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Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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962 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Accertamento bancario soci: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento bancario sui soci di una società che aveva omesso la dichiarazione dei redditi. Secondo l'ordinanza, i movimenti sui conti personali dei soci possono essere presunti come ricavi dell'impresa se l'amministrazione finanziaria ne dimostra la riferibilità all'attività sociale. In tal caso, spetta alla società fornire la prova contraria per ogni singola operazione, invertendo così l'onere probatorio.
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Antieconomicità: ok all’accertamento induttivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20273/2024, ha stabilito che la gestione palesemente antieconomica di un'impresa, provata da una serie di indizi come la mancata emissione di scontrini e l'aumento ingiustificato delle rimanenze, rende la contabilità inattendibile. Tale comportamento legittima l'Amministrazione finanziaria a procedere con un accertamento induttivo per ricostruire il reddito, anche se i libri contabili sono formalmente corretti. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente ritenuto insufficienti tali prove.
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Utili extracontabili socio: nullo se annullato l’avviso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20268/2024, ha stabilito che l'accertamento fiscale per utili extracontabili socio di una società a ristretta base è nullo se l'avviso di accertamento presupposto, emesso nei confronti della società, viene annullato. Questo principio vale anche se l'annullamento avviene in autotutela da parte dell'Amministrazione Finanziaria, poiché viene a mancare l'antecedente logico-giuridico indispensabile per la presunzione di distribuzione dei dividendi.
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Diritto buono pasto: sì anche per il turno notturno
Una dipendente di un'azienda sanitaria pubblica ha richiesto il riconoscimento del suo diritto al buono pasto per i turni notturni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che il diritto buono pasto è una misura assistenziale legata alla durata del turno di lavoro (superiore a sei ore), a prescindere che sia diurno o notturno. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione per questo diritto è decennale e non quinquennale.
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Buono pasto turno notturno: la Cassazione decide
Un'infermiera ha richiesto i buoni pasto per i suoi turni notturni svolti tra il 2002 e il 2008. La Corte d'Appello le ha dato ragione, interpretando gli accordi collettivi e aziendali. L'azienda sanitaria ha fatto ricorso in Cassazione, ma la Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per vizi di forma. La decisione conferma il diritto al buono pasto per il turno notturno in base alla specifica articolazione oraria, consolidando la sentenza di secondo grado.
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Contraddittorio preventivo: quando è obbligatorio?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20239/2024, ha chiarito i limiti dell'obbligo del contraddittorio preventivo in materia fiscale. La Corte ha stabilito che, in caso di accertamento unico per tributi armonizzati (IVA) e non armonizzati (IRPEF, IRAP), l'obbligo di contraddittorio non si estende automaticamente a questi ultimi. Per i tributi non armonizzati, tale obbligo sussiste solo nei casi specificamente previsti dalla legge, come dopo verifiche fiscali in loco. Inoltre, il contribuente che lamenta la violazione di tale garanzia deve superare una specifica "prova di resistenza", dimostrando concretamente quali argomenti avrebbe potuto presentare per ottenere un risultato diverso, non essendo sufficiente un generico rinvio ai propri atti difensivi.
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Operazioni inesistenti: onere della prova per il Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20191/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in caso di operazioni inesistenti. L'Amministrazione finanziaria deve fornire elementi presuntivi, anche semplici, per contestare l'operazione. A quel punto, spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza della transazione, non essendo sufficiente la sola esibizione di fatture e mezzi di pagamento. La Corte ha cassato la sentenza di merito che si era basata solo sulla prova del pagamento tramite assegni.
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Esenzione IRAP professionisti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20187/2024, ha stabilito l'esenzione IRAP per un professionista socio di una grande società di consulenza. La Corte ha chiarito che l'organizzazione aziendale della società non può essere imputata al singolo socio, il quale, se privo di una propria autonoma struttura, non è tenuto al pagamento dell'imposta. La decisione conferma un orientamento ormai consolidato, accogliendo il ricorso del contribuente e annullando la sentenza di secondo grado.
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Esenzione IRAP professionisti: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20176/2024, ha stabilito l'esenzione IRAP professionisti per un socio di una grande società di consulenza. La Corte ha chiarito che l'organizzazione aziendale è attribuibile esclusivamente alla società e non al singolo professionista, anche se quest'ultimo beneficia di redditi elevati. Viene così a mancare il presupposto impositivo dell'autonoma organizzazione per il singolo socio, che non è quindi tenuto al versamento dell'imposta.
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Deducibilità costi: motivazione apparente e onere prova
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che aveva riconosciuto la deducibilità di alcuni costi ad una contribuente. La motivazione è stata giudicata 'apparente', in quanto il giudice si era limitato a elencare i documenti prodotti senza spiegare come questi provassero l'effettività e l'inerenza delle spese, specialmente perché derivanti da società partecipate dalla stessa contribuente. È stato inoltre ribadito che l'obbligo di contraddittorio preventivo non si applica in via generale alle imposte dirette.
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Rimborso spese di accesso: tassabilità per i medici
Un medico specialista ha richiesto un rimborso IRPEF sulle somme ricevute come 'rimborso spese di accesso' per lavorare in ambulatori fuori dal proprio comune di residenza. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione precedente, ha stabilito che tale rimborso è pienamente tassabile. Ha chiarito che non si tratta di un'indennità di trasferta esente, ma di una componente del reddito da lavoro dipendente, soggetta al principio di onnicomprensività fiscale.
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Indennità di espropriazione: i criteri di stima
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari terrieri, confermando la correttezza della decisione della Corte d'Appello sulla determinazione dell'indennità di espropriazione. La sentenza sottolinea che la stima deve basarsi su un'analisi equilibrata delle caratteristiche del terreno, del suo inserimento nel tessuto urbanistico e della destinazione delle aree circostanti, come precedentemente indicato dalla stessa Cassazione in una sentenza di rinvio. Le critiche alla consulenza tecnica d'ufficio (C.T.U.) sono state ritenute inammissibili in sede di legittimità.
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Indennità di esproprio: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello sulla corretta determinazione dell'indennità di esproprio per alcuni terreni destinati a parcheggio pubblico. La Corte ribadisce che la valutazione deve basarsi su tre criteri congiunti: le caratteristiche del terreno, il suo inserimento nel tessuto urbanistico e la destinazione delle aree circostanti. Le critiche alla consulenza tecnica d'ufficio (CTU) non possono essere motivo di ricorso in Cassazione, in quanto attengono a valutazioni di merito.
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Indennità di esproprio: i criteri di stima corretti
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla corretta determinazione dell'indennità di esproprio per un terreno destinato a parcheggio pubblico. Confermando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che la valutazione deve basarsi su un'analisi congiunta di tre criteri fondamentali: le caratteristiche intrinseche del bene, il suo inserimento nel tessuto urbanistico e la destinazione dei terreni circostanti. La Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari, i quali sostenevano una valutazione errata, ribadendo che la stima del consulente tecnico, se recepita dal giudice di merito con motivazione adeguata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Motivazione apparente: sentenza fiscale nulla
Una società si oppone a una cartella di pagamento, vincendo in primo grado. La Commissione Tributaria Regionale ribalta la decisione con una giustificazione generica. La Corte di Cassazione interviene, annullando la sentenza d'appello per 'motivazione apparente', poiché il giudice non ha spiegato in modo comprensibile le ragioni della sua decisione, violando il dovere di fornire una motivazione effettiva.
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Accertamento induttivo: legittimo se l’impresa è in perdita
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento basato su un accertamento induttivo nei confronti di un'impresa che, pur avendo una contabilità formalmente corretta, presentava perdite costanti per oltre cinque anni. La gestione palesemente anti-economica è stata considerata un valido presupposto per ritenere le scritture contabili intrinsecamente inattendibili, giustificando la ricostruzione induttiva del reddito da parte dell'Amministrazione finanziaria.
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Agevolazioni sisma Abruzzo: stop alla Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale, chiedendo di beneficiare della riduzione d'imposta prevista per le aree colpite dal terremoto del 2009. Le corti di merito hanno negato il beneficio, sostenendo che non si applicasse alle imposte accertate successivamente. La Corte di Cassazione, rilevando una questione pendente dinanzi alla Corte di Giustizia Europea sulla compatibilità di queste agevolazioni sisma Abruzzo con il diritto UE in materia di IVA, ha sospeso il procedimento in attesa della decisione europea.
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Revocazione sentenza: giudice astenuto, caso rinviato
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio di un ricorso per revocazione di una propria precedente sentenza. La decisione è stata presa per garantire l'imparzialità del giudizio, poiché uno dei magistrati del collegio giudicante aveva già partecipato alla stesura del provvedimento oggetto di revocazione. Il caso di origine riguarda un accertamento fiscale per imposta di successione.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario riguardante la deducibilità di costi per IRES, IRAP e IVA. La controversia, giunta in Cassazione dopo un ricorso dell'Agenzia delle Entrate, si è conclusa anticipatamente perché la società contribuente ha aderito con successo alla definizione agevolata prevista dalla legge, sanando la pendenza e rendendo superflua una pronuncia nel merito.
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Vizio di ultrapetizione: quando il giudice decide oltre
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito per vizio di ultrapetizione. Un contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento eccependo la mancata notifica dell'atto di accertamento prodromico. Il giudice d'appello, però, aveva annullato l'atto per un presunto vizio di notifica della cartella stessa, motivo mai sollevato dal contribuente. La Suprema Corte ha cassato la decisione, riaffermando che il giudice deve pronunciarsi solo sulle domande proposte dalle parti, e ha rinviato la causa al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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