce inoltre che, anche se l'istanza iniziale della parte è proceduralmente imperfetta, l'iscrizione a ruolo d'ufficio da parte della cancelleria sana il vizio, trasformandola in un procedimento officioso gestito dalla Corte stessa per garantire il contraddittorio.
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Errore di fatto: Cassazione rinvia a pubblica udienza
Una società immobiliare ha chiesto la revocazione di una sentenza della Corte di Cassazione per un palese errore di fatto. La Corte, nel decidere un caso su un credito d'imposta, aveva basato la sua motivazione su un principio legale, il 'simultaneus processus', totalmente estraneo alla controversia. Riconoscendo la potenziale fondatezza dell'istanza e la complessità della questione, la Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Scorrimento graduatorie: no ai concorsi riservati
Un gruppo di dipendenti pubblici, risultati idonei in un concorso "riservato", ha agito in giudizio per ottenere l'assunzione tramite lo scorrimento della graduatoria. La Pubblica Amministrazione aveva invece deciso di interrompere l'uso di tale graduatoria a favore di concorsi esterni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le proroghe legislative sulla validità delle graduatorie si applicano solo ai concorsi pubblici aperti a tutti, e non a quelli interni riservati. Inoltre, ha chiarito che la pretesa all'assunzione tramite scorrimento non costituisce un diritto soggettivo, ma un interesse legittimo, poiché la decisione di utilizzare una graduatoria è un atto discrezionale dell'amministrazione.
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Scorrimento graduatoria: obbligo anche per gli enti locali
Un lavoratore, quarto in una graduatoria per un posto in un ente locale, ha ottenuto il diritto alla prova selettiva. La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che l'ente era tenuto a richiedere un numero doppio di candidati rispetto ai posti disponibili e a procedere allo scorrimento graduatoria in caso di non idoneità dei primi selezionati, applicando la normativa nazionale anche in una Regione a statuto speciale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un debito fiscale del 1985 tramite l'impugnazione estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica della cartella. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione legale è preclusa per carenza di interesse ad agire.
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Deducibilità costi sponsorizzazione: onere della prova
La Cassazione ha chiarito che per la deducibilità costi sponsorizzazione non basta dimostrare l'inerenza, ma è fondamentale provare l'effettività della prestazione. Un contribuente si è visto annullare la decisione favorevole perché il giudice di secondo grado aveva omesso di valutare la prova che le attività sponsorizzate fossero state realmente svolte, limitandosi a considerare la spesa inerente all'attività d'impresa. La Corte ha cassato la sentenza, sottolineando che l'onere di provare l'effettività del costo grava sul contribuente.
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Ripetizione dell’indebito: chi paga e chi riceve?
La Corte di Cassazione chiarisce i ruoli nell'azione di ripetizione dell'indebito. Un condominio che riceve una somma di denaro dal conto di un altro condominio, a causa di un trasferimento disposto dal comune amministratore, è tenuto alla restituzione. La Corte ha stabilito che, ai fini dell'azione, rileva unicamente lo spostamento patrimoniale privo di giustificazione. Il soggetto che si è arricchito (accipiens) deve restituire la somma a colui il cui patrimonio è stato diminuito (solvens), a prescindere da eventuali responsabilità dell'amministratore.
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Simul stabunt simul cadent: uso distorto e revoca
Un amministratore delegato, revocato a seguito delle dimissioni dell'intero cda in base alla clausola `simul stabunt simul cadent`, ha chiesto il risarcimento danni per revoca abusiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la decisione di merito che aveva escluso un uso distorto della clausola, poiché la valutazione dei fatti spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Accertamento induttivo: la Cassazione sui poteri fiscali
Una società ometteva la presentazione della dichiarazione dei redditi. L'Agenzia delle Entrate procedeva con un accertamento induttivo, ricostruendo il reddito sulla base di altri dati (comunicazione IVA, Mod. 770). La società e i soci impugnavano l'atto, sostenendo che la loro contabilità dimostrava un reddito inferiore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in caso di omessa dichiarazione, l'Amministrazione Finanziaria ha ampi poteri presuntivi, potendo anche prescindere dalle scritture contabili. L'onere di provare un reddito diverso da quello accertato ricade interamente sul contribuente.
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Clausola esonero spese: quando è vessatoria?
La Corte di Cassazione interviene su una controversia relativa alla clausola di esonero spese condominiali a favore del costruttore per le unità invendute. L'ordinanza chiarisce due punti cruciali: primo, tale clausola, inserita nei contratti di compravendita tra costruttore-professionista e acquirente-consumatore, deve essere valutata per la sua potenziale vessatorietà, anche se stipulata prima del Codice del Consumo. Secondo, una delibera assembleare che ripartisce le spese in violazione di una convenzione è annullabile, non nulla. Di conseguenza, l'impugnazione deve avvenire tramite domanda riconvenzionale entro i termini di legge, non con una semplice eccezione in sede di opposizione a decreto ingiuntivo.
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Ricorso per revocazione: quando è inammissibile?
Un lavoratore, a seguito della conferma del suo licenziamento da parte della Corte di Cassazione, ha presentato un ricorso per revocazione lamentando la violazione di norme costituzionali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la revocazione è un rimedio eccezionale, utilizzabile solo per specifici errori di fatto e non per contestare presunte violazioni di legge o per ridiscutere il merito della decisione.
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Calcolo reddito graduatoria: esclusa l’indennità
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo del reddito per una graduatoria di selezione pubblica, l'indennità di disoccupazione percepita in un anno ma riferita a periodi precedenti deve essere esclusa. Tale somma, essendo soggetta a tassazione separata per evitare un'iniqua applicazione della progressività fiscale, non può essere cumulata con il reddito ordinario dell'anno di percezione. La Corte ha quindi rigettato il ricorso di un candidato che contestava la posizione di un altro concorrente, basando la sua decisione proprio su questo principio fiscale e sull'irrilevanza del criterio reddituale nel caso specifico, dato che la graduatoria era stata decisa da un diverso parametro (l'anzianità di iscrizione).
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Interesse ad agire condominio: quando è impugnabile?
Un condomino impugna una delibera assembleare che gli ordina di rimuovere una struttura dal proprio balcone. La Corte d'Appello dichiara l'impugnazione inammissibile per carenza di interesse ad agire. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5129/2024, ribalta la decisione, affermando che sussiste l'interesse ad agire del condomino quando la delibera, asserendo diritti su una proprietà privata, crea una situazione di incertezza e un pregiudizio concreto, legittimando così l'impugnazione.
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Blocco assunzioni: la Cassazione sul Patto Stabilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5084/2024, ha stabilito che il blocco assunzioni derivante dalla violazione del Patto di Stabilità da parte di una Regione si estende automaticamente e per legge anche ai suoi enti strumentali. Di conseguenza, l'impossibilità di assumere i vincitori di un concorso pubblico non comporta una responsabilità dell'ente, configurandosi come 'factum principis', ovvero un impedimento derivante da un ordine dell'autorità.
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Ricorso per Cassazione: inammissibile se confuso
Una candidata in un concorso pubblico ha impugnato l'assunzione di una collega con punteggio inferiore. Il suo ricorso per Cassazione è stato dichiarato inammissibile perché i motivi di impugnazione erano confusi e mescolavano, in modo inestricabile, profili di violazione di legge con richieste di riesame dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La Suprema Corte ha ribadito che un ricorso per Cassazione deve essere formulato con rigore tecnico per poter essere esaminato nel merito.
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Rinvio a pubblica udienza: l’ordinanza interlocutoria
In un complesso caso di rivendicazione di proprietà contro lo Stato, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Anziché decidere nel merito di un ricorso per revocazione, la Corte ha disposto il rinvio a pubblica udienza. La decisione si basa sulla necessità di seguire un precedente provvedimento e chiarisce l'inapplicabilità delle recenti riforme processuali al caso di specie, poiché avviato prima della loro entrata in vigore.
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Errore materiale contributo unificato: la correzione
La Corte di Cassazione interviene per correggere un errore materiale in una propria precedente sentenza. La decisione originaria aveva disposto il raddoppio del contributo unificato a carico della parte soccombente, senza considerare che il giudizio, avendo ad oggetto il credito professionale di un difensore d'ufficio, poteva essere esente dal versamento. La Corte chiarisce che il giudice deve limitarsi ad attestare la sussistenza dei presupposti processuali per il raddoppio (es. rigetto dell'impugnazione), ma non può accertare la debenza del contributo iniziale, competenza che spetta all'amministrazione. Di conseguenza, ha corretto la sentenza aggiungendo la clausola condizionale 'se il contributo unificato è dovuto', sanando così l'errore materiale.
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Disoccupazione soci cooperative: esclusa prima del 2013
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4936/2024, ha stabilito che i soci lavoratori di specifiche cooperative, come quelle di pulizia, non avevano diritto all'indennità di disoccupazione prima del 1° gennaio 2013. La Corte ha chiarito che il tema della disoccupazione soci cooperative è stato disciplinato solo con la riforma del 2012, negando il diritto alla prestazione per un licenziamento avvenuto nel 2010 e ribaltando le precedenti decisioni di merito.
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Durata ragionevole processo: il calcolo unitario
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per determinare la durata ragionevole del processo ai fini dell'equa riparazione (Legge Pinto), la fase di cognizione e quella successiva di ottemperanza devono essere considerate unitariamente. In un caso riguardante la richiesta di indennizzo per l'eccessiva durata di un precedente procedimento di equa riparazione, la Corte ha chiarito che il tempo totale si ottiene sommando le durate delle due fasi. Tuttavia, il periodo intercorso tra la fine della prima fase e l'inizio della seconda non deve essere computato, in quanto non considerato 'tempo del processo'. La decisione della Corte d'Appello, che aveva valutato separatamente le due fasi, è stata annullata.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue un processo?
Un contenzioso tra un condomino e il proprio condominio, riguardante l'uso di spazi comuni, si conclude in Cassazione non con una sentenza di merito, ma con un'ordinanza che dichiara l'estinzione del giudizio. A seguito del decesso del ricorrente, i suoi eredi hanno optato per la rinuncia al ricorso, mossa accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, chiarendo anche le implicazioni su spese legali e contributo unificato.
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