LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 375 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Pagina 21 di 40

962 provvedimenti

Altri anni per Art. 375 Codice di Procedura Civile

Fondo patrimoniale e debiti d’impresa: la Cassazione
Un imprenditore contesta un'ipoteca iscritta su beni inseriti in un fondo patrimoniale a garanzia di un debito aziendale. A seguito di decisioni contrastanti nei gradi di merito, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rileva un conflitto nella propria giurisprudenza sull'onere della prova. La questione cruciale, relativa alla pignorabilità del fondo patrimoniale, è stata rinviata a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
Continua »
Mansioni superiori: la Cassazione e il rito trifasico
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un ente pubblico al pagamento di differenze retributive a una dipendente per lo svolgimento di mansioni superiori. La sentenza ribadisce l'importanza del corretto procedimento logico-giuridico trifasico per l'accertamento di tale diritto, respingendo le eccezioni procedurali sollevate dall'ente. Il caso sottolinea come la valutazione del giudice debba basarsi su un'analisi concreta delle attività svolte, l'individuazione delle qualifiche contrattuali e il loro confronto, senza potersi limitare a un richiamo acritico delle declaratorie contrattuali.
Continua »
Recupero retributivo e mansioni superiori: la Cass.
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'amministrazione pubblica ha il diritto di effettuare un recupero retributivo nei confronti di un dipendente per importi erogati a seguito di una progressione di carriera poi annullata. La Corte ha chiarito che, secondo il CCNL di riferimento, il passaggio a un livello economico superiore all'interno della stessa area professionale non implica automaticamente lo svolgimento di mansioni superiori. Di conseguenza, il lavoratore non ha diritto a mantenere la maggiore retribuzione se non prova l'effettivo svolgimento di compiti qualitativamente diversi e più complessi. La presunzione di svolgimento di tali mansioni da parte dei giudici di merito è stata ritenuta un errore giuridico, invertendo illegittimamente l'onere della prova.
Continua »
Inammissibilità appello tributario: la guida completa
Una società di servizi impugna una cartella di pagamento per IRAP, ottenendo l'annullamento in primo grado. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello proposto dall'Agente della Riscossione per due vizi procedurali decisivi: la tardiva costituzione in giudizio e il difetto di prova della rappresentanza processuale in capo a chi ha conferito il mandato. Questa ordinanza sottolinea l'importanza del rispetto dei termini e delle formalità nel processo tributario, confermando come un vizio di forma possa determinare l'esito della lite.
Continua »
Contratto collettivo pubblico: la P.A. non sceglie
Un dipendente di un ente pubblico chiedeva differenze retributive per mansioni superiori basate su un contratto collettivo privato applicato di fatto. La Cassazione ha negato il diritto, stabilendo che nel pubblico impiego si applica inderogabilmente solo il contratto collettivo pubblico di comparto previsto per legge, e non quello scelto o applicato di fatto dall'amministrazione.
Continua »
Mansioni superiori CCNL: l’obbligo del giudice
Una dipendente di un ente pubblico ha richiesto differenze retributive per lo svolgimento di mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione favorevole alla lavoratrice, stabilendo che i giudici di merito avevano errato nell'applicare un CCNL superato. La Corte ha ribadito che, in tema di mansioni superiori CCNL, il giudice ha l'obbligo di individuare e applicare d'ufficio il contratto collettivo vigente nel periodo di riferimento, anche se non indicato dalle parti, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Lista Falciani come prova: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un avviso di accertamento basato sulla cosiddetta 'lista Falciani'. Sebbene la presunzione legale di evasione introdotta nel 2009 non sia retroattiva, i dati della lista costituiscono una presunzione semplice, grave, precisa e sufficiente da sola a fondare l'accertamento per redditi esteri non dichiarati. La Corte ha confermato la piena utilizzabilità di tale documentazione come prova indiziaria.
Continua »
Occupazione usurpativa: quando si calcola il danno?
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sull'occupazione usurpativa. La Corte stabilisce che il risarcimento del danno per l'esproprio illecito deve essere calcolato in base al valore del terreno al momento della proposizione della domanda giudiziale e non al momento della trasformazione fisica del bene.
Continua »
Abuso contratti a termine: No alla conversione nel P.A.
Una lavoratrice sanitaria, impiegata per anni con contratti a termine e di somministrazione presso un'azienda sanitaria pubblica, ha denunciato l'abuso contratti a termine. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito: pur riconoscendo l'illegittimità della reiterazione dei contratti e il diritto della lavoratrice a un risarcimento del danno, ha escluso la possibilità di convertire il rapporto di lavoro in uno a tempo indeterminato. La decisione si fonda sul divieto imposto dalla legge per il settore pubblico (art. 36, D.Lgs. 165/2001), che prevede l'accesso tramite concorso. Entrambi i ricorsi, della lavoratrice e dell'azienda, sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali.
Continua »
Contributi previdenziali volontari: la tassabilità
Un ex dipendente di un istituto bancario ha richiesto il rimborso IRPEF sulla liquidazione del capitale da un fondo pensione, sostenendo la non imponibilità dei contributi previdenziali volontari versati. La Corte di Cassazione ha stabilito che, data la natura volontaria e non obbligatoria per legge dei versamenti, l'intera somma erogata è soggetta a tassazione, negando il diritto al rimborso.
Continua »
Responsabilità professionale commercialista: la prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15743/2024, ha rigettato il ricorso di un cliente contro il proprio commercialista per una mancata impugnazione di un avviso di accertamento. Il caso chiarisce che, per ottenere il risarcimento, il cliente deve provare che l'azione omessa avrebbe avuto ragionevoli probabilità di successo. La Corte ha stabilito che la difesa del professionista, che contesta tale probabilità, è legittima e non costituisce abuso del processo, anche se in un altro giudizio aveva sostenuto tesi favorevoli al cliente. Questa pronuncia ribadisce la centralità della valutazione prognostica nella responsabilità professionale commercialista.
Continua »
Lavoro pubblico: no conversione contratto a termine
La Corte di Cassazione ha confermato che nel lavoro pubblico, anche in caso di reiterazione abusiva di contratti a termine e di somministrazione, non è possibile la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato. Questa è preclusa dalla necessità di superare un concorso pubblico per l'assunzione. La tutela per il lavoratore è limitata al risarcimento del danno. La Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso della lavoratrice, che chiedeva la conversione, sia quello dell'ente pubblico.
Continua »
Improcedibilità ricorso: mancato deposito notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da un avvocato in una causa per compensi professionali. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il mancato deposito della relazione di notificazione del provvedimento impugnato entro i termini di legge. Questo errore formale ha impedito alla Corte di esaminare il merito della questione, confermando come la stretta aderenza alle regole procedurali sia un requisito fondamentale per l'ammissibilità del ricorso in Cassazione.
Continua »
Responsabilità direttore lavori: l’esame dei pagamenti
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della responsabilità direttore lavori. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento per il ritardo nell'avvio di un'attività commerciale e per pagamenti eccessivi a un'impresa, autorizzati dal professionista. La Corte ha rigettato la domanda per il ritardo, per mancata prova del nesso causale, ma ha accolto quella sui pagamenti. Ha stabilito che il giudice di merito deve esaminare attentamente se i certificati di pagamento emessi dal direttore dei lavori tenessero conto degli acconti già versati, configurando altrimenti una sua chiara responsabilità professionale.
Continua »
Valutazione delle prove: ricorso inammissibile
Un assicurato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione dopo che i giudici di merito avevano liquidato un indennizzo, per il furto di un motociclo, di importo inferiore a quello richiesto. Il cuore della controversia era la valutazione delle prove relative al valore effettivo del veicolo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti o le prove, ma solo di verificare la corretta applicazione della legge. Il ricorso, infatti, mirava a una nuova valutazione del merito, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile per doppia conforme: la Cassazione
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con un'azienda ospedaliera, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile a causa della 'doppia conforme' (due sentenze identiche nei gradi di merito), ribadendo che la Cassazione non può riesaminare i fatti ma solo la corretta applicazione della legge. La decisione chiarisce i rigidi limiti di ammissibilità dei ricorsi di legittimità.
Continua »
Correzione errore materiale: la Cassazione interviene
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale riscontrato in un suo precedente provvedimento. L'ordinanza originaria includeva per sbaglio diverse pagine di testo appartenenti a un'altra causa. Con la nuova decisione, la Corte ha disposto la rimozione delle parti estranee, ripristinando il contenuto corretto dell'atto e chiarendo la natura della procedura di correzione.
Continua »
Reiterazione contratti a termine: quando è lecita?
Una lavoratrice del settore sanitario ha visto respingere il suo ricorso dalla Corte di Cassazione riguardo a una presunta illegittima reiterazione di contratti a termine. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva stabilito che la successione dei contratti era giustificata da circostanze eccezionali previste dalla legge, come il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato e specifiche normative derogatorie, rendendo di fatto legittima la reiterazione contratti a termine in quel particolare contesto.
Continua »
Errore di fatto Cassazione: rinvio a pubblica udienza
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto. Il caso riguarda il diniego di trasferimento coattivo di un immobile, ritenuto affetto da abuso edilizio primario. Il ricorrente sostiene che la Cassazione abbia commesso un errore di fatto, ignorando la presenza di regolari concessioni edilizie documentate negli atti. Data la particolare rilevanza della questione, il Collegio ha disposto una trattazione approfondita in pubblica udienza.
Continua »
Responsabilità professionale architetto: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15505/2024, ha confermato la responsabilità professionale dell'architetto per gli errori di progettazione che hanno causato la violazione delle distanze legali tra edifici. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni da parte dei committenti, condannati a demolire parte della loro costruzione, nei confronti del professionista. La Corte ha stabilito che rientra negli obblighi dell'architetto redigere un progetto conforme non solo alle regole tecniche, ma anche a quelle giuridiche, e che la complessità della normativa non attenua la sua colpa, trattandosi di un inadempimento grave.
Continua »